sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Albania, la strada delle riforme targata Edi Rama
Pubblicato il 25-06-2015


Edi Rama-Albania-socialistiIn Albania, la coalizione guidata dal Partito Socialista ha vinto nettamente il turno di amministrative tenutosi lo scorso weekend. Sui 63 comuni totali dove si è votato, i socialisti ne hanno conquistati 44, tra cui la capitale Tirana, strappata all’opposizione di centro-destra. Si tratta evidentemente di un grande successo del partito di governo e del suo leader, Edi Rama, attuale primo ministro dopo la vittoria nelle elezioni politiche di due anni fa.

Di professione pittore, affermatosi sulla scena politica come sindaco di Tirana, Edi Rama, dopo aver portato il Partito Socialista alla vittoria nel 2013, si è impegnato in un vasto piano di riforme. I maggiori interventi hanno riguardato il rafforzamento dello stato di diritto, tramite misure contro abitazioni abusive e mancati pagamenti dell’energia, ma sono stati approvati interventi anche sul sistema scolastico, sulla ripartizione amministrativa e sulla giustizia. Rama è stato inoltre protagonista di un’intensa attività promozionale del suo Paese all’estero, con una particolare attenzione all’Italia. Anche grazie ad una personale amicizia con il premier Matteo Renzi, il primo ministro albanese ha partecipato a numerose iniziative nel nostro Paese e ha lanciato diversi appelli agli imprenditori italiani per investire in Albania.

ALBANIA_festa_socialisti_

Negli ultimi anni, il numero di imprenditori italiani che investono al di là dell’Adriatico è in costante crescita. L’Albania, un tempo terra povera e da cui in molti emigravano, è oggi una meta interessante dove fare impresa. I motivi sono diversi: la vicinanza geografica e culturale con il nostro Paese, l’alta percentuale di persone che parlano l’italiano, una forza lavoro qualificata e a basso costo, una flat tax del 15%. E’ innegabile che la crisi economica sia stata un ulteriore fattore che ha spinto gli imprenditori nostrani a guardare all’estero, in Paesi dove la burocrazia è più semplice, gli spazi di investimento maggiori e le tasse inferiori. Per quanto il numero degli investimenti italiani è in crescita continua da anni, il quadro non è esente da ombre. L’Albania è ancora un Paese con un’alta corruzione e una forte criminalità organizzata, elementi sfavorevoli alle attività economiche legali. Inoltre, non tutti gli investimenti italiani sono storie di successo, poiché a fianco ad aziende ormai radicate, vi sono anche casi di fallimenti impietosi, come la televisione Agon Channel, prima tv italiana delocalizzata in Albania, il cui proprietario è stato recentemente accusato di riciclaggio e falso in documentazione dalla Procura di Tirana.

Ulteriormente rafforzato dalla recente affermazione elettorale, dunque, il governo socialista ha ora l’opportunità di continuare nel processo di riforma e di proseguire nel percorso di avvicinamento del proprio Paese agli standard europei. Al contempo, continuerà sicuramente la cooperazione e la partnership con l’Italia, nella chiave di un crescente interscambio commerciale tra due Paesi così vicini dal punto di vista geografico, storico e culturale.

Riccardo Celeghini

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