venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Serbia e Montenegro,la voce
controcorrente di Mattarella
Pubblicato il 27-05-2015


Mattarella_Tomislav-NikolicIl traguardo è quello dell’integrazione europea dei Balcani. Questo il messaggio centrale emerso dalla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Serbia e in Montenegro. A un mese di distanza dal tour istituzionale in Slovenia e Croazia, Stati membri dell’Unione europea, il presidente italiano ha scelto di nuovo i Balcani, recandosi questa volta in due Paesi che aspirano all’ingresso nella ‘casa comune europea’. Un ingresso che, come espresso da Mattarella, è fortemente auspicato dall’Italia, convinta che l’allargamento dell’Unione ai Balcani rappresenti il completamento del disegno europeo. Quella a Belgrado e Podgorica è stata la prima visita del presidente Mattarella in Stati candidati all’adesione all’Unione europea, ad ulteriore conferma dell’importanza assegnata dall’Italia all’area balcanica.

Il presidente Mattarella è arrivato a Belgrado la sera del 24 maggio e il giorno successivo ha incontrato nella capitale serba il suo omologo Tomislav Nikolic e il premier Aleksandar Vucic, colloqui a cui ha fatto seguito un discorso all’Assemblea nazionale serba. Parlando alle più alte cariche del Paese e ai parlamentari serbi, il presidente italiano ha lodato i passi avanti compiuti dalla Serbia nel suo avvicinamento all’Unione Europea, confermando il pieno sostegno italiano, e ha sottolineato l’impegno di Belgrado nella mediazione con la Russia riguardo alla crisi ucraina. Il presidente della Repubblica e il premier serbo hanno ricambiato ricordando il forte legame di amicizia che lega i due Paesi e hanno ringraziato l’Italia per il lavoro di tutela delle chiese ortodosse serbe presenti in Kosovo, protette da contingenti italiani. Lasciata Belgrado, Mattarella è volato in Montenegro, dove ha incontrato il presidente Filip Vujanovic, il primo ministro Milo Djukanovic e la comunità italiana che vive nel Paese. Anche in questo caso, il presidente italiano ha voluto elogiare i progressi di Podgorica nel campo delle riforme e ha confermato il pieno appoggio italiano all’ingresso del Montenegro nella Nato, possibile già entro quest’anno, e nell’Unione europea, con cui i negoziati procedono positivamente.

In un periodo di euroscetticismo e di rigurgiti nazionalisti in tutto il continente, il messaggio di Mattarella va nella direzione opposta, mettendo in luce gli sforzi compiuti dai Paesi balcanici negli ultimi anni, proprio per lasciarsi alle spalle quei nazionalismi che hanno trascinato l’area ex-jugoslava nella guerra. Mentre Bruxelles sembra aver perso la bussola e negli Stati membri crescono movimenti anti-europei, il presidente italiano ci ha voluto ricordare che vicino a noi c’è una parte di Europa che ancora guarda all’Unione come ad un obiettivo. Andando lì dove i nazionalismi hanno portato distruzione e plaudendo alla capacità di allontanarsi da quel passato, Mattarella sembra parlare non solo a serbi e montenegrini, ma anche, in un periodo così delicato, a tutti i cittadini e alle istituzioni europee.

Riccardo Celeghini

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