sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scuola. I sindacati confermano sciopero scrutini
Pubblicato il 21-05-2015


Scuola-sciopero scrutiniDopo la riforma della scuola, approvata ieri alla Camera, che ha diviso un po’ tutti e anche lo stesso Pd, arriva la risposta unitaria al Governo da parte delle sigle sindacali.
Flc, Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda hanno confermato oggi lo sciopero nei primi due giorni di scrutini, lo “sciopero della prima ora di servizio per tutti gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni” si legge in una nota congiunta delle sigle sindacali di settore. I sindacati poi, dopo l’avvertimento del Garante sugli scioperi che ha definito illegittimo il blocco degli scrutini, precisano: “lo sciopero del personale docente coinvolto nelle operazioni di scrutinio avverrà nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali, salvaguardando le legittime aspettative di studenti e famiglie”.

Mentre per ora confederali e autonomi hanno annunciato solo un’ora di sciopero nei primi due giorni degli scrutini, Cobas, Usb e Unicobas hanno proclamato lo sciopero di due giorni per gli scrutini. Per i segretari generali di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda “resta dunque ancora la necessità di apportare al testo di legge profondi cambiamenti e si motiva per questo la proclamazione di ulteriori iniziative di lotta”.

Tra gli obiettivi dei sindacati anche “un piano di assunzioni che non può limitarsi soltanto a quanti sono inseriti nelle Gae, escludendo decine di migliaia di docenti e Ata oggi in servizio con contratto a tempo determinato; no al potere dei dirigenti di conferire incarichi ai docenti attraverso la chiamata diretta dagli albi territoriali; no alla valutazione dei docenti con criteri arbitrari e la costituzione di commissioni prive delle necessarie competenze; regolazione per contratto di tutte le materie che hanno ricadute su aspetti normativi e retributivi a del rapporto di lavoro; impegni precisi per il rinnovo del contratto nazionale”.

“Questi obiettivi – conclude il comunicato – verranno riproposti in tutte le sedi di confronto nelle quali i sindacati saranno impegnati, a partire dall’incontro di lunedì 25 maggio con la ministra Giannini al Miur, e successivamente con le audizioni al Senato e l’ulteriore incontro col governo”. Intanto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha escluso la possibilità che in Senato venga posta la fiducia sul ddl: “I tempi che abbiamo immaginato, se rispettati, non richiedono questo strumento”.

Ma il più grande timore per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, resta comunque un’ulteriore frattura in casa Dem, tanto che oggi ha riunito la segreteria del Partito. Il primo frutto è stato quello di vedere delle posizioni aperte anche dal “rottamato” Bersani che ha affermato oggi: “Con qualche correzione ancora al Senato tutti saranno felicissimi di votare. Credo che lo si farà e che il governo voglia fare qualche altro passo”, l’ex segretario del Pd precisa che per “correggere qualcosa non ci vuole molto tempo. Io credo che si possa fare. Stiamo al merito della questione. Tutti vedono quali sono i problemi aperti. Il primo è il rapporto tra il dirigente scolastico e la dignità e l’autonomia dell’insegnante. E l’altro sono le discriminazioni importanti e irrazionali tra precario e precario. E’ una ferita molto profonda, difficile da spiegare e da motivare”.

Ma mentre si sedano gli animi in casa Dem, in vista anche delle regionali alle porte, dall’opposizione si denuncia “il gioco sporco della Maggioranza”: la capogruppo del Misto, Loredana De Petris (Sel), ha criticato la decisione del presidente del Senato, Pietro Grasso, di rifiutare lo spostamento della senatrice Maria Mussini dalla commissione Giustizia all’Istruzione, sostenendo che ci sia stata scorrettezza voluta in vista dei numeri tra maggioranza e opposizione al Senato.

Sul tema è intervenuto Giancarlo Volpari, responsabile nazionale scuola del Psi. “Il ddl 2994 di riforma del sistema scolastico italiano è stato approvato dalla Camera dei Deputati con alcune significative modifiche. I deputati socialisti hanno contribuito alla stesura del testo definitivo con emendamenti mirati, in particolare, al ruolo del dirigente scolastico, al piano delle assunzioni dei precari e del finanziamento alle scuole private” ha affermato Volpari. “Non tutto è stato ottenuto, ma questo, in democrazia, va messo nel conto finale. D’altra parte già da oggi è aperto, anche se non formalmente, il confronto nell’aula del Senato”. In quella sede – continua l’esponente socialista – si potranno riprendere i fili dei discorsi chiusi in modo non del tutto soddisfacente dalla Camera. Uno su tutti: il piano di assunzione dei precari. Se è vero che, rispetto alla formulazione iniziale della norma, il testo licenziato amplia la platea degli aventi diritto all’assunzione, è altrettanto vero che i docenti di seconda fascia vedono riconosciuti i loro diritti solo alla condizione del superamento di una prova concorsuale”.

Secondo Volpari “in linea di principio la scelta del governo di porre fine al precariato cronico nella scuola e di fissare regole certe di accesso all’insegnamento tramite concorso, è assolutamente condivisibile. All’atto pratico, però, quella attuale è una fase di transizione, potremmo dire dal caos alla regolamentazione, che richiede, per ciò stesso, soluzioni eccezionali, sempre e comunque nel pieno rispetto delle norme vigenti. In tema di regole per l’accesso ai ruoli della pubblica amministrazione fa testo l’articolo 97 della Costituzione: ‘Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Su questa base il legislatore potrebbe legittimamente stabilire che ai docenti precari compresi nella graduatoria di seconda fascia può essere riconosciuto l’accesso al ruolo in forza di una legge e, quindi, senza concorso’.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Gli insegnanti fanno bene a bloccare gli scrutini, ero contrario all’introduzione del divieto di sciopero per gli insegnanti anni fa e non comprendevo completamente la ragione. Oggi ho le idee chiare: si vuole una scuola di fatto asservita al politico di turno, infatti i catto-comunisti vogliono inserire una pedagogia di stato e la figura del preside-manager rientra molto bene in questa logica. Vuoi un lavoro? Devi disconoscere i diritti. Vuoi studiare? Devi accettare la logica liberale all’italiana: i padroni del vapore hanno sempre ragione. Sei laico e antifascista? Non puoi essere insegnante a tutti gli effetti tutt’al più puoi riempire le liste degli aspiranti insegnanti. Questa è la scuola del futuro anzi “La buona s(cu)ola”.

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