sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Bozza di risoluzione italiana all’ONU
Pubblicato il 06-05-2015


Migranti-napoli-FoscariIn totale sono cinquecentosessantadue i migranti approdati a Napoli a bordo della nave ”Foscari”: tra questi settantacinque minori, venticinque bambini e cinque donne incinte. Cento di loro saranno ospitati in Campania, gli altri dirottati in altre regioni. Ma la Valle d’Aosta ha già posto l’altolà: “Da noi non c’è posto”. Nel frattempo la Russia ha bocciato il piano europeo che prevede l’intervento militare per distruggere i barconi – senza persone a bordo –  usati dai trafficanti di essere umani nel Mar Mediterraneo. E l’Italia oggi ha presentato – ai Paesi europei del Consiglio di sicurezza Onu – una proposta per una bozza di risoluzione contro i trafficanti di migranti.

LA PROPOSTA DELL’ITALIA – La proposta italiana – che ha l’obiettivo di ottenere “un quadro legale che ci consenta di colpire i trafficanti” come ha reso noto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni – è stata comunicata ai quattro Paesi europei del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, Francia, Gran Bretagna e ai membri non permanenti, Lituania e Spagna. Secondo fonti attendibili i membri europei del Consiglio hanno raggiunto un accordo, e il testo definitivo dovrebbe essere pronto entro lunedì 18 maggio.

LA POSIZIONE DELLA RUSSIA – Nel frattempo Mosca ha reso noto l’intenzione di impedire all’Unione europea di ottenere quel mandato Onu – che avrebbe dato il beneplacito della legalità internazionale all’operazione – esercitando il suo diritto di veto (che spetta ai cinque membri permanenti delle Nazioni unite, ndr). “Catturare i trafficanti di esseri umani e fermare queste imbarcazioni è una cosa. Ma distruggerle sarebbe spingersi troppo oltre” ha dichiarato l’ambasciatore russo all’Ue, Vladimir Chizhov. Il diplomatico russo ha poi rimarcato il senso delle sue parole, sottolineando che la distruzione di navi senza l’ordine di una corte o il consenso del Paese che le ospita nelle sue acque territoriali rappresenterebbe “una violazioni alle norme esistenti del diritto internazionale”.

L’ALTOLÀ DELLA VALLE D’AOSTA – Sul fronte degli sbarchi sulle coste italiane – e sull’assegnazione di migranti da parte del ministero dell’Interno alle Regioni (ad eccezione della Sicilia), la Valle d’Aosta – cui spetterebbero 79 immigrati – ha espressamente chiuso le porte alla richiesta di accoglienza. Dopo aver effettuato “una ricerca di eventuali altri posti nei 74 Comuni della Regione” il governatore Augusto Rollandin – nelle sue funzioni prefettizie – ha fatto sapere alla direzione centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo che la Valle d’Aosta si trova nella “assoluta impossibilità” a “garantire posti di accoglienza temporanea che rispondano a criteri di sostenibilità e di dignità, oltre ai 62 posti già occupati”. La Valle d’Aosta non è la prima Regione a venir meno alle direttive del Viminale: già il mese scorso i governatori leghisti, Luca Zaia e Roberto Maroni avevano subito fatto presente l’intenzione di non accogliere ulteriori immigrati. Il presidente della piccola Regione a Statuto speciale, però, è stato il primo a metterlo in pratica.

Silvia Sequi

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