mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Repubblicani contro democratici
Pubblicato il 04-05-2015


L’Italicum costringerà il centro-destra a una nuova fase costituente. Berlusconi lo ha già capito. E pensa di contrapporre al Partito democratico una sorta di Partito repubblicano. Tutto in stile prettamente americano. Dove il bipartitismo ormai pluricentenario è ancorato a questo schema. In America la formazione di questo sistema politico è determinato dal suo radicamento territoriale che ne ha storicamente individuato le identità. Tanto che i repubblicani al nord erano più progressisti dei democratici al sud. Ma questo poco importa.

Ciò che non si può non registrare è il fatto che si trasferirebbe così in Italia tutto il modello americano. Non esisterebbe solo l’anomalia di un partito democratico sia pur faticosamente inserito in quello socialista europeo, ma anche quella di un partito repubblicano, magari ancor più faticosamente collocato in quello popolare. L’Italia diventa sempre più americana e sempre meno europea, dove il bipartitismo, dove c’è, è imperniato sull’antitesi tra forze socialiste, socialdemocratiche, laburiste e soggetti d’ispirazione popolare o, come nella protestante Inghilterra, conservatrici.

Chi si sorprende di questo è fuori dalla realtà. Per due motivi su tutti. L’esplosione del vecchio sistema politico dopo la cosiddetta rivoluzione giudiziaria del 1992-94, che seguiva di tre anni la caduta del comunismo e la liberazione dal voto ideologico, non consente in Italia di tornare indietro. Ma anche se l’Italia volesse tornare indietro, più indietro ancora di Tangentopoli, più indietro perfino della caduta del muro, non troveremmo segni di omogeneità col sistema europeo.

In Italia, solo in Italia, non esisteva l’alternanza di partiti al governo e solo in Italia questo era assente perché nella sinistra si era sviluppato il più forte partito comunista d’Occidente. Di europeo in Italia non c’era proprio nulla. Il fattore K della sinistra italiana si è così, sempre in una logica dell’anomalia rispetto all’Europa, trasformato nel fattore D, cioè nell’unico partito democratico europeo. Il fattore B, quello dell’egemonia del leader imprenditoriale trasferito in politica, si può trasformare nel fattore R, quello della presenza dell’unico partito repubblicano europeo. L’anomalia italiana resiste così a tutte le esplosioni.

Due partiti senza passato possono al massimo consentire buoni ricordi. Da un lato Renzi continuerà ad esaltare Berlinguer e le feste dell’Unità, ma ad eliminare tutti gli ex comunisti, dall’altro Berlusconi o chi per lui, magari il nuovo Renzi repubblicano, esalterà De Gasperi e le feste dell’Amicizia, ma romperà il cordone ombelicale con la vecchia nomenclatura di Forza Italia. Nessuno dei due avrà nulla a che vedere col passato. Così il centro-destra è atteso da una nuova costituente. Che non sarà come quella del predellino. L’uomo della svolta sul fianco di un auto deve cedere il passo. Non riesco ancora a intravedere il sostituto, ma è evidente che la mossa del Partito repubblicano metterà in difficoltà la destra di Salvini. Così come sul predellino inciampò Fini, sulla nuova costituente rischia si sbilanciarsi Salvini. L’Italicum impone l’unità di lista, non di coalizione, e anche la lista di destra deve recuperare al centro.

Adesso attendo i soliti commenti dei nostri. E i socialisti? E noi, che dobbiamo fare? Come se noi fossimo l’ombelico del mondo e non un piccolo partito identitario ed europeo in un sistema non identitario e domani tutto americano. Dopo ventun’anni se ancora qualcuno non l’ha capito non si lascerà convincere da me che la mancata rinascita del Psi non è dovuta al mediocre ruolo di Boselli, o agli eventuali errori di Nencini. Quindi non insisto. L’unica cosa che mi sento di dire è che non dobbiamo diventare anche noi americani. Capire che non ci si può opporre alla realtà. Fare tutti i tentativi per esistere, fare tutte le alleanze anche di lista per strappare posizioni. Lanciare alcune idee chiave per l’Italia come quelle uscite dal convegno di Roma. Ma senza continuamente sfibrarci con frustranti accuse perché il mondo non è quello che vogliamo.

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Mauro
    Tra le tue qualità, oltre a quella di consentire il dissenso sull’Avanti, c’è quella di lanciare ogni tanto il sasso nello stagno. Ciò è necessario perché lo stagno piano piano può diventare una palude fino a trasformarsi in delle sabbie mobili che prima ti soffocano il grido di aiuto e poi ti inghiottiscono fino a farti scomparire. Potrei accostare questo quadro ai passaggi che possono portare dalla Democrazia al Regime se la prima non la si alimenta continuamente con acqua corrente. Il grande mare della Democrazia avrà le sue mareggiate ma è nel movimento che si rinnova e libera le sue scorie. Qualcuno potrà pensare che il primo di questi passaggi può essere rappresentato dall’Italicum ma su questo ho già inviato un mio intervento alla Redazione che spero di vedere pubblicato.
    Secondo me non dobbiamo concentrarci solo sul nome che
    in politica individua il contenitore, ma dobbiamo impegnarci a cominciare a identificare il contenuto, preoccupandoci che i prodotti che verranno ospitati provengano da raccolti le cui radici hanno origini nel passato ma che in presenza di una nuova tipologia di consumatori hanno ricevuto alcuni innesti capaci però di non fare scomparire il gusto e il profumo degli antichi sapori.
    Sui valori del Socialismo sono nati tanti contenitori con sigle differenti ma nei prodotti si poteva riconoscere il sapore del seme che li aveva originati.
    Parlare di Repubblicani in un Paese che come identità si è assegnato quella di una Repubblica fondata sul Lavoro o di Democratici quando tutti i partiti dell’arco costituzionale lo sono già, significa privare di una precisa identità o scelta politica i cittadini italiani che desiderano invece qualificarsi in base a dei valori con cui alimenteranno poi i contenuti di un Programma alternativo di Governo.
    Se parola socialista è invisa a chi fin’ora l’ha osteggiata, per non diventare anche noi americani, la definizione di Partito del Lavoro potrebbe raccogliere i consensi di chi in Europa fin’ora si è schierato a Sinistra o con le forze progressiste in competizione con chi fin’ora si è schierato con la destra o con le forze conservatrici. In effetti è ciò che negli USA rappresentano i Democratici e i Repubblicani. Ma siamo solo all’inizio di ciò che intendi animare con questo tuo lancio. La mia riflessione è il primo anello originato dal sasso che hai lanciato nello Stagno.
    Aldilà del nome sono vitali la cultura e i valori di riferimento su cui ci si impegna per la propria interpretazione del bene comune.
    Anche se con un altro nome non mi sarà difficile individuare dove collocarmi per continuare a dire:
    Je sui socialiste

  2. Finalmente Direttore ce lo siamo detto. Il mondo cambia l America docet perche maneggia la tecnologia e la tecnologia forma la societa. La societa non e’socialista. I partiti i nomi etc sono spariti. Conta il leader. Punto. Ed i leader sono tali per parole e azioni come diceva Alcibiade. Di solito il coraggio fa la differenza.

  3. Il problema non è l’identità, ma il pensiero e su questo cercare di aggregare vecchi e nuovi socialisti e riformisti. Noi siamo stati i primi a lanciare l’idea di un sistema americano in Italia. Tale era l’elezione diretta del Presidente della Repubblica; noi i primi a capire l’esigenza dell’alternanza e di un democrazia governante fondata sull’opzione maggioritaria; noi i primi a individuare la nuova società dei meriti e dei bisogni, della comunicazione e della globalizzazione; noi che abbiamo saputo coniugare l’intelligenza con la politica. E questo dal 1992 non siamo più stati capaci di fare. Forse non è colpa di nessuno, ma la mia impressione è che non ci abbiamo nemmeno provato. Se oggi può essere approvata da un Parlamento di intruppati una pessima riforma che assomma il meglio dell’ignoranza al peggio della politica è anche per nostra mancanza.

  4. Italiicum: fragile una comunitá in cui la minoranza é burro dentro il quale la maggioranza puó infierire con il coltello anche solo tiepido. Caro Mauro, nessuno di noi ha nostalgie per il passato politico, ma i valori che noi abbiamo rappresentato non si possono ignorare, nemmeno guardando bene in faccia la realtá, quale é quella che Renzi vuole rappresentare.

  5. La lettura è tutt’altra.
    L’italica americanizzazione è terminologica, non concettuale.
    Da vent’anni il partito socialista non rinasce per un motivo semplicissimo: la sinistra maggioritaria post-tangentopoli ha progressivamente guadagnato i nostri tradizionali spazi.
    Così facendo ha raggiunto la definizione di un PD che rappresenta, sostanzialmente, il liberalsocialismo dei socialisti di ieri.
    A questo punto per noi sembrerebbe la fine della storia, se non fosse che, nel frattempo, il mondo sta cambiando, imponendo l’assunzione di nuove categorie.
    A proposito del capire, o si capisce questo, proiettandosi alla ricerca di nuovi spazi, o si continua a stazionare nella penombra dell’irrilevanza, magari scrivendo fondi con lenti appannate, accusando gli altri di non capire il mondo che non c’è più.

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