venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

PIÙ POSTI FISSI
Pubblicato il 11-05-2015


Contratti-aumento

Aumentano i posti di lavoro, soprattutto quello ‘fisso’. Lo rileva l’Inps, dai dati dell’Osservatorio sul precariato. In particolare, nel primo trimestre aumentano, rispetto al corrispondente pntieriodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+91.277), mentre diminuiscono i contratti a termine (-32.117) e le assunzioni in apprendistato (-9.188). Nel periodo considerato l’aumento complessivo delle nuove assunzioni è di 49.972 unità. Nello stesso periodo diminuiscono di 135.684 unità le cessazioni di rapporti di lavoro, per cui il saldo netto dei rapporti di lavoro è pari a 185.656 unità. Nei primi tre mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 470.785, il 24,1% in più rispetto all’analogo periodo del 2014.

Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 149.041 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 è del 5%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili è passata dal 36,61 % del primo trimestre del 2014 al 41,84% del primo trimestre del 2015. In particolare, nel corso del mese di marzo 2015 la quota di nuovi rapporti stabili ha raggiunto la misura del 48,2%. Sul complesso delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del mese di marzo 2015, oltre il 57% fruisce dell’esonero contributivo triennale introdotto dalla legge di stabilità 2015.

Nel periodo gennaio-marzo 2015, le cessazioni a tempo indeterminato sono state 382.157, il 7,6% in meno rispetto al primo trimestre del 2014, quando erano state 413.568. Sommate a quelle degli apprendisti e dei rapporti a termine, il numero delle cessazioni rilevate nel primo trimestre 2015 è di 1.012.389, l’11,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014, quando erano state 1.148.073. Commenta positivamente i dati dell’Inps il presidente dell’assemblea Pd, Matteo Orfini: “Buoni i dati Inps sull’occupazione. Soprattutto il boom dell’indeterminato: molti oggi hanno diritti prima sconosciuti”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta sulla sua pagina Facebook: “I dati ci dicono che la strada da percorrere è ancora lunga, ma la macchina finalmente è ripartita: dopo cinque anni di crollo costante, tornano a crescere gli occupati. Dopo cinque anni di crollo costante, tornano a crescere gli occupati. Il fatto che molti di questi contratti siano agevolati dalle misure del Jobsact (stabilità, sgravi, tutele crescenti, taglio Irap) è sicuramente un fatto positivo”, aggiunge. “Mi colpisce – osserva – che ci sia chi dice: ‘Beh però una parte non sono nuovi contratti, ma regolarizzazioni e stabilizzazioni’, fa sorridere! Era infatti proprio quello che volevamo. Non è la stessa cosa per un precario vedere trasformato il proprio contratto a tutele crescenti: è una svolta per la vita di tanti ragazzi della nostra generazione. Perché significa un mutuo, le ferie, la maternità. Naturalmente c’e’ ancora molto lavoro da fare. Ma grazie all’impegno di tutti e di ciascuno l’Italia ce la farà”, conclude Renzi.

Ma la lettura dei sindacati è molto diversa. Per la Cgil “non ci troviamo di fronte ad una vera svolta, ma ad un grande regalo alle imprese e a meno diritti per i lavoratori”.

Per il leader della Uil Carmelo Barbagallo, nelle oscillazioni continue di cifre e percentuali, “oggi è il giorno dell’ottimismo”. Barbagallo poi sottolinea come ”per invertire la tendenza della crisi ancora in atto si debbano fare investimenti pubblici e privati e restituire potere d’acquisto ai lavoratori, con i contratti, e ai pensionati, con la rivalutazione delle pensioni utilizzando positivamente la sentenza della Corte Costituzionale. Certamente, la trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato – dice – è un fatto positivo per i diretti interessati, ma questo percorso e’ stato costruito con una riduzione delle tutele a carico degli stessi soggetti coinvolti. Noi ci proponiamo di utilizzare i prossimi rinnovi contrattuali per attenuare questo rapporto di forza favorevole, ora, solo agli imprenditori”.

Sulla stessa linea del premier il tweet del responsabile Economia del Pd, Filippo Taddei: “Torniamo ad investire sul lavoro stabile: buona notizia INPS. Nuove assunzioni nette a tempo indeterminato aumentano del 90% tra 2015 e 14″.

Redazione Avanti!

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento