mercoledì, 23 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Uber. Il liberismo degli Usa
e le regole europee
Pubblicato il 29-05-2015


Uberpop

Mentre l’Italia dice “no” ad UberPop, gli Usa migliorano ancor di più le sue prestazioni. Lo scorso 26 maggio il Tribunale di Milano blocca il servizio da noi, seppur questo resterà attivo ancora per due settimane sulla app della multinazionale. Scaduto il termine, ogni guida fuori legge sarà multata con una penale pari a 20mila euro per ogni giorno di utilizzo. L’accusa mossa ad UberPop è quella di “concorrenza sleale”. Infatti nell’ordinanza si legge che “la mancata soggezione degli autisti UberPop ai costi inerenti al servizio taxi consente l’applicazione di tariffe sensibilmente minori rispetto a quelle del servizio pubblico e non praticabili da tassista”. Con i suoi 2 euro di base, 0.20 euro al minuto e 0.35 euro per chilometro, il servizio della multinazionale è effettivamente fortemente vantaggioso.

Oltreoceano, invece, gli States migliorano fino all’inverosimile la app californiana fondata nel 2009, mettendo in moto veicoli in fase di prova nati dallo “Uber Advanced Technologies Center”. Tra le vie di Pittsburgh, città della Pennsylvania in passato classificata come miglior posto dove vivere negli Usa, si aggirano auto che si guidano da sole. Si parla di autovetture vere, munite di telecamere e sensori, che circolano per le strade cittadine senza che nessuno le guidi. Non sono ancora state rilasciate molte dichiarazioni; per il momento si dispone di pochi dettagli sul prodotto. Tra le scarne informazioni, sappiamo che la app ha stretto accordi con vari enti specializzati in robotica, tra cui la Carnegie Mellon University, la quale in passato ha ricoperto un ruolo fondamentale nella costruzione del Mars Rover, il veicolo a motore automatico atterrato su Marte nell’agosto del 2012.

Oltre ad incuriosire tanto i pro Uber quanto i più scettici, le macchine automatiche dell’azienda taglierebbero i costi del servizio. Eliminando la figura del guidatore si abbatterebbe buona parte della spesa. Il costo medio a corsa per ogni consumatore si ridurrebbe considerevolmente. Lo conferma il CEO di Uber, Travis Kalanick, ribadendo che «il motivo per cui Uber può essere costoso è perché non si paga soltanto per l’auto, ma si paga anche per l’altro tizio che c’è nell’auto». Insomma, spostarsi da una parte all’altra della città sarebbe sicuramente più economico e darebbe a molti cittadini l’opportunità di non acquistare un proprio veicolo. Il caso Uber è l’emblema di due impostazioni ideologiche differenti: da una parte il pieno liberismo degli Usa e dall’altra quello “regolamentato” dell’Europa.

Francesca Fermanelli 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento