sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Bad Bank. Nessuna tutela
prevista per i correntisti
Pubblicato il 26-06-2015


bad bankE’ recente l’approvazione del governo di uno schema di decreto legge per attuare la strutturazione della Bad Bank. Si dà prosieguo alle recenti considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia, Visco sulle sofferenze (crediti in contenzioso ad oggi inesigibili) oggettivamente, aumentate degli istituti di credito.

Si è ritenuto che intanto è possibile che le imprese abbiano maggiore liquidità, qualora le Banche siano liberate dalle dette sofferenze, crediti incagliati da trasferire a cessionari che ne curino il relativo incasso, dietro la corresponsione di un prezzo di cessione, inferiore notevolmente al valore nominale del credito.

E’ in studio di predisporre un organismo pubblico che possa garantire la protezione, se i cessionari non conseguano la realizzazione del credito acquistato (si pensi alla operazione SGA quando fu salvato il Banco Napoli).

Nello schema di decreto per esempio è previsto che la perdita possa  essere defiscalizzata solo in un anno.

Si rafforza anche il potere delle banche, rendendo ancora più spedita la già snellita espropriazione forzata.

Questa iniziativa nasce tuttavia ancora contro i soggetti deboli del rapporto, i correntisti. Infatti alcuna guarentigia è delineata per il debitore, anche al cospetto di un credito contestato o addirittura di natura usuraria. Le banche godono del potere, per esempio, di  ottenere un decreto ingiuntivo solo attraverso una dichiarazione (che può essere anche mendace) che il proprio credito sia certo liquido ed esigibile. Con l’ingiunzione si consegue il titolo di iscrivere ipoteca giudiziale e addirittura di incardinare un pignoramento sui beni del debitore.

Si scopre dopo che il credito è usurario o inesistente, ma intanto in forza di esso un patrimonio è stato bloccato, si è subita la segnalazione alla centrale rischi e se del caso, come sta avvenendo, un ricorso di fallimento. Le banche restano comunque impunite.

Nessuna forza politica si fa portatrice anche di queste esigenze, oramai neglette nei programmi dei partiti  per incompetenza e perché sono prone ai poteri forti: la bancocrazia della razza padrona. 1q

Noi segnaliamo il dato culturale: l’assenza dei partiti che non vedono la distruzione del tessuto economico delle piccole e medie imprese e siamo pronti anche ad audizioni parlamentari per rappresentare le voci dei deboli nel sinedrio dei più forti.

di Angelo Santoro e Biagio Riccio                                                      

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Commenti all'articolo
  1. Nonostante la puntuale raccolta di dati e testimonianze fatta dal Giornalista Santoro e dall’eccezionale Avv. Riccio, attraverso la pubblicazione del loro primo volume “gli istituti di discredito”, presentato a dicembre scorso presso la biblioteca Giovanni Spadolini- Senato, Roma e la presentazione, ieri, del secondo libro “gli istituti di discredito2” alla Borsa Merci di Milano, nessuna forza politica presente in Parlamento si è fatta carico, ad oggi, del problema dell’usura bancaria che ha mietuto, in questi ultimi anni, numerose vittime (suicidi) nel mondo dell’imprenditoria e tra la gente comune. La più recente quella dell’altro ieri del noto Imprenditore veneto. Ebbene, nello stesso giorno in cui accadeva ciò il sottosegretario all’economia annunciava la volontà del Governo di decretare, ancora una volta, un ennesimo regalo agli istituti di (dis)credito! Ciò a spese del pubblico bilancio e, quindi, sulle spalle anche di quei Cittadini che sono stati vessati dagli stessi destinatari di queste regalie. La motivazione addotta dal sottosegretario, pur timoroso per l’annuncio che stava per fare, è stata quella del rispetto delle direttive comunitarie. In sostanza, la sortita è simile a quella del Parlamentare con condanna passata in giudicato, magari nelle parie galere, al quale si continua a corrispondere l’indennità parlamentare!
    Mi chiedo, con spirito mazziniano: non sarebbe forse più giusto ed etico verificare se questi soggetti rispettino i loro doveri verso il Paese per poi, eventualmente, tutelarli dei propri diritti? Ma questa cultura, se mai è esistita nel nostro Paese, si è completamente persa! Credo che bisognerebbe ripartire da lì per sperare in una ripresa economica, ma prima ancora morale. Un plauso ai due “disturbatori” per l’impegno con cui stanno portando avanti il problema ed un invito a tutti i mass media per informare diffusamente “il popolo”.

  2. Eccomi qui al vostro fianco a gridare allo scandalo che commette chi continua a tacere o, peggio, a non impegnarsi per l’onore, la giustizia, il dovuto risarcimento ai vessati, che continuano ad essere completamente ignorati da chi ha il dovere di promulgare Leggi per proteggerli e per condannare gli aguzzini. Sembra esistere una malefica assuefazione al male e all’ingiustizia, al punto da ritenere inutile qualsiasi lotta e preferire quindi il silenzio e l’indifferenza verso le Imprese che continuano a fallire senza colpa alcuna, e di fronte anche ai suicidi che a parer mio diventano, a questo punto, dei veri omicidi. Tutti sappiamo che si può ferire a morte anche solo con la parola, ma pensare che sia naturale scavalcare i cadaveri (Imprese e morti), voltando la testa da un’altra parte e continuando a “non sentire, non vedere, non parlare” come viene espresso senza parole dalle tre scimmiette che porto al collo come gioiellini (regalatemi da un mio ex rappresentante di Napoli, grande uomo d’onore), ritengo che sia una forma aberrante mentale a cui TUTTI dovremmo ribellarci. ” FRATELLI D’ITALIA SCOPRITE LE TOMBE, RISORGANO I MORTI…. E AVVENGA CHE L’ITALIA Si DESTI !!!!!! ” Sì, è un canto patriottico che merita di essere cantato anche per vincere la guerra che sta davanti ai nostri occhi, anche se non tuonano i cannoni, ma che sta tuonando qualcosa di peggio : IL SILENZIO di chi dovrebbe urlare. GRAZIE avvocato RICCIO e ANGELO SANTORO che purtroppo sembrate “voci che gridano nel deserto”, ma che esistete per dimostrarci che non siamo proprio soli. In punta di piedi un caloroso abbraccio.

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