sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Renzi o Verdini, la stessa cosa
Pubblicato il 11-05-2015


Usare parole o espressioni nuove, mentre si parla , sapendo che chi ascolta difficilmente né capirà il significato, è il modo più delittuoso di giocare a scacchi con le parole. Per essere più efficace si usano parole di un’ altra lingua. Il “bandito” teme che, tra chi ascolta, ci possa essere qualcuno capace di comprendere anche le parole difficili, facendo fallire il tentativo di fare “scacco matto”. Chi ricorre alla scacchistica non può non essere vigliacco, perciò si fa scudo con una lingua straniera. In politica, c’è stata un’esplosione di parole non italiane: Jobs act, Start up, spending review e disruption. Quanti italiani conoscono il significato di queste parole? Sarebbe più bello utilizzare l’italiano per dire gli stessi concetti: modalità di assunzione, creare impresa, riduzione di alcune spese e cinismo o cattivo. Nella prima Repubblica eravamo abituati ad avere come riferimento un modello di società dalle caratteristiche ben definite; sentivamo analisi sull’ economia della società italiana in una prospettiva di riequilibrio tra Nord e Sud; ogni forza politica non trascurava le conseguenze sul sociale delle proposte che avanzava. Era tutta un’altra musica. Da oltre un ventennio, si va avanti con battute per confondere e per fare apparire vero il falso. La superficialità è diventata il moderno Vangelo. Purtroppo, non si avverte la pericolosità di tale modo di procedere. Le forze politiche italiane, alla fine del fascismo, erano concorrenti, non a chi distruggeva di più, ma a chi faceva proposte più credibili per l’emancipazione delle masse lavoratrici. Non è più così. Le forze politiche sono associazioni tra persone, che si mettono assieme per interesse. I tempi che stiamo vivendo sono pieni di argomenti, che dimostrano l’esistenza di PUPI gestiti da PUPARI internazionali. Per capire e prendere contromisure efficaci, occorre studiare i PUPARI. Chi prende in considerazione i PUPI, va fuori strada e fa la figura dell’idiota, che, come diceva De Filippo “l’idiota è un titolo di rendita”. Siccome non è facile capire i PUPARI, ho utilizzato come bussola, oltre alle letture, gli artisti e soprattutto i Registi.

Andreij Zvyagintsev, nel film Leviathan, “rifacendosi alla figura classica,dalla Bibbia a Hobbes, denuncia un mondo dove regna la legge del più forte”. Mondo nel quale si annulla la libertà dei singoli, anche attraverso la riduzione della possibilità di partecipare alla scelta dei governanti. I PUPARI vogliono PUPI deboli di preparazione e veloci nel parlare, per spostare il baricentro concettuale e renderlo inafferrabile, meglio se sono anche vanagloriosi. La strategia dei PUPARI richiede anche sistemi elettorali semplici da controllare e da comprare. E’ facile capire quello che si dice nelle segrete stanze: o vince Renzi o vince Verdini, per noi è la stessa cosa. Mi capita sempre più spesso di andare con la mente ai Governi fantocci del Sud America.

Sono preoccupato per la sottovalutazione di fenomeno tipico del liberismo: “ Succhiare o rubare il valore aggiunto, andando ad estrarre o a coltivare la materia prima”. Questo fenomeno si accompagna alla vendita del prodotto finito, agli ingenui. Dal comportamento dei poteri forti stranieri, che stanno facendo razzia di industrie italiane e di terreni agricoli, si capisce che, per colpa di una classe politica disonesta, incolta e pagliaccesca, le nostre future generazione sono destinate a fare i braccianti agricoli o gli operai per le multinazionali, senza nemmeno una dignitosa tutela sindacale.

Luigi Mainolfi

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