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Opinioni e commenti
 

Terrorista? Touil a scuola il giorno della strage …
Pubblicato il 21-05-2015


Alfano AbdelmajidSul marocchino Abdel Majid Touil, arrestato due giorni fa per l’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, in tanti hanno fatto una brutta figura. Touil il giorno della strage, il 18 marzo, ma anche i giorni immediatamente precedenti e quelli successivi, si trovava a Milano, a scuola e non a Tunisi a sparare contro i turisti. È stata la Procura di Milano, in base ai registri della scuola frequentata dal giovane immigrato e alle testimonianze di docenti, alunni e familiari, a stabilire che con quell’attentato non c’entra nulla.

Certo i suoi movimenti “andranno chiariti” – ha spiegato il ministro dell’interno Alfano stamane alla Camera – ma alla polizia, in base anche all’informativa giunta dalla Tunisia, il quadro appariva assolutamente diverso. Alfano, nella sua informativa alla Camera ha spiegato che Touil all’arrivo in Italia fu “identificato e ne fu disposta l’espulsione”, ma “nulla era stato segnalato a suo carico dalle autorità tunisine” dunque “non era considerato un soggetto pericoloso per la sicurezza nazionale”.

Un perfetto sconosciuto, uno delle decine di migliaia che sbarcano in Italia, eppure invece secondo le carte degli investigatori e le informazioni giunte dalla Tunisia con la richiesta di arresto, il 18 marzo incontrò i due terroristi uccisi, Yassine Laabidi e Jabeur Khachnaoui, e con loro si sarebbe poi diretto verso il museo del Bardo. Insieme ai due terroristi, secondo fonti giornalistiche, ci sarebbe stato anche un tale Othmane. Sempre secondo le indiscrezioni riportate dai media tunisini Touil avrebbe preso parte avvenuta l’11 marzo alla seconda riunione della cellula terroristica responsabile dell’attacco nella quale venne deciso di affidare a Med Amine Guebli e Elyes Kachroudi l’incarico di procurare le armi per gli assalitori.

Un caso di omonimia? Può essere, ma per ora è solo un clamoroso errore degli investigatori e una brutta figura di chi ci ha speculato sopra, a cominciare dalla Lega e dai giornali di Berlusconi con richiesta di dimissioni del ministro colpevole, a loro dire, di non aver saputo impedire lo sbarco di terroristi con i barconi degli immigrati. Touil era arrivato in Italia, a Porto Empedocle, il 17 febbraio con altri 641 migranti su un barcone soccorso dalla Marina Militare.

Un’accusa inconsistente che ora è divenuta anche ridicola alla luce delle ultime notizie. Non è stato difficile per il ministro, che in passato si è trovato a rispondere di accuse ben più gravi come l’osceno comportamento tenuto dalla polizia nel caso del dissidente kazako Muktar Ablyazov con l’arresto della moglie Alma Shalabayeva con la figlioletta, difendersi dalle accuse. Insomma un boomerang per un’opposizione tanto sguaiata quanto inconsistente.

Su Facebook, Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti ha scritto: “Dopo le vergognose parole di Salvini di ieri e l’indegna caciara dei suoi epigoni alla Camera se davvero, come pare, Touil dovesse essere innocente, allora espelliamo Salvini e teniamoci Touil” .

Nel corso del dibattito alla Camera che ha fatto seguito alle spiegazioni di Alfano, per i socialisti è intervenuta la deputata Pia Locatelli.

“In un Paese normale, se le forze dell’ordine arrestassero un presunto terrorista, si plaudirebbe al loro operato e a quello del Ministro dell’interno – ha detto la Locatelli – da noi, in un clima perenne di scontro, di campagna elettorale, si chiedono le dimissioni del Ministro dell’interno. Un po’ strano, eh? L’altro ieri e oggi, dentro e fuori quest’Aula, ho sentito le solite strumentalizzazioni e i soliti luoghi comuni nei confronti dei migranti, volte a far passare l’equazione migrante uguale terrorista, omettendo che quelli che sbarcano sulle nostre coste e che muoiono nel Mediterraneo per raggiungerle sono per la maggior parte disperati, che fuggono proprio da quei terroristi che hanno imposto orrore e guerra nelle loro terre. Ho sentito insultare con toni vergognosi membri di questo Parlamento, per i quali si è invocato il carcere con l’accusa indistinta di avere guadagnato con gli immigrati. Ho sentito urla e grida volte a conquistare un passaggio nei telegiornali o a raccogliere voti con frasi che istigano all’odio e al razzismo. Non ho sentito quelle voci accusanti esprimere pietà per le vittime dell’attentato a Tunisi né solidarietà per quei migranti in fuga da stragi ed eccidi.
Ecco, noi socialisti prendiamo le distanze da tutto questo. Abbiamo difeso Mare Nostrum e siamo convinti che sia stato un errore sospendere quella che era un’operazione umanitaria della quale dobbiamo andare fieri. Per il caso in discussione ribadiamo che si tratta di un arresto di un presunto terrorista – ripeto, presunto – e sono, quindi, necessarie tutte le verifiche e anche le garanzie del caso. Questo non ci esime dalla ferma condanna, dallo stare in allerta, dall’agire fattivamente ed efficacemente contro chi semina terrore. Ma, detto questo – ha concluso l’esponente socialista – nulla toglie al nostro dovere di accoglienza e di rifugio verso chi non ha nulla da perdere, se non la vita”.

Redazione Avanti!

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