venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Senza ricetta la “pillola dei 5 giorni dopo”
Pubblicato il 12-05-2015


pillola-dei-cinque-giorni-dopoL’Italia fa un passo avanti e uno indietro per quanto riguarda la donna, il suo corpo e… la possibilità di essere madre. Mentre viene ufficializzata l’introduzione nel commercio della pillola dei “5 giorni dopo”, la pillola contraccettiva di emergenza, dall’altro lato si attende la decisione della Consulta sulla legge 40 riguardo l’accesso alla fecondazione assistita, e quindi alla diagnosi pre impianto, alle coppie affette da malattie genetiche.

La Pillola dei “5 giorni dopo” in farmacia e senza ricetta
L’ultimo ostacolo è superato, la pillola contraccettiva dei “cinque giorni dopo” sarà disponibile in tutte le farmacie italiane per tutte le donne maggiorenni, senza obbligo di prescrizione medica e senza esibire il test di gravidanza, le minorenni invece dovranno presentare la ricetta del medico. L’Italia era tra i pochi Paesi a richiedere l’esibizione del test di gravidanza, come a suo tempo richiesto dal Consiglio superiore di sanità. L’ostacolo per la commercializzazione, l’approvazione dell’Aifa è stato superato, dopo ilo via libera del Consiglio Superiore di Sanità. A differenza della RU-486, la pillola dei 5 giorni dopo, secondo la definizione dell’OMS, è un contraccettivo d’emergenza a tutti gli effetti

L’annuncio sulla decisione dell’Aifa, arrivato alla fine dello scorso marzo, è divenuto ufficiale con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della determina Aifa, con cui diventa possibile l’accesso al contraccettivo di emergenza ellaOne® (ulipristal acetate, 30mg). La pillola dei “5 giorni dopo” è un farmaco a base di ulipristal e la sua efficacia nel prevenire una gravidanza è stata ampiamente dimostrata in uno studio pubblicato dalla rivista Journal of Obstetrics and Ginecologics. Se assunta entro 5 giorni dal rapporto la pillola ha la funzione di inteferire con i meccanismi dell’ovulazione. In particolare l’upistral, che appartiene alla categoria degli anti-progestinici, ovvero quelle molecole che contrastano l’effetto del progesterone, ormone fondamentale per creare le condizioni adatte alla fecondazione e all’annidamento, è in grado di ritardarla in modo tale da prevenire la fecondazione dell’ovulo. Non è quindi un medicinale da paragonarsi alla pillola abortiva RU-486, anche se non verrà comunque venduta nelle parafarmacie, né sarà disponibile tra gli scaffali.

La consulta dopo tre anni non ha ancora emesso una sentenza sulla Legge 40 per le coppie affette da malattie genetiche
Un tema molto discusso è quello della decisione che, ancora si attende, della Consulta sulla fecondazione assistita per le coppie fertili portatrici sane di patologie. Tutto inizia quando due coppie che, per evitare il rischio di trasmettere la malattia, avevano tentato di accedere alle tecniche, ma dopo aver ricevuto un rifiuto si erano rivolte al tribunale, assistite da Filomena Gallo e Angelo Calandrini. Il giudice, intravedendo una possibile incostituzionalità, aveva rimandato la questione alla Corte. I giudici della Corte costituzionale dovranno quindi decidere sull’accesso alla fecondazione assistita, e quindi alla diagnosi pre impianto, alle coppie affette da malattie genetiche. La legge 40 ora prevede infatti che la fecondazione assistita sia solo per le persone sterili, mentre quelle con malattie genetiche trasmissibili, ma fertili, sono escluse. Un divieto considerato da molti ingiusto, incostituzionale, discriminatorio. Una decisione, quella della Consulta, che si attende ormai da tre anni. La questione diventa ancora più cruciale per queste coppie che spesso sono costrette a dover interrompere la gravidanza per evitare che il bambino nasca con gravi patologie.

“È trascorso quasi un mese dall’udienza di discussione in Corte costituzionale sulla legittimità dell’esclusione delle persone fertili portatrici di malattie geneticamente trasmissibili dalla fecondazione assistita. Il nostro timore è che le polemiche sulle conseguenze politiche della decisione della Consulta, scoppiate in conseguenza alla sentenza sulle pensioni, finiscano per condizionare negativamente su una questione di natura totalmente diversa”. Lo affermano in una nota congiunta la deputata socialista Pia Locatelli e Marco Cappato a nome dell’Associazione Luca Coscioni.

“Da una parte, infatti, si discute di un provvedimento con importanti ricadute economiche, rispetto al quale diverse soluzioni sarebbero state possibili, come notato oggi da Sabino Cassese sul Corriere della Sera. Nel caso della legge 40, invece, siamo di fronte a una palese discriminazione riconosciuta come tale anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Come ricordato dal Presidente emerito Giuseppe Tesauro in occasione dell’incontro da noi promosso alla vigilia dell’udienza della Corte, sottolineando l’incongruenza tra legittimità dell’aborto e illegittimità dell’accesso all’analisi genetica pre-impianto: non c’è né spending review, né pareggio di bilancio da rispettare ma ‘un diritto che più nobile non c’è’. Ci auguriamo che i Giudici della Consulta sappiano resistere a ogni condizionamento ed affermare diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”.

Maria Teresa Olivieri

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