giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quel papa politico
che fece crollare l’Urss
Pubblicato il 04-05-2015


La spallata finale

La storia, secondo Marc Bloch, è sempre storia di uomini. Efacendo tesoro di questo pensiero che Paola Bergonzoni, giornalista, sociologa e criminologa, ha ricostruito in questo libro una parte centrale della vita di papa Giovanni Paolo II, ma soprattutto delluomo Karol Wojtyla: il suo ruolo nella fine della Guerra fredda e nel crollo del regime sovietico.

Di Karol Wojtyla, proclamato santo da papa Francesco un anno fa (precisamente il 27 aprile 2014), è stato detto e scritto tanto. Allora che cosa c’è di nuovo ne La spallata finale? Perché leggerlo?Per due ragioni.

Prima, perché in questo libro lautrice, utilizzando il taglio tipico del giornalismo investigativo e lo stile della cronista, punta i riflettori su un aspetto particolare della vita del papa polacco: la sua azione politica, quellazione che gli ha conferito un ruolo di protagonista allinterno dello scontro tra Est e Ovest, che fu una partita a scacchifra Usa e Urss lunga più di quarantanni e finita con il crollo del muro di Berlino. Papa Wojtyla è stato luomo che ha dato la spallata finaleallUrss, il colpo definitivo che ha fatto crollare il già traballante impero sovietico.

La seconda ragione è perché Paola Bergonzoni, dopo aver esplorato il momento storico e luomo, evidenzia ogni mossa giocata da Wojtyla attraverso una ricerca inedita: investigandonon nella storiografia ufficiale, ma nelle pieghe dei reportage di grandi quotidiani italiani, nei racconti degli inviati, soprattutto sui viaggi europei del papa dal 1979 al 1989, lanno del crollo del muro. Da quei racconti emergono con chiarezza non solo le mosse del pontefice condottiero di folle, ma anche le risposte a caldo delle istituzioni, dei potenti dellepoca e soprattutto della gente.

In questo percorso lautrice, inserendosi in un filone illuminato da importanti studi – tra gli altri di Melloni, Morozzo della Rocca, Riccardi – apre archivi, memorie e ricordi, mostrando come la dimensione politica del papa non debba mai essere disgiunta da quella culturale e religiosa. E mostra anche come Giovanni Paolo II fosse certamente uno statista ma, nel contempo, anche e sempre un uomo di Chiesa, quindi mai definibile con toni semplicistici o attraverso etichette di progressista o conservatore: una tentazione a cui stampa e storiografia non hanno quasi mai saputo resistere.

Lorenzo Mattei

“La spallata finale. Giovanni Paolo II e la Guerra fredda”, di Paola Bergonzoni, edizioni La Zisa, Palermo.

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