venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Undicesimo comandamento:
non prendersi per i fondelli
Pubblicato il 21-05-2015


Forse, ai tempi di Mosè, il comandamento non era né importante, né attuale. Oggi sì. E in questa forma. Per un politico, infatti, imbrogliare la gente fa parte delle regole del gioco. Perché è una operazione che non può andare oltre certi limiti. E perché chi la compie sa di raccontare frottole. E lo fa lucidamente. Accade però – ed accade sempre più di frequente in un mondo dove l’esigenza di comunicare fa sempre più premio su quella di pensare – che a furia di imbrogliare gli altri si finisca con l’imbrogliare se stessi. E soggetti a questo rischio sono in particolare coloro che, per mestiere e inclinazione, sono disconnessi con la realtà; anche perché non devono rispondere a nessuno delle loro scelte.

Stiamo parlando, naturalmente, dell’Europa. E, nello specifico, della sua politica migratoria. Un’area dove, per una serie di ragioni, la distanza tra realtà e rappresentazione della medesima sta diventando drammaticamente incolmabile. Così, nel suo atto costitutivo, c’è il principio dell’accoglienza. Ideale bellissimo, ma impossibile da realizzare nel concreto. Allora lo coniugavamo, senza dirlo, a nostro uso e consumo: il profugo, caucasico, dai paesi dell’Est, con le relative credenziali da valutare caso per caso; il robusto lavoratore extracomunitario da utilizzare a sostegno del nostro sviluppo e da rimandare opportunamente a casa al termine del suo contratto di lavoro.

Impossibile, con questi criteri, misurarsi con la marea umana che bussa alle nostre porte. Troppo grandi i numeri e del tutto incompatibili con la nostra possibilità di assorbimento. Impossibile la selezione; nessuno potrà dimostrare, con le adeguate pezze di appoggio, di essere possibile e specifica vittima di quanto sta accadendo nel suo paese. Ma perché, potenzialmente, lo sono tutti. Sarebbe, allora, necessario guardare in faccia alla realtà, così da reimpostare il problema in un confronto a viso aperto con i Paesi d’origine: ben sapendo, però, che questi sono fortemente interessati, politicamente ed economicamente, a  favorire il fenomeno; e che quindi sarebbero disposti a controllarlo solo in presenza di adeguate contropartite.

Pensare, però, che la banda di burocrati senz’anima e di rappresentanti di Stati che governa l’Europa possa compiere questo salto di qualità appartiene alla fantapolitica. Rimangono, allora, le pezze a colori. Che, però, andrebbero chiamate con il loro nome. La realtà è che l’Italia non è in grado, per ragioni di politica interna, di gestire da sola un’operazione nel Mediterraneo in cui c’è moltissima accoglienza e pochissimo respingimento. La realtà è che il nostro governo chiede, a questo punto, il coinvolgimento dell’Europa in un’operazione in cui il respingimento faccia premio sull’accoglienza (e in cui gli oneri per quest’ultima vengano caricati anche su altri).

Al di là di questo c’è solo il puro e semplice imbroglio, anzi auto imbroglio. Auto imbroglio, e del genere più ipocrita e volgare, è gabellare un’operazione di respingimento all’insegna della lotta contro i cattivi scafisti. Auto imbroglio è pretendere di poterla condurre (e, per giunta, all’insegna della “distruzione del sistema scafista”) senza sporcarsi le mani e senza interferire pesantemente “in loco”. Auto imbroglio è fare le anime belle, versando lacrime da coccodrillo sulle “bare liquide”, e condannando i cattivi razzisti, quando il nostro più autentico desiderio è che i potenziali migranti scompaiano dalla nostra vista. Auto imbroglio è, infine, per quanto ci riguarda, gonfiare il petto nel vedersi riconosciuto il ruolo di guida di un’operazione senza capo né coda.

Certo, il nostro caso è particolare. Ma lo è per due diverse ragioni. Perché abbiamo, in Europa, l’unica frontiera (assieme a quella meridionale degli Usa) dove il mancato soccorso o il respingimento contengano un forte rischio di morte per chi ne è oggetto. Ma anche perché la Mogherini è la responsabile della politica estera dell’Ue. E, allora, è in grado la Mogherini di contribuire a ridefinire, in modo razionale, la politica europea in materia di immigrazione così da venire  incontro anche alle nostre esigenze? Auspicarlo è doveroso. Pensarlo che lo stia facendo è, ancora una volta, un auto imbroglio.

Alberto Benzoni 

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