mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scuola, le proposte dem dopo lo sciopero
Pubblicato il 08-05-2015


Scuola-riforma-scioperoA pochi giorni dallo sciopero della scuola, arrivano le prime proposte del Pd con una serie di emendamenti che saranno depositati in commissione. Dopo una serie di incontri al Nazareno, trasformato sempre più nel luogo ove si prendono le decisioni al posto dell’ormai demodé Parlamento (a cui rimare solo il compito di votarle su mandato che arriva da altrove) i Democratici fanno il punto sulle modifiche al testo, in una logica, spiega il vicesegretario Lorenzo Guerini in un briefing al Nazareno, di condivisione da parte del Pd. Due i punti inderogabili, sui quali il Pd non interverrà. Il primo riguarda i tempi, con l’approvazione finale del testo al massimo entro il 15 giugno. Il secondo riguarda l’assunzione dei precari. Non ci sarà lo stralcio, l’assunzione dei precari rimane all’interno del ddl, non sarà fatta per decreto. “Non era accettabile dividere il momento delle assunzioni dall’approvazione della riforma della scuola – spiega il presidente del Pd Matteo Orfini – perché le due cose stanno insieme o non stanno”. Su gli  altri aspetti gli emendamenti del Pd interverranno sul ruolo del dirigente scolastico con una previsione di maggiore collegialità, sulle misure a contrasto delle diseguaglianze tra le scuole, sul tema della modalità delle assunzioni dei precari, sulla gestione del fondo di 200 milioni euro e più in generale sul ricorso alle deleghe che passano da 12 a 8.

Ma i sindacati non sono per nulla tranquilli: “Dopo tre giorni dallo sciopero del 5 maggio – affermano in una nota congiunta i rappresentanti dei sindacati della scuola D. Pantaleo (Flc Cgil), F. Scrima (Cisl Scuola), M. Di Menna (Uil Scuola), M.P. Nigi (Snals Confsal), R. Di Meglio (Gilda Fgu) – “è irresponsabile da parte del Governo non aver convocato i sindacati. In assenza di adeguate risposte la mobilitazione continuerà fino a coinvolgere le attività di scrutinio finale. Quello di martedì 5 maggio – spiegano – è stato lo sciopero più partecipato del personale della scuola. Anche la Funzione Pubblica ne ha certificato la portata. Quasi l’80% del personale della scuola ha rinunciato ad una giornata di lavoro, ha partecipato alle manifestazioni, per far sentire forte la protesta nei confronti del provvedimento ora all’esame della Camera”.

“La partecipazione delle famiglie – aggiungono – di tante associazioni e degli studenti, gli attestati di solidarietà, hanno mostrato come il tema della scuola e il rispetto per chi la fa funzionare, sia fortemente sentito come fondante per il nostro Paese. Dopo tre giorni è irresponsabile da parte del Governo – che avrebbe dovuto rispondere immediatamente ad una protesta così ampia del mondo della scuola e al segnale chiaro di uno sciopero così partecipato – non aver convocato i sindacati che hanno indetto lo sciopero per affrontare i tre punti chiari che sono stati posti: precari, superpoteri al dirigente, tutele contrattuali e rinnovo del contratto nazionale”.

Redazione Avanti!

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