mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Caperna:
Diciamo Socialismo
Pubblicato il 30-05-2015


Ci piace tornare sul discorso del socialismo, ovvero sul dire socialismo declinandone i vari significati ed i vari sensi possibili. Certamente il socialismo non è mai un dire al passato, un già detto, semmai è un andare Avanti, al futuro un bel dirò socialismo, in quella tensione, quella linea di fuga (intesa deleuzianamente) positiva del dire Si al progresso, al post-moderno, all’abbandonare le orribili credenze del passato (passato quale reazione al progredire-fluire), quelle credenze che poi si tramutano in pesi, in pesanti pesanti zavorre, che cercano di rallentare il progressivo evolversi della umanità, le credenze che ancora circolano vorticosamente e che sostengono che non è vero che siamo tutti uguali, quelle orride credenze che sostengono che il colore della pelle o il tagli degli occhi o i tratti somatici del viso siano indici di esclusione dal principio di eguaglianza nella umanità di tutte-i.

Si vi sono ancora quelle orribili credenze vetuste e nichilistiche, che sostengono che l’uomo e la donna non debbano godere di eguali diritti e doveri, quelle credenze che vorrebbero e che ancora riescono a vanificare il diritto delle donne ad abortire, quelle credenze che tendono a vanificare la legge sull’aborto, quelle credenze che in nome di un credo vogliono imporre a tutti quanti i loro valori etici.

Ma il socialismo, nella sua forza propulsiva, nel suo dinamismo non ha schemi pre-definiti, non ha pre-giudizi su niente e su nessuno, ma solo aperture, linee prospettiche ed è un po’ come una tela bianca, ma di un materiale cartaceo, anche se non è di carta e su questa tela v’è ricchezza-pluralità d’increspature, di pieghe, di differenze. Un concetto quella della tela, che può fornire una possibile idea di socialismo, ma un’idea non platonica, ma empirica, reale, viva, vera come una tela-tessuto di patchwork coloratissimo, un coro di un’armonia dissonante e dissacrante e de-sacralizzante, di ripetizioni di differenze plurali, molteplici che traversano di continuo la tela, specificando però che detta opera non è affatto astratta, il socialismo è sempre concreto, è sempre plurale, sempre molteplice, positivo, progressivo e la sua bellezza principale è che il socialismo è un grande ‘sì’ al progresso, progressivamente in Avanti sempre, un ‘sì’ al moderno, un ‘sì’ alla tecnologia, un ‘sì’ alla co-gestione delle imprese, un ‘sì’ alla libertà delle persone, un ‘sì’ ai diritti sociali, un ‘sì’ ai diritti civili, un ‘sì’ inclusivo come un et-cetera, che tutto comprende e nessuno viene escluso.

Avanti nel discorso del dire socialismo!

Alessio Andrej Caperna

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