sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Xylella. Blitz delle Fiamme Gialle negli istituti di ricerca
Pubblicato il 05-05-2015


Xylella-blitz finanzaFiamme Gialle e Corpo forestale dello Stato hanno sequestrato alcuni computer nel Dipartimento della facoltà di Agraria nonché documentazione nella sede barese del Cnr e in due centri ricerca della provincia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Lecce sulla diffusione del batterio Xylella Fastidiosa che sta falcidiando gli ulivi del Salento, compromettendo pesantemente l’olivicoltura della zona. Dopo la notizia dei sequestri, il Codacons “affila le armi legali, e annuncia una azione collettiva in favore di tutti i soggetti danneggiati dalla devastazione che sta colpendo gli ulivi in Puglia”. Il Consiglio regionale della Puglia chiede al governo e al Parlamento di intervenire con urgenza. 

IL BLITZ DELLE FIAMME GIALLE – Le perquisizioni sono state ordinate, a sorpresa, dalla procura di Lecce che sembra dunque – dopo le direttive dell’Unione europea che ha ordinato le eradicazioni degli alberi malati – aver dato un’accelerata all’indagine. Nel decreto di perquisizione notificato all’Università si legge infatti della necessità di recuperare tutte le tracce nei messaggi e nelle mail di comunicazioni interne ed esterne che avevano a che fare con il batterio killer. Gli investigatori non sono troppo convinti dell’ipotesi delle piante ornamentali che arrivano dal Costarica. E, in ogni caso, richiedono certezze scientifiche: alla base dell’indagine – al momento ancora a carico di ignoti (nella quale il reato ipotizzato è quello di diffusione colposa di una malattia delle piante, ndr) – in realtà c’è il sospetto che il piano e le decisioni dell’Ue non siano supportate da basi scientifiche certe.

CONSIGLIO REGIONALE PUGLIA: GOVERNO E PARLAMENTO INTERVENGANO CON URGENZA – Nel frattempo, il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si chiede al governo e al Parlamento di assumere urgentemente iniziative, anche nei confronti dell’Unione Europea, per fronteggiare il fenomeno della Xylella, per prevedere provvidenze economiche a ristoro di un intero comparto danneggiato, per sollecitare ulteriori indagini tecniche, e “per superare un ritardo scientifico imbarazzante”. “Questa infezione è una ferita al cuore per la Puglia – ha dichairato il presidente del Consiglio, Onofrio Introna – colpisce l’immagine più vera della terra dell’ulivo, niente deve restare intentato per ridare salute al territorio, qualità alle nostre produzioni agricole, reddito ai produttori e serenità alle famiglie”. Nel documento si sollecita lo stanziamento di fondi a rimborso dei danni che la Xylella sta già provocando direttamente, ma anche per le conseguenze future dell’epidemia, che provocherà “mancata produzione, mancato reddito e mancata occupazione”.

CODACONS: AZIONE LEGALE IN FAVORE DEI SOGGETTI DANNEGGIATI – Nei confronti della situazione emergenziale si è mobilitato anche il Codacons, lanciando “una costituzione di parte offesa di massa nell’indagine della Procura, in favore di cittadini, coltivatori e proprietari terrieri del Salento, pesantemente danneggiati dalle conseguenze del batterio Xylella – spiega l’associazione – Attraverso tale costituzione, infatti, i soggetti lesi dalla distruzione degli ulivi potranno avviare l’iter per ottenere il giusto risarcimento dei danni materiali e morali subiti, nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili della diffusione della malattia o di eventuali omissioni o negligenze sul fronte della prevenzione”. A fare le spese dalla grave situazione determinatasi in Puglia “non sono solo i coltivatori, – si sottolinea – ma l’intero Salento e i suoi abitanti, i quali vedono il territorio devastato da Xylella – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Per tale motivo invitiamo tutti i residenti della zona e coloro che possiedono ulivi nelle aree colpite dal batterio ad aderire all’azione risarcitoria, inviando una mail all’indirizzo info@codacons.it, per ricevere tutte le istruzioni sulla costituzione di parte offesa”.

Siria Garneri

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