mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

UN PO’ DI RIPRESA
Pubblicato il 29-05-2015


Economia ripresa-Renzi

In apparenza la notizia della crescita dei prezzi per i consumatori può apparire negativa. In realtà l’uscita dalla deflazione – ossia la tendenza dei prezzi a diminuire invece che aumentare in modo progressivo come accade nelle economie in crescita – contiene aspetti positivi. In un contesto deflativo i consumatori preferiscono infatti rimandare gli acquisti nell’attesa che i beni costino meno. La conseguenza è che le imprese tendono a contrarre gli investimenti e le assunzioni. Il risultato finale si concreta in un aumento della disoccupazione, in una contrazione dei consumi e in un arresto dell’economia dietro cui si cela l’ombra della stagnazione. Inoltre la deflazione fa incrementare il tasso di interesse reale che lo Stato deve pagare per poter finanziare il suo debito, determinando così un aumento del rapporto debito/Pil. Per quanto concerne il Prodotto interno lordo, secondo le rilevazioni dell’Istat diffuse oggi il Pil italiano – su base annua – relativo al primo trimestre 2015 crescerà dello 0.1%. Una variazione minima, ma si tratta della prima volta che l’indicatore si trova sopra la soglia dello zero dopo più di un triennio. Il Codacons: “La crescita dell’inflazione può rappresentare l’inizio di una vera ripresa per l’economia italiana”. I dati diffusi oggi dall’Istat indicano “una crescita acquisita per l’anno come comincia a essere incoraggiante”, e ci sono “dati importanti sugli investimenti: vuol dire che la capacità produttiva si espande e, in qualche misura, anche l’occupazione”. Così il ministro dell’Economia, Gian Carlo Padoan da Dresda dove si sta svolgendo il G7.

LA RIPRESA DELLA CRESCITA DEI PREZZI – Secondo le recenti rilevazione dell’Istat, nel mese di maggio, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2%, sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di maggio 2014 (ad aprile il tasso tendenziale era -0,1%). La ripresa della crescita dei prezzi – spiega l’Istituto nazionale di statistica – è dovuta principalmente all’ulteriore ridimensionamento della flessione su base annua dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-7,2%, da -8,7% di aprile) e all’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi; a quest’ultima contribuiscono in particolare l’inversione della tendenza annua dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+0,8%, da -0,6% di aprile) e l’accelerazione della crescita di quelli dei servizi ricreativi, culturali e della cura della persona (+0,9%, da +0,7% di aprile).

FUORI DALLA RECESSIONE – Sul fronte del Prodotto interno lordo, l’Istat ha corretto il dato preliminare su base annua – relativo al primo trimestre 2015 – portandolo allo 0.1% da una precedente stima di variazione nulla. Nonostante si tratti di un decimo di punto, è comunque la prima volta che l’indicatore si trova sopra la soglia dello zero dopo più di un triennio.

CODACONS: PRIMO SEGNALE POSITIVO –  Secondo il Codacons la crescita dell’inflazione dello 0,2% registrata è un primo segnale positivo che potrebbe rappresentare l’inizio di una vera ripresa per l’economia italiana. E’ necessario che ora il governo faccia la sua parte incentivando i consumi, riducendo le tasse ed aumentando il potere d’acquisto delle famiglie, evitando come il male assoluto – conclude Rienzi – l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti previsto dalle clausole di salvaguardia, misure quest’ultime che distruggerebbero in un sol colpo i risultati finora raggiunti”.

Siria Garneri 

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