domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Anche la Corte dei Conti dice: basta tasse
Pubblicato il 25-06-2015


Pressione fiscale-Corte dei ContiBasta tasse. È una lamentazione diffusa che sale da tutte le categorie, pensionati compresi. Oggi è la volta della Corte dei Conti che in occasione del rendiconto generale sui Conti dello Stato, per bocca del suo presidente Enrica Laterza, nella sua relazione ha avvertito che “difficilmente il sistema economico potrebbe sopportare ulteriori aumenti della pressione fiscale”. Anzi, bisogna andare in direzione opposta per ridare “capacità di spesa a famiglie e imprese” così come avvenne con le norme per “ ridurre il cuneo fiscale sul costo del lavoro”.

Nella sua relazione il presidente della Corte dei Conti Ha sottolineato anche altri punti dolenti, o molto dolenti, dei conti pubblici.

Preoccupazione è stata espressa anche per la crescita costante della spesa pensionistica, certamente da mettere in relazione alla riduzione della platea degli occupati, alla riduzione delle retribuzioni e alla ‘qualità’ dei contratti. Un punto di crisi che si coniuga con la “caduta verticale degli investimenti”. Diventa allora sempre più difficile ottenere risparmi dalla spending review e anche per questo motivo il rapporto tra debito e Pil ha oramai raggiunto il 132,1 per cento ed è aumentato ancora di 3,6 punti mentre nella media dell’Eurozona il rapporto tra debito e Pil ha oramai superato il 95 per cento. “Nell’area dell’euro- ha sottolineato Laterza – l’Italia resta, quindi su un livello particolarmente elevato, ma in un contesto di generale tendenza all’aumento del rapporto”.

Il punto più interessante della relazione è stato però forse quello che ha segnalato l’incongruenza di scelte strategiche come quella delle ‘esternalizzazioni’ che anziché produrre risparmio generano più spesa. Il meccanismo, con la deriva degli appalti e dei subappalti, per produrre lo stesso risultato impegna a volte le stesse quantità di risorse che però non vengono neppure distribuite ai lavoratori, che invece in questo modo sono spesso pagati male, sottopagati e supersfruttati, con contratti temporanei. Per di più il sistema consente di sfuggire a un efficace controllo della spesa. C’è “una vasta costellazione di Enti e società strumentali o complementari rispetto alle Amministrazioni di riferimento”, –  recita la relazione – protagoniste di un processo di “esternalizzazione” che si traduce, in alcuni casi, “nell’elusione dei vincoli rigidi imposti alla spesa e alla gestione del personale, con il rischio di aggravio dei costi”; né sono “meno rilevanti gli effetti sul piano dei controlli esterni”.

Insomma alla fine si spende di più e peggio.

Redazione Avanti!

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