venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ambiente, Bergoglio guarda avanti
Pubblicato il 17-06-2015


È già stata battezzata “l’Enciclica Verde”. La lettera pastorale del Papa indirizzata a tutti i fedeli, anticipata dagli organi di stampa, rappresenta una novità apprezzabile nel panorama cattolico. Dall’acqua pubblica all’inquinamento globale, fino al problema del clima, il testo di Jorge Bergoglio rappresenta un vero e proprio manifesto ecologista.

Duecento pagine che sorprendono positivamente per i contenuti universali e fortemente ambientalisti. Un messaggio rivolto non solo ai cristiani, ma “a tutti gli uomini di buona volontà”. Indicativo è il titolo che il Pontefice ha voluto dare all’enciclica: “Laudato Sii”, un deciso riferimento a Francesco d’Assisi e al suo stile di vita. Da San Francesco a Papa Francesco, dunque. La chiesa sembra aver intrapreso una nuova strada.

Anche il mondo cattolico, quindi, mette al centro del suo cammino l’ambiente e la lotta all’inquinamento. Temi cari al Partito Socialista, che da sempre si batte nelle Istituzioni locali e nazionali per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una vita ecosostenibile. Il futuro del nostro Paese, così come quello delle altre nazioni, è legato indissolubilmente all’ambiente. Nutrire il Pianeta senza danneggiare gli ecosistemi, contrastando i cambiamenti climatici, rappresenta la sfida più importante che la popolazione mondiale dovrà affrontare nei prossimi anni.

L’obiettivo deve essere quello di spezzare l’antica congiunzione tra crescita economica e danno ambientale tramite un migliore uso delle risorse naturali. Far prosperare il Paese e al tempo stesso tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini è possibile. In questo senso, un ruolo decisivo spetterà ai governi: la politica ha il dovere di indirizzare l’industria verso la riduzione degli agenti inquinanti. Le condizioni ci sono tutte. Non è un caso, infatti, che durante la crisi economica l’unico settore che ha aumentato posti di lavoro e fatturato è quello della green economy.

Negli ultimi anni qualcosa è stato fatto, sia in Italia che in Europa. L’Ue ha infatti messo in piedi un’efficace rete di misure, che ha consentito il netto miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua nei Paesi del continente. Anche il Parlamento italiano ha mostrato sensibilità verso i temi ambientali approvando provvedimenti come il Collegato Ambiente, disposizioni contro il consumo del suolo, l’erosione costiera e gli ecoreati. Oggi, grazie anche al lavoro dei parlamentari socialisti, chi inquina ne risponderà direttamente in tribunale. Una svolta di civiltà, un risultato storico.

Tutto ciò, però, non basta. C’è ancora parecchio da fare. Le sollecitazioni sugli ecosistemi restano sempre pesanti. Rimangono, infatti, annosi problemi come la scomparsa delle zone rurali, la contaminazione del cibo e la crescita della quantità dei rifiuti. Solo inserendo l’ambiente al centro di tutte le attività (energia, trasporti, agricoltura, industria) si potrà consegnare un futuro sereno alle prossime generazioni.

Con “Laudato Sii” il Papa denuncia l’incuria in cui versa il Pianeta. Un lodevole invito a cambiare direzione ma anche un allarme lanciato al mondo per un globale esame di coscienza. Ora che anche la Chiesa si è fatta portavoce della “battaglia” ecologica, è forse arrivato il momento della svolta. L’auspicio è che adesso l’ambiente diventi davvero l’elemento cardine del nostro sviluppo.

Oreste Pastorelli

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Commenti all'articolo
  1. Ottimo Pastorelli, ancorchè particolarmente isolato nel nostro partito sui temi ambientali.
    La terza via tra Renzi e Landini è quella ecosocialista, in grado tra l’altro di recuperare alcune tematiche, vincenti, dei Grillo e dei Salvini, depurandole dalla enormi impurità.

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