lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

POTEVA SALVARSI
Pubblicato il 12-05-2015


Biagi-scajola-degennaro

“La prescrizione consentirà agli indagati di non confrontarsi con la giustizia e con la realtà dei fatti. Mi limito a fare mia la considerazione della famiglia Biagi: per citare Carl Gustav Jung, agli stessi soggetti coinvolti resta il doloroso e sofferente confrontarsi con le proprie coscienze”. Con queste parole il legale Guido Magnisi – che ha assistito la famiglia Biagi – ha accolto la sentenza che ha archiviato la cosiddetta inchiesta bis, aperta la primavera scorsa dal pubblico ministero, Antonello Gustapane. Si conclude dunque nel nulla – per prescrizione – il procedimento contro Claudio Scajola e Giovanni De Gennaro (all’epoca dei fatti rispettivamente ministro dell’Interno e capo della polizia, ndr) indagati a Bologna per cooperazione colposa in omicidio colposo in relazione alla mancata concessione della scorta a Marco Biagi, il giuslavorista e professore, assassinato sotto casa nel capoluogo emiliano da un commando di terroristi appartenenti alle Nuove Brigate Rosse, il 19 marzo del 2002. Secondo l’accusa, alcuni allarmi – più volte ripetuti di Biagi e di persone a lui vicine sulla sua incolumità, dopo la pubblicazione del Libro Bianco sulla riforma del lavoro, – sono stati colpevolmente sottovalutati dai responsabili della sicurezza pubblica dell’epoca che gli revocarono la scorta. Buemi (Psi): “Per alcuni imputati eccellenti i tempi per ragioni politiche i tempi diventino brevi e – in altri casi – si dilatino molto”. Di Lello (Psi): “”Modificare la proposta di legge sulla prescrizione ora al Senato”. 

BUEMI: RIDURRE TEMPI PROCESSI – In merito alla sentenza Avanti! ne ha parlato con Enrico Buemi, capogruppo Psi in Commissione Giustizia e senatore socialista.

Enrico, secondo te le prescrizioni sono uguali per tutti? O per alcune persone esiste un binario preferenziale?

I tempi dei processi sono eccezionalmente lunghi, evidentemente l’uso delle tempistiche delle varie fasi processuali diventa fondamentale per determinare conclusioni processuali più o meno favorevoli agli imputati. Non avendo visionato gli atti del processo in questione non esprimo alcun giudizio, resta però indubbio che per alcuni imputati eccellenti i tempi – per ragioni politiche – diventino brevi e – in altri casi – si dilatino molto. Un Paese civile dovrebbe più che allungarli, ridurre i tempi del processo per accertare innocenza o colpevolezza. Nello stesso tempo dovrebbe quanto meno garantire uguale trattamento per tutti.

L’anno scorso è stata avanzata una proposta socialista sulla riforma della prescrizione.

La nostra proposta mirava a responsabilizzare coloro che conducono le varie fasi del processo. Secondo me, tra le varie modalità, – quella più efficace – è garantire organici di magistrati e personale addetto alle indagine in misura tale da far sì che tutte le attività si svolgano puntualmente, senza ritardi. Nella gestione delle risorse da destinare alle diverse attività processuali ci può essere anche il tarlo di una favorevole o sfavorevole tempistica dei processi, condizionando così anche le conclusioni processuali. E la prescrizione – come in questo caso – è sempre in agguato.

IL SINDACO: AVEVO CHIESTO LA RINUNCIA ALLA PRESCRIZIONE  Sulla sentenza è intervenuto anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola garantendo che il capoluogo emiliano continuerà “a sostenere il ricordo di Biagi e a fare iniziative opportune. Ci sono poi le coscienza dei singoli – ha aggiunto, riprendendo le parole del legale della famiglia Biagi – ma queste le giudicheranno i cittadini e la storia. Il sindaco aveva auspicato che i due indagati rinunciassero alla prescrizione, “poiché mi sembrava opportuno. La richiesta rimane”.

DI LELLO: MODIFICARE PDL PRESCRIZIONE – “Modificare la proposta di legge sulla prescrizione ora al Senato, portare il prima possibile in aula il testo riguardante le intercettazioni e iniziare a discutere di una seria riforma del Csm”. Questo il commento di Marco Di Lello – presidente dei deputati socialisti – a margine della riunione di maggioranza che si è svolta questa mattina con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. “Queste sono le proposte che i socialisti hanno avanzato al ministro durante un’incontro che ci ha visti soddisfatti per l’esito e il dibattito che si è sviluppato”.

Silvia Sequi

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