lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini:
Black bloc, violenza equivoca
Pubblicato il 04-05-2015


Cortese Direttore e cara Cittadina e Cittadino,
ancora le nostre Città in un pomeriggio di straordinaria follia. Scene di guerriglia in centro città. In azione i black bloc: lancio di molotov e bombe carta, auto in fiamme. C’è un deficit, di molti, che è di valori e di principi: Combattere nella vita non significa distruggere tutto, come questi giovani ribelli credono. Combattere significa andare avanti ogni giorno, anche quando le cose vanno male. Avere un sorriso per i propri figli che non riescono a trovare un lavoro fisso, spaccarsi la schiena al lavoro per portare a casa da mangiare alla propria famiglia. Insomma, la lotta sociale forse, per chi ha vissuto il dopoguerra e gli anni di piombo, non è la soluzione migliore. Di lotte ne abbiamo fatte, in passato, ma allora avevano un senso più o meno fallito. Oggi battaglie di questo tipo non hanno più senso di esistere. Come non esistono più né fascismo né comunismo. Ci si dovrebbe concentrare su problemi reali.

Molti sono anche coloro che non riescono proprio a giustificare come la lotta tra due fazioni opposte si sia dovuta ripercuotere su le città che non c’entrano nulla. E’ chiaro che fascisti e centri sociali, e ci si mette anche il Mov 5 Stette e Lega nel infiammare quel populismo pericoloso traggono la loro forza solo nella reciproca contrapposizione. Ma noi cittadini cosa c’entriamo?

Quanto accaduto viene definito da molti cittadini come <<un atto di vandalismo gratuito, che le nostre Città non meritava>>. Da sempre manifesto perché nelle nostre Città Europee sia sempre la democrazia a trionfare. Quanto è accaduto, è un’offesa alla Città. Ne provo tristezza, prima ancora che sdegno. E mi sento umiliato. Possano questi avvenimenti che mi auguro non si ripetano più risvegliare in tutti un forte senso civico. Ma all’ennesima aggressione alle quali abbiamo assistito in Milano ci inducono anche a domandarci come mai nelle nostre città, nelle nostre case, nei nostri paesi Europei civilizzati è così facile passare la misura e arrivare alla violenza. Occorre un supplemento di riflessione e di assunzione di responsabilità. Forti devono essere le parole nei confronti dei manifestanti violenti: Che uomo sei se ti camuffi e usi delle spranghe? Sei un uomo pieno di contraddizioni, un uomo che non sa prendere la parola per interloquire ma che conosce solo la rabbia, dunque un uomo che non sa controllare se stesso.

Con responsabilità occorre non dare occasioni a tali persone e gruppi di sequestrare la città e usare violenza: chi invece organizza manifestazioni equivoche ne diviene corresponsabile e si prende gioco di altri cittadini. Insomma, le responsabilità sono numerose, ma differenziate: C’è chi ha commesso la violenza (senza mostrare la propria faccia) e c’è chi in una zona grigia indice manifestazioni equivoche che sa essere teatro di scontri. Costoro hanno mostrato la loro faccia… ma hanno coperto la macchinazione violenta. La manifestazione di sabato era equivoca. Chi l’ha organizzata si è fatto corresponsabile. Peccato che le forze dell’ordine non siano riusciti a fermare tutti i responsabili dello scempio di Milano e Cremona e, portarli a raccogliere i vetri rotti e a pulire le strade e magari a fare lavoro gratis per riparare i bancomat rotti e le vetrine frantumate. Oltre a riparare il volto ferito della nostre città, avrebbero potuto recuperare quella dignità di cittadini, perduta nelle “prodezze” teppistiche del Primo maggio.

Possiamo comprendere la rabbia delle persone, così come la mancanza di conoscenza rispetto alla gestione dell’ordine pubblico. Ordine pubblico che, durante la manifestazione, è stato gestito in maniera ineccepibile e solo la grande preparazione dei dirigenti e di tutto il personale di ogni ordine e grado in campo hanno impedito che gli scontri potessero degenerare e sfociare in scene che tante volte abbiamo visto in altre città con feriti, teste rotte e persone sanguinanti. Solo la grande professionalità con cui è stato gestito l’ordine pubblico ha impedito tutto ciò e ha permesso che sostanzialmente non ci sia stato alcun ferito e, viste le premesse, si può considerare un grande successo. Grazie Uomini e Donne nella festa del Lavoro dignitoso avete lavorato per la sicurezza delle nostre Città Europee. Non rendendosi probabilmente nemmeno bene conto che quando si lancia un sasso dalla cima di una montagna è poi impossibile fermarlo, dovrà riflettere ed assumersi la responsabilità di quello che è accaduto. Se la società civile e le forze politiche saranno realmente al nostro fianco per combattere e respingere questa vergogna che ha tentato di macchiare il Primo maggio e Expo siamo convinti che si potrà evitare che non ci siano ulteriori conseguenze.
Celso Vassalini

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