domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Nencini: sarà l’esito del voto in Liguria a svelarci il futuro del PD – Intervista al Corriere della Sera
Pubblicato il 15-05-2015


Riccardo Nencini è segretario del Partito socialista italiano e viceministro ai
Trasporti. Eletto senatore nelle liste PD, guarda da fuori ma da vicino le
vicende di quel partito: «Le elezioni regionali di fine mese sono un laboratorio per la parte del Pd che avversa Matteo Renzi. E la Liguria sarà il laboratorio del laboratorio».

Che succede in Liguria?
«Si saldano pezzi del Partito democratico, parte del movimento sindacale e parte della sinistra radicale in appoggio al candidato della sinistra Luca Pastorino. L’obiettivo è la sconfitta di Raffaella Paita, candidato del Pd scelta con le primarie, e la vittoria del centrodestra». E dopo il primo giugno? «Dipenderà dal risultato. Oggi nel Partito democratico c’è già una sorta di guerriglia, che potrà diventare guerra guerreggiata».

Con difficoltà per il governo, soprattutto al Senato?
«Al Senato, ma anche alla Camera. Lo schema post-Liguria ricorda la divisione che ci fu in Germania nella Spd fra Schroder e l’ala sinistra di Lafontaine. Io sto con Schröder e penso che tutti i socialisti europei debbano stare con Schröder».

A proposito di socialisti europei, Renzi con lo spostamento del Partito
democratico verso il centro può essere paragonato a Tony Blair?
«Renzi sta provando a portare la “democrazia esecutiva” dei sindaci dentro il sistemaparlamentare. Ma ora ha inaugurato una interessante “fase due”: sulla scuola hamesso attorno al tavolo i sindacati. Non per la concertazione, ma per laconsultazione».

Sono possibili cambiamenti anche sulla riforma del Senato?
«Ci sono già aperture su due proposte socialiste. La prima: i consiglieri regionali che diventeranno senatori dovrebbero scegliere fra i due ruoli. La seconda: andranno definiti meglio i ruoli fra governo e Regioni».

Quali temi porterete al congresso del Pse a Budapest fra un mese?
«Quattro principali. Un nuovo patto fondativo per l’Europa. Sulle migrazioni, l’obiettivo è il multiculturalismo attivo. Misure per la riconciliazione dei cittadini con il Palazzo. E Ripensare lo stato sociale».

A. Gar.

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