lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Migranti. A rischio collasso i centri d’accoglienza
Pubblicato il 07-05-2015


centro di accoglienzaAttualmente sono quasi 84mila le persone alloggiate nei centri e nelle strutture temporanee d’accoglienza italiane, numero variabile succedendosi gli sbarchi con rapida frequenza. Circa 40mila sono invece le richieste di asilo che devono essere ancora esaminate e consistente è l’incremento – pari al 15% – degli sbarchi dall’inizio dell’anno. Questi alcuni dei dati allarmanti che delineano i contorni di una fotografia che raffigura la situazione emergenziale dei migranti nel nostro Paese. Nel frattempo anche il Friuli Venezia Giulia pone l’altolà alla richiesta di accoglienza di ulteriori profughi mentre il ministro dell’Interno, Angelino Alfano suggerisce “di chiedere ai Comuni di applicare la nostra circolare che permette di far lavorare gratis i migranti” che risiedono nei loro territori.  

I DATI DEL VIMINALE – Dei quasi 84mila migranti accolti in Italia “circa 20mila sono inseriti nello Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestito dai Comuni, ndr), 10mila sono ospiti delle strutture nazionali e 42-43 mila delle strutture aperte temporaneamente” ha reso noto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale durante l’audizione davanti alla Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti. Il funzionario ha definito la situazione “molto impegnativa e in parte attesa: l’anno scorso c’è stato il record di 170mila sbarchi, le proiezioni per quest’anno portano a una stima simile o superiore”, fino a sfiorare i 200mila. A essere ottimisti. Secondo quanto stabilito dagli accordi internazionali le autorità italiane hanno l’obbligo di fornire assistenza ai profughi fino al termine della procedura, ma le commissioni territoriali sembrano essere oramai intasate e i tempi tendono ad allungarsi.

Dati Istat

Dati Ministero dell’Interno

Sul fronte delle richieste d’asilo, nel 2014 ne sono state presentate 64.886: solo 36.330 sono state esaminate e di queste il 38% è stata respinta. Alle migliaia rimaste non ‘lavorate’ vanno poi aggiunte quelle presentate quest’anno: su 33.831 migranti approdati sulle coste italiane fino allo scorso lunedì, quasi in 21mila hanno già chiesto di ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato. Nell’attesa di risposte, il sistema dei centri dell’accoglienza rischia quindi di andare in tilt: da una parte per l’accumularsi di richieste d’asilo – destinate ad aumentare –  e dall’altra per quella che sembra essere una levata di scudi da parte di alcuni governatori contro la richiesta del Viminale di accogliere un determinato numero di profughi suddiviso tra le Regioni italiane, ad eccezione della Sicilia.

IL ‘NO’ DEL FRIULI VENEZIA GIULIA – Poco ha sorpreso il recente rifiuto di Veneto e Lombardia – cui si è aggiunto ieri quello della Valle d’Aosta per mezzo del governatore Augusto Rollandin che, nelle sue funzioni prefettizie ha posto l’altolà all’accoglienza di 79 nuovi immigrati. Lascia invece sorpresi la risposta da parte del Friuli Venezia Giulia, a guida Pd.

Immigrazione

Fonte: Ministero dell’Interno

L’assessore regionale all’Immigrazione e Solidarietà, Gianni Torrenti ha infatti spiegato che la Regione “pur esprimendo la massima solidarietà a una situazione nazionale di grande criticità, non può sopportare ulteriori arrivi, e stigmatizza il fatto di non essere stata minimamente coinvolta nemmeno a livello di informazione”. Torrenti ha poi aggiunto che “duecento profughi sono già arrivati e cento sono in arrivo e di questi duecento è stato possibile sistemarli perché prudenzialmente erano già stati trovati degli spazi”. Anche il governatore della Regione, la democratica Debora Serracchiani, in più occasioni ha già ricordato che il suo Friuli – “Regione piccola” – non può più accogliere profughi perché “potenzialmente saturo”.

 Silvia Sequi

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