martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

‘UmbriaEnsemble’
in concerto
al Parlamento Europeo
Pubblicato il 08-05-2015


Umbria

Il quartetto d’archi umbro: Angelo Cicillini e Luca Venturi, violini; Luca Ranieri, viola e M. Cecilia Berioli, violoncello

Non è senza una punta d’orgoglio campanilistico che racconteremo della bella  performance che ‘UmbriaEnsemble’ ha tenuto in Francia qualche giorno fa. Lo scorso 29 aprile infatti, il quartetto d’archi umbro (Angelo Cicillini e Luca Venturi, violini; Luca Ranieri, viola e M. Cecilia Berioli, violoncello) si è esibito, con la grande interprete lirica Michela Sburlati a Strasburgo, nella Sala Munsterhof del Parlamento Europeo.

L’evento, dal titolo ‘Impressioni di Guerra. Musicisti tra entusiasmo e disperazione’, è stato organizzato dall’Istituto di Cultura di Strasburgo e si inserisce nelle celebrazioni ufficiali per il Centenario della Grande Guerra. La realizzazione del concerto è stata resa possibile grazie al contributo del “Centro Studi Musica e Grande Guerra” operante con l’Alto Patrocinio della Struttura di Missione per la Commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale – Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui ‘UmbriaEnsemble’ è membro.

Un invito di grande rilievo ed un ulteriore riconoscimento per ‘UmbriaEnsemble’,  gruppo già definito dalla critica “punta di diamante della produzione musicale” attuale. Per questa particolare occasione gli artisti hanno presentato un repertorio originale, integralmente composto negli anni che vanno dal 1915 al 1918. In programma brani di compositori francesi, in omaggio alla Nazione ospite, e di alcuni tra i maggiori compositori italiani del Novecento come Casella e Malipiero, profondamente toccati, dal punto di vista personale ed artistico, dalle vicende belliche.

‘UmbriaEnsemble’ ha proposto anche composizioni per quartetto d’archi e soprano di Autori meno noti ma che hanno rappresentato, e rappresentano tuttora, una significativa testimonianza storica, umana ed artistica della catastrofe nella quale si sono trovati direttamente coinvolti. Nelle partiture dei musicisti-soldati è rintracciabile la condizione emotiva e creativa che ha accompagnato quegli anni: il passaggio dall’atmosfera entusiastica del periodo interventista fino  alla disperazione di fronte a una inattesa e incomprensibile tragedia di dimensioni colossali che ha segnato indissolubilmente la fine di un’epoca.

Karen Odrobna Gerardi

            

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