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Opinioni e commenti
 

Svimez 2014. Allarmanti 
i dati sulla Sardegna
Pubblicato il 13-05-2015


crisi svimezSecondo  i  dati emersi dalla  rilevazione del rapporto SVIMEZ 2014 – Associazione per lo sviluppo  dell’industria nel Mezzogiorno – presentato  nell’ottobre 2014 a Roma, continua a registrarsi per la Regione Sardegna una tendenza fortemente negativa. Rispetto il 2013, nel 2014  si è registrato una diminuzione del Pil pari al 4,4%, perdendo complessivamente negli anni di crisi dal 2007 oltre il 13 per cento di prodotto, tasso di natalità inferiore di due punti percentuale rispetto al tasso di mortalità, ripresa delle emigrazioni con un saldo migratorio (-1,2 per cento), occupazione diminuita del 7,3 per cento nel biennio 2012-2013, tasso di disoccupazione ufficiale pari al 17,5% (nell’ultimo trimestre 2014 si attestava al 18,3%, tasso poi  cresciuto  di  3 punti  nei primi 3 mesi  del 2015 ) con tasso di disoccupazione giovanile (giovani con meno di 24 anni) pari al 54%, un aumento della percentuale di laureati emigrati (21,6 per cento) e un tasso di dispersione scolastica pari al 25 per cento, percentuale di famiglie povere pari al 24,8 per cento, saldo fortemente negativo nell’immediato, ma con una pesante tendenziale conferma per quel che concerne il numero di cessazioni di imprese, procedure fallimentari e aziende avviate alla liquidazione.

In  questo  contesto  di  collocano  i 26.763 lavoratori  sardi, di cui  9.494 in  CIG e 17.269 in mobilità in deroga, che  ancora  ad  oggi  attendono i pagamenti delle mensilità dovute relative il 2014. Allo stato attuale i pagamenti sono fermi ai 2 ratei  percepiti  tra dicembre 2014 e gennaio 2015 di cui hanno potuto usufruire solo il 40% degli aventi diritto. Il  60% di  essi si è collocato nella lista  dello  stop imposto dall’Inps lo scorso  5  febbraio 2015 a causa dell’esaurimento dei fondi. Nel corso  del  2014 il governo ha assegnato risorse  corsi  come  segue:

1) 17.313.000 euro (decreto ministeriale 6 agosto 2014),

2) 21.641.000 euro (decreto ministeriale 4 dicembre 2014

Da sottolineare che con i primi riparti fondi è stato possibile porre in essere i pagamenti relativi il saldo delle spettanze  2013. Emerge  per che per  consentire i pagamenti  relativi il  2014  occorrano 179 milioni di  euro. Solo 55 milioni di euro, sono, invece, i  fondi   destinati alla  Sardegna come si evince  dal recente (8 maggio 2015)  decreto interministeriale – ministri Poletti e Padoan – che consentirà il pagamento di ulteriori tre/quattro mensilità rendendo ancora necessario il reperimento di circa 130 milioni di euro: tali risorse potrebbero essere recuperate considerato che la delibera Cipe 30 giugno 2014, n. 21, nel disporre meccanismi di disimpegno automatico e sanzionatori a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013, ha disposto a carico della regione Sardegna, una decurtazione pari a circa 107 milioni di euro, derivante dall’applicazione di misure sanzionatorie nella misura del 10 per cento, per un importo di circa 24 milioni di euro, e nella misura del 15 per cento, per un valore pari a circa 83 milioni di euro, su interventi che hanno fatto registrare ritardi nell’assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti e che la sopra citata delibera Cipe n. 21 del 2014 ha disposto il finanziamento degli «ammortizzatori sociali in deroga», per un importo pari a 100 milioni di euro, a valere sulle decurtazioni operate dalla stessa, e che tali risorse sono confluite tra le fonti generali di finanziamento dei decreti ministeriali di assegnazione delle risorse alle regioni e che al netto delle finalizzazioni operate dalla suddetta delibera Cipe n. 21 del 2014, risulta, quindi, la disponibilità per successive finalizzazioni per un importo complessivo di 182 milioni euro, tra i quali è moralmente indispensabile prevedere la copertura del fabbisogno della cassa integrazione guadagni in deroga nell’isola.

In  tutto questo contesto si colloca il recente provvedimento assunto dalla  RAS – Modifiche alla legge regionale 6 maggio 2015 (non ancora pubblicata sul B.U.R.A.S.) – Modifiche all’articolo 2 della legge regionale n. 17 del 2013 (Ulteriori disposizioni urgenti in materia di lavoro e nel settore sociale). Autorizzazione di spesa per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali in deroga,  che mette  a disposizione ulteriori  50  milioni  di euro  che andranno a sommarsi ai  55 milioni di euro, appunto,  ripartiti  con il decreto  n. 89936  dell’8 maggio 2015. Cifra che  si  va  a sommare ai 52 milioni di euro, anticipati come anticipazione RAS sussidio in compensazione della mobilità in deroga 2013, non ancora rientrati nelle casse regionali. 100 milioni di euro, in totale, dunque, che devono necessariamente rientrare.

Antonella  Soddu

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