mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Marò. Fallisce la via diplomatica, ora l’arbitrato
Pubblicato il 05-05-2015


MaròLa via diplomatica è fallita. Il caso dei due marò Salvatore Girone e a Massimiliano Latorre, che va avanti da quasi quattro anni e tre diversi governi è arrivata a un punto (morto) tale per cui il Governo ha deciso di procedere con l’arbitrato internazionale, che sarà affrontato dalla Corte dell’Aja. la notizia viene data dal Corriere della Sera, secondo cui dopo i continui rinvii della Corte suprema indiana, Roma si è stancata di aspettare. Dopo un’attesa snervante che risale all’estate scorsa seguita dalla proposta di mediazione diplomatica italiana, i legali che rappresentano l’Italia comunicheranno entro la metà del mese prossimo al governo di Delhi l’intenzione di procedere con un contenzioso per stabilire dove risiede la giurisdizione nella vicenda dei due marò.
I ripetuti rinvii della Corte suprema indiana che si pronuncerà solo dopo il 7 luglio hanno stancato Roma, mentre da più parti si avverte il fallimento di una politica estera italiana che poteva ricorrere a questa risoluzione già un anno e mezzo fa. Sull’indiscrezione data dalla Corriere, il capo della Farnesina Paolo Gentiloni non commenta, rispondendo: “Non commento, sono indiscrezioni”.
Il ministro degli Esteri dopo un incontro all’Ispi di Milano, non da quindi nessuna notizia certa su un possibile avvio di un arbitrato internazionale.
Il ricorso unilaterale all’arbitrato se avviato dovrà essere presentato prima del 7 luglio per evitare la sovrapposizione con l’udienza indetta dalla Corte Suprema sullo stesso argomento e anche perché il 15 luglio scade la licenza di Latorre.

Maria Teresa Olivieri

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