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Opinioni e commenti
 

Mutui. Abi, +50% in tre mesi, cautela dai consumatori
Pubblicato il 04-05-2015


Mutui-casaDopo la ripresa del settore immobiliare, le buone notizie passano sul fronte dei mutui, tornando a rimettere al centro degli investimenti del Bel Paese il “mattone”. Ad annunciare un vero e proprio boom di mutui è l’Abi (Associazione delle Banche Italiane), un incremento che secondo uno studio dell’associazione supera il 50%.

I mutui nel primo trimestre 2015 – valutati su un campione di 78 banche, pari all’80% del mercato italiano – sono cresciuti del 50%, passando da 5.25 miliardi del primo trimestre 2014 a 7,9 di un anno dopo. Il valore è superiore anche ai dati del 2013 e del 2012, nel 2013 si attestarono sui 4,337 miliardi di euro, mentre nei primi tre mesi del 2012 si raggiunse i 5,177 miliardi di euro. I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi tre mesi del 2015, il 66,7% delle nuove erogazioni complessive. Crescono poi i mutui a tasso fisso, passando dal 18% del 2014 al 35% del primo trimestre 2015. A confermare il trend di crescita è anche l’Istat, che parla di un aumento deciso al Sud (+13,6%), al Centro (+12,8%) e nelle Isole (+11,2%).

L’UNC (Unione Nazionale Consumatori) evidenzia come questi dati, almeno per il momento, contrastino con quelli di Bankitalia, secondo i quali i prestiti delle banche al settore privato hanno registrato, a febbraio, una contrazione su base annua del 2% e a gennaio dell’1,8%. In particolare i prestiti alle famiglie sono calati, a febbraio, dello 0,4% sui dodici mesi (-0,5 nel mese precedente).
“A marzo, grazie all’avvio del Quantitative Easing, è assai probabile che si registri una decisa inversione di tendenza, capace di compensare i cali dei mesi precedenti, ma dubitiamo, anche se lo speriamo, che la ripresa sia nei termini indicati dall’Abi, con percentuali bulgare del 50%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario UNC.

“Preferiamo, quindi, attendere i dati ufficiali di Bankitalia. Nel frattempo sarebbe già una bella cosa se le banche non innalzassero gli spread per compensare l’abbassamento dei tassi di riferimento” ha concluso Dona.
Cautela anche da parte del Codacons: “Il dato che vede l’erogazione dei mutui in crescita del 50% rappresenta un segnale positivo ma non eccezionale, se si considera che negli ultimi 7 anni il valore dei mutui concessi ha subito una contrazione pari a 45,1 miliardi di euro”.

Liberato Ricciardi

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