martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scuola. “Fumata nera” al Miur, il ddl va in Senato
Pubblicato il 25-05-2015


Giannini-Sindacati-Ddl scuolaSulla scuola sindacati e Governo “tirano dritto”…ognuno per la loro strada. Si è concluso con un nulla di fatto il tanto atteso incontro di oggi sulla riforma della scuola tra i sindacati di categoria e il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Se da parte del Governo e dello stesso ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, si continua a manifestare ottimismo sul “confronto avviato dal Governo sul disegno di legge ‘La Buona Scuola’”, da parte dei sindacati, invece, si esprime la delusione per un incontro che ha avuto come effetto solo una “fumata nera”.

“Non c’è stata alcuna risposta concreta – ha affermato all’Agi il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo – e quindi continueremo la nostra battaglia con lo sciopero degli scrutini e le manifestazioni che si terranno in tutto il Paese il prossimo 5 giugno”.

Si affievoliscono quindi le speranze di vedere modificato, almeno in parte, al Senato il ddl “Buona Scuola” dopo il via libera dell’Aula della Camera la settimana scorsa. Dopo l’incontro al Miur, il Ministro ha ribadito che “l’impianto generale del disegno di legge va salvaguardato nel passaggio al Senato perché autonomia, valutazione e merito per noi restano centrali”.

Per Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, l’incontro “è stato di pura cortesia” e quindi per ora “non c’è la possibilità di una mediazione tra il governo e i sindacati”. Molto delusi, quindi, i sindacati di categoria che hanno annunciato il proseguimento della mobilitazione e il blocco degli scrutini minacciato già prima dell’ok alla Camera. Le maggiori perplessità riguardano la mancata assunzione dei precari, non inseriti nelle GaE. Ma soprattutto il ddl “risente negativamente di un mancato confronto in sede MIUR e dell’eccessiva fretta nell’iter di approvazione in sede parlamentare”, dice il segretario generale dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi. “Il testo del ddl in discussione, così com’è uscito dalla Camera dei deputati – afferma Nigi – presenta aspetti di possibile incostituzionalità, in particolare per le norme che possono ledere il principio della libertà di insegnamento, e si annuncia fonte di una serie infinita di contenziosi, non privi di fondamento”.

Mentre la partita sembra ormai chiusa da parte dei sindacati, intenzionati a proseguire la protesta confidando comunque “nel dibattito al Senato”, da parte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si adotta uno spiraglio di apertura ribadendo che “la scuola è un cantiere aperto che andrà avanti a lungo”. In un’intervista in una tv locale “RTv38”, Renzi ha adottato la linea morbida sostenendo che “Bisogna ascoltare i genitori, parlare con gli studenti, dialogare con gli insegnanti”. “Quanti insegnanti bravi ci sono – ha continuato Renzi – poi c’è anche qualcuno che utilizza i propri ragazzi per fare polemiche politiche, sbagliate secondo me”.

“Però la scuola è fatta da persone straordinarie, che prendono poco rispetto a quello che fanno”, ha concluso il Presidente del Consiglio dei ministri.

Maria Teresa Olivieri

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