mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Caperna:
Antidoto al populismo
Pubblicato il 25-05-2015


Non è affatto positivo quanto si è verificato all’ultima tornata elettorale, in Spagna ed in Polonia, e non molto tempo fa in Grecia. Tutto ciò costituisce, in modo chiaro ed evidente, uno sgretolamento dell’avanzare della modernità, del progresso, dell’umanità. Difatti il procedere e l’allargarsi di consenso elettorale di forze politiche estreme, nichiliste, che anti-umanamente vogliono l’identitarismo, la esaltazione delle differenze, dei campanili mentali, dei dialetti, sono segni, sintomi della decadence, dell’irrazionalismo foriero di fondamentalismi, di coalizioni sociali che sanno solo indignarsi, urlare, gridare, ma il socialismo è tutt’altra cosa.

Il socialismo è la democrazia pluralista, della bellezza, del dividere false unità, il socialismo quale patchwork di vari colori, mosaico differenziante e che tende ad una redistribuzione della ricchezza meritocraticamente, un socialismo eclettico post-moderno, per un superamento del capitalismo tramite una cogestione delle imprese gradualmente crescente e per una sottomissione del capitale all’umanità.

Un tal tipo di socialismo è tutto da costruire per salvarci dal regresso, dal conservare e peggiorare lo status quo, le forze reazionarie sono per i NO, No all’Expo, No alla Guerra, No alla parità uomo-donna, No ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, NO NO NO.

Il socialismo è sempre per il ‘sì’, per il positivo.

Il socialismo difatti è per la liberazione emancipazione dell’individuo, spinozianamente un dispiegare le potenze individuali oppresse da inutili e superate sovrastrutture, che invece i reazionari di ogni risma, tendono a voler conservare-rafforzare per poi regredire, per tornare ad una sorta di paradiso perduto, che invece era un infernale e regressivo mondo ove tutto andava al contrario, ove le donne erano sottomesse all’uomo, ove i dissidenti erano soppressi quale eretici, ove si moriva di stenti, di malattie oggi banali, si moriva di parto, esisteva lo ‘Jus primae noctis’, eccetera.

Le forze regressive ed anti-europee sono contro l’internazionale futura umanità, feticisticamente legati alla terra, figli delle insane ideologie novecentesche del sangue e terra e parlano parlano di decrescita e di altro-sviluppo. Ebbene questi fenomeni sono prettamente reazionari e populisti, quindi sono paragonabili alla ideologia del cattocomunismo/fascioidentitarista che ha come paradigma il livellamento generale del tutti poveri, meri straccioni, pasolinianamente e francescanamente poveri, grigi grigi, gramscianamente anti-democratici, neo-bigotti,ecologistizzati,immondizio-differenziati,ghigliottinisti,manettari.

Le forze reazionarie (l’attuale manifestazione della potenza del capitale) non passeranno finché si continua a sviluppare una metodologia socialista di progresso modernità e sano pluralismo ove le voci sono milioni d’espressioni anche discordanti e stonate che s’interconnettono reticolarmente e di continuo per la costruzione di una società socialista di volontà libere e affrancate dai bisogni materiali, altro che populismo ed estremismo nichilista vuoto, si possiamo cambiare (Podemos), non in coalizione sociale, non con i leghismi identitaristi e comunitaristi, ma all’insegna dei valori nuovissimi che il socialismo sempre costruisce.

Alessio Andrej Caperna

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