martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Sud svantaggiato, ci rimette anche sul costo del lavoro
Pubblicato il 12-05-2015


Svimez-lavoro-sudAssumere un lavoratore a tempo indeterminato, per un imprenditore, diventa più conveniente al Centro-Nord piuttosto che al Sud. E sì, è proprio così. E per la precisione tra il 2011 e il 2014 le modifiche dell’Irap hanno ridotto il costo del lavoro al Centro-Nord di 2.592 euro e al Sud di 2.263. Il dato emerge dallo studio “Modifiche alla disciplina dell’Irap ed effetti sul costo del lavoro e sul cuneo fiscale: un raffronto territoriale” di Gaetano Stornaiuolo e Salvatore Villani di prossima pubblicazione sulla “Rivista Economica del Mezzogiorno”, trimestrale della Svimez. Secondo i due studiosi, la minore efficacia delle misure fiscali continua e si aggrava nel 2015, con una riduzione del costo del lavoro di 8.362 euro al Centro-Nord e di 8.144 al Sud. Rispetto a un lavoratore assunto a tempo indeterminato al Centro-Nord negli ultimi quattro anni, quello del Sud costa circa 550 euro in più. Sud che viene privato di 3,5 miliardi di euro prelevati dal Piano di Azione e Coesione per finanziare gli sgravi contributivi anche ad aziende del Centro-Nord.

Il minore effetto positivo nel 2015 a favore delle imprese del Mezzogiorno è dovuto, spiega l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel mezzogiorno, “oltre che alla eliminazione di misure agevolative differenziate, anche al dettato previsto nella normativa (introdotta nel 2014) che vincola la possibilità di usufruire delle deduzioni solo quando l’entità complessiva delle misure agevolative (quella degli anni precedenti insieme alle nuove misure) non superino il costo del lavoro al lordo degli oneri sociali”. Secondo la Svimez, l’intervento sull’Irap, la decontribuzione degli oneri sociali e il Jobs act “non basteranno a rilanciare la domanda di lavoro, soprattutto al sud; occorrerebbe invece ridurre l’onere tributario sul capitale sul modello tedesco, destinare maggiori incentivi fiscali agli investimenti privati e, soprattutto, rilanciare una politica economica di investimenti pubblici”.

A fronte di una retribuzione lorda media di 30.137 euro nel Centro-Nord e di 25.488 euro nel Mezzogiorno, evidenzia ancora lo studio, dal 2011 al 2014 il costo del lavoro per le imprese al lordo Irap è sceso in entrambe le ripartizioni, ma con andamenti differenti e penalizzanti per il Sud. Nel 2011 nel Centro-Nord il costo azienda di un lavoratore medio ammontava a 42.865 euro, con un cuneo fiscale di 12.728 euro; tre anni dopo, nel 2014, a fronte della stessa retribuzione lorda media, il costo del lavoro di un nuovo assunto a tempo indeterminato è stato pari a 40.273 euro e il cuneo fiscale è sceso a 10.136 euro. Costo del lavoro e cuneo fiscale sono quindi diminuiti di 2.592 euro. Dinamica simile al Sud, ma con riduzioni complessive minori rispetto a quelle ottenute dalle imprese del Centro-Nord: nel 2011 il costo azienda di un lavoratore medio ammontava a 36.198 euro, con un cuneo fiscale di 10.710 euro; tre anni dopo, nel 2014, a fronte della stessa retribuzione lorda media, il costo del lavoro per i nuovi assunti è diventato pari a 33.935 euro, e il cuneo fiscale è sceso a 8.447 euro. Rispetto ai 2.592 euro del Centro-Nord, al Sud la riduzione del costo del lavoro e del cuneo fiscale è stata di 2.263 euro, cioè 329 euro in  meno.

Insomma per ogni nuovo lavoratore assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2015 l’ultima Legge di Stabilità ha previsto un ulteriore e forte abbattimento del costo del lavoro e del cuneo fiscale: 8.362 euro al Centro-Nord, 8.144 euro per le imprese del Mezzogiorno, con una differenza, penalizzante per il Sud, di 218 euro.

I vantaggi fiscali Irap per le imprese (cioè la riduzione dell’Irap determinata dalle agevolazioni fiscali) seguono lo stesso andamento del costo del lavoro e del cuneo fiscale. Nel 2011 nel Mezzogiorno il vantaggio fiscale medio è stato pari a 425 euro per azienda, oltre il doppio del Centro-Nord (179 euro). Negli anni successivi le deduzioni crescono in entrambe le ripartizioni, riducendo il distacco: nel 2014 la deduzione media Irap per le imprese del Sud è di 1.151 euro, 928 al Centro-Nord.

Nel 2015, il sorpasso: il Sud si ferma a 1.192 euro, il Centro-Nord sale a 1.245. Rispetto quindi ai provvedimenti degli anni 2012 e 2013, che contenevano vantaggi Irap per le aree più deboli, le agevolazioni fiscali contenute nelle ultime leggi di stabilità del 2014 e del 2015 penalizzano le imprese del Sud.

“Un lavoratore al Sud costa 550 euro più che al Centronord e così al danno si aggiunge la beffa”. Ha commentato il capogruppo socialista alla Camera, Marco Di Lello. “In compenso però – prosegue Di Lello – almeno spazza via la vulgata demagogica e le balle leghiste di un Sud che non decolla perché non ha voglia di lavorare o perché c’è troppa criminalità.
La verità è invece che anni e anni di politiche economiche ‘nordiste’ operate dai vari governi Berlusconi, e non ancora corrette dal centrosinistra, confermano, numeri alla mano, quanto costi di più in realtà, investire al Sud. Tutto questo ci impone di adottare in tempi rapidi l’adozione di misure strutturali per chiudere la stagione dei finanziamenti a pioggia, creando invece le condizioni per uno sviluppo duraturo del Mezzogiorno perché, come ha ripetuto recentemente anche il governatore della BCE, Mario Draghi, – conclude l’esponente socialista – senza il Sud l’Italia non può crescere”.

Redazione Avanti!

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