mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessandro D’Agostino:
Scuola, non accodiamoci al PD
Pubblicato il 15-05-2015


Il DDL sulla scuola rischia di diventare un boomerang per il Governo Renzi. La mobilitazione del mondo della scuola è ormai permanente e lo sciopero recentemente attuato ha visto un’altissima adesione. Tuttavia il Governo pare intenzionato a proseguire sulla sua strada e la volontà di dialogare appare sempre più svuotata di contenuti reali.

Questa Riforma è una grave minaccia per la scuola italiana. Amplifica eccessivamente il potere dei presidi, smantellando uno degli strumenti che, per decenni, hanno garantito equità e trasparenza: le graduatorie. Lascia per strada centinaia di migliaia di precari, il cui lavoro prezioso ha permesso sin qui il sereno svolgimento delle attività didattiche. Dimentica gli abilitati TFA, ossia docenti che hanno superato una dura selezione e che ora sono abbandonati al loro destino. Per non parlare dei finanziamenti alla scuola privata, un vero scandalo! Ma gli aspetti gravi e preoccupanti sono tantissimi e, solo per brevità, ometto di citarli tutti. Per questi motivi ritengo che non si possa girare la testa dall’altra parte.

Solo qualche tempo fa ho lanciato un appello ai compagni parlamentari socialisti, affinché facciano quanto è in loro potere per sostenere le legittime e ragionevoli richieste dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola. Voglio ora rinnovare loro questo appello, ma estenderlo anche a tutti i compagni e le compagne del PSI affinché siano vicini alla scuola pubblica italiana. Il PD ha deciso di andare avanti con la Riforma, contrapponendosi a centinaia di migliaia di lavoratori della scuola e studenti che hanno fatto sentire la propria voce. Chiunque frequenti minimamente i social potrà rendersi conto di quanto consenso stia perdendo il PD per effetto di questa sciagurata Riforma. Le altre forze politiche, viceversa, stanno mostrando maggiore ragionevolezza ed apertura al dialogo. Un esempio per tutti è quello dell’on. Gelmini, che ha deciso di farsi carico delle legittime aspettative degli abilitati TFA e PAS.Mi auguro che anche il PSI le dia manforte in questa battaglia, contando anche sul fatto che il compagno Di Lello si è espresso in passato in favore di questa categoria di docenti. Il PSI, in sostanza, non commetta, ancora una volta, l’errore gravissimo di accodarsi al PD, come è tristemente avvenuto con l’Italicum. La storia del PSI deve indurci ad essere liberi, non dobbiamo sentirci vincolati al PD in alcun modo e, al contrario, sarebbe opportuno guardarci intorno e preparare il terreno per nuove e più opportune alleanze per il futuro.

Alessandro D’Agostino

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