sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tre proposte
per fare un passo avanti
Pubblicato il 11-05-2015


Lo scopo di queste lettere scritte dal mio terrazzo, dall’estero parafrasando un illustre predecessore nel mondo dell’emigrazione come Prezzolini, è quello di suscitare un dialogo, ancorché per corrispondenza. Capisco chi ha posizioni diverse, anche all’interno di un partito piccolo come il nostro, e del resto oggi l’Italia è ancora molto divisa, esattamente come lo è stata negli ultimi decenni. E questo è il punto.
Ho visto la formazione del governo Monti con speranza. Credevo che l’Italia avesse bisogno di una Grosse Koalition, larghe intese, Governissimo, cioè pacificazione e lavoro insieme per uscire dall’angolo in cui vari fattori globali e nazionali l’avevano cacciata.
Governo Monti era per me uscire dalla conflittualità e lo guardavo pertanto con speranza e positività.
Poi il Governo Letta è stato, ancora, un Governo di larghe intese e pertanto un toccasana in un Paese lacerato da 20 anni di guerra civile strisciante. Bisognava lavorare tutti insieme, governo ed opposizione e lasciare fuori le forze anti-sistema. Non perché mi piaccia il “sistema” a priori, ma perché di caos in Italia ce n’era abbastanza e non avrei messo il Governo nelle mani di un movimento che nasce per fare tabula rasa di tutto l’esistente.
Poi arriva Renzi e in primis devo dire che sono stato contento, perché Renzi è giovane ed ha sdoganato i quarantenni, quelli del “sei ancora troppo giovane”, “non hai esperienza”, “ne hai di tempo”, “ma che ne vuoi sapere tu” e giù sorrisetti. Ecco, Renzi ha dimostrato che l’Italia può andare controcorrente, i giovani non sono bamboccioni, ma guidano il governo, come fece Blair, come fecero i giovani socialisti craxiani.
Poi Renzi fece il Patto del Nazareno, ed io che sono appassionato di grandi coalizioni – perché so che nel mondo quello che conta é l’Interesse nazionale e non i campanilismi provinciali – ho salutato con felicità questo accordo, sebbene sottobanco, all’italiana.
Sapevo che il Nazareno prevedeva una legge elettorale non proprio favorevole ai piccoli partiti, ma tant’è, chi vince vince su tutto.
Poi sulla elezione del Presidente della Repubblica ho sperato in Amato, per tante ovvie ragioni, non ultima una rivalutazione del mondo e della storia socialista. La caratura internazionale di Amato. L’essere un Presidente bipartisan, cioé “figlio” del patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi, governo ed opposizione.
Ed invece qualcosa si è rotto. È stato eletto un Presidente degnissimo ma l ‘opposizione si è defilata, forse anche perché in grossa difficoltà, ma di fatto il Patto, le larghe intese, sono saltate.
Non so cosa sia cambiato in Renzi ma abbiamo tutti notato un cambio di passo.
Non sto a giudicare se Renzi faccia bene o male a mettere la fiducia sulla legge elettorale. Si fa il necessario è ovvio.
È altresì ovvio che in Italia sia necessario un cambiamento su molti fronti, ma che il cambiamento deve essere vero e nella giusta direzione e non di facciata per aumentare i voti.
Resto tuttavia convinto che l’Italia abbia bisogno sopra ogni cosa di unità, di pacificazione, di lavorare tutti insieme per l’obiettivo comune. Creare posti di lavoro, migliorare la scuola, garantire chi ha piu’ bisogno, migliorare l’efficienza e l’organizzazione nella sanità. Grandi temi, da affrontare con spirito unitario per l’interesse nazionale, per essere competitivi nei confronti degli altri Paesi, degli altri sistemi economici. Perché se non ci difendiamo ci comprano, se siamo deboli saremo vittime dei sistemi più forti.
Ecco se Renzi saprà riprendere un percorso che coinvolga tutti sarà bene per il Paese. Gli altri debbono onestamente guardare al cambiamento senza paura, non fare resistenze corporative, ma ragionevolmente contribuire alla modernizzazione del Paese. Non è semplice.
Noi contribuiamo con le nostre proposte all’azione del Partito a fianco del Governo, proposte quali:
– la cogestione nelle imprese
– il ricambio generazionale
– le quote Erasmus nella Pubblica Amministrazione
– il recupero delle professionalità al’estero
Leonardo Scimmi
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