lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giulia Quaranta:
Black bloc e l’indignazione facile
Pubblicato il 04-05-2015


A Milano, in occasione dell’inaugurazione dell’Expo, qualche centinaio di black bloc ha devastato vetrine, automobili e ‘simboli del capitalismo’ come le banche. Poche ore dopo sui social network si è manifestata una gogna mediatica per un ragazzo di venti anni che, intervistato dalla TV, ha dichiarato che essersi trovato in mezzo al corteo è stata per lui una “bella esperienza”, essendosi sentito parte integrante di qualcosa di grande, di quella protesta rivolta al divario tra classe dirigente e cittadini comuni.

In situazioni come questa, si sa, parte immediata la necessità di un capro espiatorio, e le persone sui social network l’hanno trovato in questo ventenne, che è stato deriso, insultato e perfino minacciato. Non solo lui, ma anche i suoi genitori e la famiglia tutta. Il suo nome e il numero di telefono della sua famiglia si sono diffusi a macchia d’olio tra i commenti ai post; sono nate, inoltre, pagine false su Facebook a suo nome, al fine di rendere l’irrisione selvaggia più immediata e alla portata di tutti. Si è parlato di “appenderlo a testa in giù” e altre intimidazioni varie, nonché volgarità d’ogni sorta, e gli stessi che gli davano dell’“ignorante” si sono appellati alla frase-tipo dell’ignorante italiota, ossia: “Se c’era il Duce a quest’ora…”.

A prescindere dal fatto che il ragazzo in questione non sembra legato direttamente alla devastazione di Milano, ma è stato solo protagonista di un quarto d’ora di celebrità – neanche troppo piacevole a quanto pare – qual è il senso di chi invoca a gran voce la pace e l’educazione e poi istiga alla morte e alle villanie sui social network? Piaccia o meno, quel giovane che ha simpatizzato con gli incappucciati – salvo smentirsi qualche ora dopo – è un figlio del nostro tempo. E cosa vi aspettate da un Paese che non investe nella scuola e da una società permeata dalla pochezza culturale e sociale di stampo defilippiano (basti vedere cinque minuti di “Amici” per rendersene conto)?

Cosa c’è da aspettarsi quando tutti si indignano per una cosa del genere, ma non per il fatto che proprio in questi giorni in Parlamento i nostri politici stanno votando l’Italicum, forti di quell’arma di distrazione di massa che è l’Expo? Qualcuno si è forse chiesto come mai si stia votando la legge elettorale nella stessa settimana dell’Expo? Una legge elettorale che solo il 30% degli italiani conosce, peraltro. E perché nessuno si è indignato così per le storie di tangenti e ritardi che marciscono alle spalle dell’Esposizione Universale a Milano? E magari le stesse persone dall’insulto facile al ragazzo dell’intervista sono le stesse che hanno applaudito la rielezione di Giorgio Napolitano come presidente della Repubblica, gli stessi che hanno reso possibile il 41% di Renzi, gli stessi che lodano e spalleggiano Matteo Salvini su Facebook.

Giulia Quaranta

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