sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Adozioni. Cambia la legge sull’anonimato
Pubblicato il 18-06-2015


Adozioni bambini-diritti-anonimatoLa Camera dei deputati ha approvato in prima lettura (con 307 voti favorevoli e 22 contrari) il DDL che modifica le norma sul diritto all’anonimato della donna che partorisce senza poi riconoscere suo figlio. Nel testo si stabilisce che il figlio adottato può, dopo il compimento dei venticinque anni di età, presentare istanza alla magistratura (ma per una sola volta nella vita) per sapere chi è che lo ha messo al mondo. A quel punto il giudice dovrà disporre (con il massimo della privacy possibile e con l’obbligo assoluto di riservatezza per tutti gli operatori coinvolti nell’accertamento) che venga interpellata la madre biologica: per sapere se di fronte a questa richiesta del figlio naturale intende revocare la sua originaria pretesa di anonimato.

Con questa decisione la Camera recepisce diversi trattati e sentenze sovranazionali (Onu e Ue), ma anche nazionali (Corte Costituzionale) per cui un figlio adottato (al 25esimo anno di età) ha il diritto a conoscere l’identità della madre, sempre che quest’ultima lo voglia, mentre potrà comunque conoscere l’identità della madre quando ella sarà deceduta. Durante il suo intervento nell’aula di Montecitorio per dichiarazione di voto favorevole su “Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità”, la deputata socialista, Pia Locatelli, ha precisato che c’era da tenere conto “da un lato, vi è il diritto della madre a partorire anonimamente e a mantenere l’anonimato, condizioni indispensabili, come ha sottolineato la collega Binetti, in alcuni casi per evitare l’aborto o il parto clandestino o l’abbandono del nascituro.

Dall’altro lato – ha aggiunto – vi è il diritto, sancito da una sentenza della Corte europea e ribadito dalla Corte costituzionale italiana, di chi nasce da un parto anonimo a conoscere le proprie origini”.  ”Ancora una volta – ha spiegato la deputata – siamo chiamati ad intervenire in ritardo, sotto la spinta di due sentenze, con il potere giudiziario che si è di nuovo sostituito a quello legislativo, svolgendo un ruolo di supplenza, con una confusione di poteri che è sempre negativa e che mi auguro non si riproporrà in futuro, quando affronteremo temi urgenti, quali, ad esempio, il testamento biologico oppure le unioni civili oppure i matrimoni tra persone dello stesso sesso”. La Locatelli ha ricordato le sue sentenze in merito, quella del settembre 2012 e quella italiana della Corte costituzionale che dichiarava parzialmente illegittima la norma sull’anonimato delle madri.

“Ci siamo davvero ritrovati in una situazione molto complicata, perché non era facile trovare l’equilibrio. Non è ‘un po’ di diritto a te e un po’ di diritto a me e siamo pari’. Non può essere così, non è così. Quindi, bisognava trovare i criteri guida per le nostre decisioni. E noi, componente socialista, abbiamo assunto come criterio quello delle minori sofferenze possibili e delle conseguenze meno pesanti, perché è sempre tutto molto difficile e molto complicato”. Ha ricordato la deputata socialista.

“Quindi – ha concluso Locatelli – siamo contenti che il prevalere della volontà della madre sia stato ribadito, pur trovando una soluzione quando una madre decide di cambiare idea. Questo è il grande nodo di questa legge, la parte che trovo più positiva di questa legge. Questa legge colma un vuoto che c’era. Una donna al momento del parto poteva dichiarare una volontà di anonimato e questa volontà sarebbe durata per sempre.

Con questo provvedimento, consentiamo a una donna che ha visto le sue condizioni di vita cambiare, di cambiare idea e siamo d’accordo. Quindi, la componente socialista voterà a favore di questo provvedimento”.

Liberato Ricciardi

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