sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Una Scuola delle Mogli
in salsa mediterranea
al Quirino di Roma
Pubblicato il 06-05-2015


Scuola delle Mogli‘La Scuola delle Mogli’ è una commedia scritta da Molière e rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1662, tempi in cui in Francia regnava Luigi XIV, il cosiddetto Re Sole, ed in cui la cultura francese si andava diffondendo in tutta Europa. Oltre tre secoli e mezzo dopo quest’opera mantiene intatto il suo fascino, soprattutto se a farla rivivere è, più che una semplice traduzione, una vera e propria riscrittura ottenuta adoperando i modi di dire e di fare della Sicilia dei nostri giorni. Il risultato è un testo estremamente efficace che, mantenendo intatta la sua struttura drammaturgica, restituisce il sapore e il colore della commedia originale.

In essa si descrive la storia del ricco ed anziano Arnolfo, tutore della bella Agnese, e di Orazio giovane e squattrinato di lei innamorato. Agnese è una docile ragazza, che era stata abbandonata in fasce dai genitori che l’avevano affidata alle cure di una contadina. Arnolfo, sotto mentite spoglie, l’aveva poi presa in cura e l’aveva chiusa in un convento per farle impartire una educazione tradizionale. Ma il fine ultimo di Arnolfo, uomo pettegolo e timoroso del tradimento, era quello di allevare la bella fanciulla in modo semplice per poi prenderla in sposa. Difatti Arnolfo è convinto che quanto più la donna è ingenua, meno incline è a tradire. Ma proprio quando Arnolfo sta per portare a compimento il suo progetto ed impalmare Agnese, si presenta in città il giovane e bello Orazio, figlio di un grande amico di Arnolfo.

Enrico Guarneri nello spettacolo 'La scuola delle mogli' in scena al teatro Quirino

Enrico Guarneri nello spettacolo ‘La scuola delle mogli’ in scena al teatro Quirino

Orazio racconta ad Arnolfo la sua recente relazione con Agnese, segregata in casa da un uomo crudele. Arnolfo, chiaramente, non vuole confessare di essere il tutore di Agnese per non perdere la faccia con l’amico e quindi incoraggia in qualche modo le intenzioni di Orazio. Tuttavia, appurato che anche Agnese ricambia le attenzioni di Orazio e saputo che quest’ultimo intende rapire Agnese per sposarla, Arnolfo affretta i preparativi del suo matrimonio con Agnese e chiama il notaio per predisporre il contratto di matrimonio. Ma quando la vicenda sembra ormai volgere a favore di Arnolfo, dall’America ritorna il vero padre di Agnese e gli avvenimenti prendono una piega diversa.

La commedia in due atti così riscritta evidenzia un meccanismo comico perfetto ed efficace, che mantiene intatto il fascino elegante di una macchina teatrale molto curata e rifinita. Attraverso la rilettura in siciliano, attenta a non intaccare la struttura della commedia, i nove personaggi acquistano sulla scena una nuova linfa che si inserisce nel solco della grande tradizione teatrale siciliana. Un mondo sicuramente a misura di un interprete come Enrico Guarneri – grande mattatore dello spettacolo – che attraverso una vis comica forte ed energica fa rivivere con slancio il personaggio di Arnolfo. Brava anche la bella Nadia De Luca nei panni di Agnese ed il prestante Rosario Amato nei panni di Orazio. Ottima la recitazione di Vincenzo Volo nei panni del servo Alano e di Amalia Contarini nelle vesti della serva Giorgina. Molto adeguata la scenografia e curate le luci. Le musiche dal sapore medioevale intervengono solo nei cambi scenici.

La morale principale che emerge con maggiore evidenza dalla Scuola delle Mogli’ in salsa mediterranea è che l’improbabile e claustrale educazione che l’anziano uomo pretende di imporre alla giovane fanciulla, che intende sposare, per garantirsene la fedeltà, non abbia speranza dinanzi all’amore spontaneo che nasce fra due giovani. Ma nell’opera vi sono almeno altre due morali, tutte da scoprire da parte dello spettatore. La Scuola delle Mogli sarà al Quirino di Roma fino al 17 maggio.

Al. Sia.

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