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Opinioni e commenti
 

Quote migranti. La Francia dice ‘no’. Ue prova a mediare
Pubblicato il 19-05-2015


Immigrazione-sbarchi“È fuori questione che vi possano essere quote d’immigrazione perché abbiamo delle regole” sui “controlli alle frontiere” e “sulle politiche di controllo dell’immigrazione” ha reso noto il presidente francese, Francois Hollande, illustrando la posizione di Parigi sull’emergenza immigrazione, al centro del Consiglio dei ministri degli Esteri e della Difesa europei, tenutosi ieri. Dopo Francia e Spagna, anche l’Ungheria ha voluto ribadire la sua contrarietà alle quote migranti prestabilite da distribuire tra i vari Paesi dell’Unione europea. Nel frattempo la Commissione Ue rende noto che i criteri di assegnazione sono negoziabili.

HOLLANDE: NO A QUOTE PER MIGRANTI – “Le persone che vengono qui perché pensano che l’Europa sia un continente di prosperità, anche quando non sono assorbite dalle imprese…devono essere mandate indietro, questa è la norma. Non possiamo parlare di quote, non ci possono essere quote per questi migranti” ha puntualizzato il capo dell’Eliseo.

UNGHERIA: QUOTE INCENTIVO A CLANDESTINI – A non apprezzare il sistema delle quote c’è anche l’Ungheria: secondo il primo ministro di Budapest infatti queste “rappresentano un incentivo ai clandestini. La proposta della Commissione è malsana. Assurdo aprire le porte, i singoli Stati devono avere il diritto di difendere le proprie frontiere”.

UE: CRITERI NEGOZIABILI – Alle dichiarazioni di chiusura e sono seguite quelle più moderate e ottimiste del vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans che ha voluto precisare che la strategia europea “non è a rischio”. Il portavoce dell’esecutivo Ue, Natasha Bertaud ha invece reso noto che “c’è la possibilità di discutere i criteri” che sono alla base del sistema delle quote.

Siria Garneri

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