venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’ostensione della Sindone
e la sindonologia scientifica
Pubblicato il 01-05-2015


Sacra-SindoneDocumentarsi sulla Sindone è affare complicatissimo. Si rischia di passare da pubblicazioni su Nature ad autentici studiosi del Centro Internazionale di Sindonologia (Cis), dalla Confraternita del Santo Sudario ed esperti di Casa Savoia a ufologi internazionali e medievalisti.

Un pasticcio di nozioni, date, referti, riti propiziatori e scettici convinti, maghi e sindonologi fedeli. Allora ho deciso di fare chiarezza, ho letto e analizzato dati verificabili su molti aspetti poco noti di questo oggetto misterioso. L’abstract del lavoro di Damon e colleghi pubblicato su Nature nel 1989 dice: Molti piccoli campioni della Sindone di Torino sono stati datati mediante spettrometria di massa in 3 laboratori: Arizona, Oxford e Zurigo. Tre campioni indipendenti a età nota sono stati utilizzati come controlli. I risultati forniscono la prova inconfutabile che il lino della Sindone di Torino è di origine medievale.

Visto il clamore che ne è conseguito, gli studiosi di questo lavoro sono da considerare degli eretici scienziati? Non c’è dubbio che le valutazioni oggettive si debbano basare su dati ripetibili e controllati, privi di vizi condizionatori. Nel 2010 un documento pubblicato sulla rivista SIS-Magazine della Società Italiana di Statistica dal titolo “Statistica robusta e radiodatazione della Sindone” parla di “effetto sistematico non trascurabile” dei dati, aggiungendo “Se l’effetto sistematico evidenziato dalle datazioni dei tre laboratori si trasferisse direttamente sulla Sindone per tutta la sua lunghezza si potrebbe, per una lunghezza di circa 4 metri, ipotizzare una variazione di due decine di millenni nel futuro, partendo da una data del bordo risalente al primo millennio d.C. […]”. Così ricomincia lo scontro e si è riaperto il varco della fede. Gli scienziati da una parte e i sindonologi ortodossi dall’altra.

Nel frattempo la Chiesa ricorda il lenzuolo come “un’icona della passione di Nostro Signore”. E’ cauta, ma anche molto furba, si avvale di scienziati e storici per nulla ingenui nella loro consulenza. Intanto Torino si prepara allo “srotolamento” del lenzuolo, questo affascinante “oggetto impossibile” farà chiacchierare ancora, per quanto mi riguarda sarò in coda per ammirarlo, come reperto storico, ma anche artistico. E poi Torino sta stravolgendo la sua vocazione, il Turismo first of all.

Guerrino Macori

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