mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

RAMADAN DI SANGUE
Pubblicato il 26-06-2015


Tunisia-attentato-tutisti-uccisi

Giornata di terrore sotto il segno della bandiera nera dell’Isis con un attacco sanguinoso a due villaggi di vacanze in Tunisia e due attentati-bomba in uno stabilimento industriale alle porte di Lione e in una moschea sciita di Kuwait city.

Il terrore sulla spiaggia della Tunisia si è scatentato questa mattina quando un commando armato di kalashinkov ha aperto il fuoco contro i turisti uccidendo almeno 28 persone. Secondo fonti tunisine almeno uno degli attentatori è stato ucciso dalla polizia. Gli attacchi sono avvenuti nelle spiagge di due alberghi, l’Hotel Riu Imperial Marhaba e il Port el Kantaoui, nella località turistica di Scusse, molto frequentata dai turisti stranieri, tantissimi italiani, e dagli stessi tunisini. Gli attentatori sarebbero arrivati sulla spiaggia a bordo di gommoni. Almeno uno degli attentatori sarebbe riuscito a fuggire mentre ancora non si hanno notizie dettagliate sulla nazionalità delle vittime.

Per il panico molti turisti si sono rifugiati nelle stanze. Non ci sono neppure ancora rivendicazioni dell’attacco che però assomiglia moltissimo a quello del marzo scorso al museo del Bardo.
L’Isis aveva nei giorni scorsi invitato i suoi militanti a moltiplicare gli attacchi nel giorno del ramadan.

Anche per l’attentato in Francia, si segue la pista del terrorismo islamico.
La Francia è di nuovo sotto shock dopo che stamattina intorno alle 10 in un’industria per la fabbricazione del gas, a Saint-Quentin-Fallavier, non lontano da Lione, un auto si è scagliata contro l’impianto provocando un’esplosione che fortunatamente ha avuto effetti limitati. L’attentatore è stato subito catturato grazie al coraggio di un pompiere addetto all’impianto che lo ha bloccato. Ma l’aspetto più terribile di questo che sembra essere verosimilmente un attentato terroristico è che è stato ritrovato sul luogo un corpo decapitato. Terribili i particolari resi noti dalla polizia. La testa è stata trovata infilzata su una recinzione e aveva sopra delle scritte in arabo. Vicino al resto del cadavere sarebbe stata rinvenuta anche una bandiera dell’Isis.

Dai primi accertamenti risulta che l’uomo ucciso è stato identificato come un imprenditore locale e ci si chiede dunque se il corpo sia stato portato sul posto prima dell’attentato. Nell’esplosione due persone sarebbero rimaste ferite. Il presunto attentatore, un 30enne già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato. Secondo quanto riferito dal prefetto di Isere Jean-Paul Bonnetain, il veicolo utilizzato per l’attacco nel sito di gas industriale aveva infatti un’autorizzazione ad entrare nella fabbrica e per questo non aveva insospettito la vigilanza. Anche stavolta i Servizi di Sicurezza francesi hanno fallito, l’attentatore, Yassin Salhi, era infatti conosciuto e messo sotto sorveglianza dal 2006 al 2008 da parte della Dgsi (Direction generale de la securité interieure).

Il Primo ministro francese Manuel Valls ha ordinato una “vigilanza rinforzata” su tutti i siti sensibili del Rodano-Alpi, in particolare nei tre comuni vicini al luogo dell’attentato: Valencie, Romans-sur-Isere e Montelimar dans la Drome. Alle 15 convocato il Consiglio di Difesa all’Eliseo, al rientro al rientro del Presidente Hollande dal summit europeo. Hollande che ha confermato la natura terroristica dell’attentato, ha affermato: “Non bisogna cedere alla paura”, e ha aggiunto: “L’emotività non può essere la sola risposta”.
Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, e quello degli Esteri, Laurent Fabius, si sta recando sul luogo dell’attentato. Cazeneuve ha, invece, mostrato cautela sulla matrice dell’attacco mantenendo un margine di mistero su quanto avvenuto. Anche se l’uomo che avrebbe fatto esplodere delle bombole di gas aveva con sè una bandiera con le insegne dell’Isis. “Nessun elemento corrobora per ora – ha detto – la teoria dell’implicazione dello Stato islamico”.

Nel terzo attacco della giornata, a Kuwait City, secondo il ministero degli Interni riferisce di almeno 25 vittime e più di 200 feriti durante la preghiera del venerdì in una moschea sciita. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis. Secondo quanto riferiscono testimoni oculari all’inviato dell’emittente televisiva panaraba al Jazeera, un uomo è entrato nella moschea con indosso una cintura esplosiva e si è fatto esplodere al grido di “Allah è grande”.

“Gli attentati di Lione e Tunisi rappresentano un ulteriore segnale dell’escalation di barbarie e ferocia del fondamentalismo a cui è necessario dare una risposta ferma e immediata”. Lo ha detto il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, parlando a margine di una manifestazione a Palermo. “Occorre che l’Onu assuma tutte le iniziative necessarie per spezzare una spirale di sangue che sembra inarrestabile e che da qualche ora ha interessato anche il Kuwait”- ha aggiunto Nencini, che esprime vicinanza ai popoli colpiti negli attentati”. “Tutto il mondo civile, dunque non solo l’occidente, deve essere mobilitato per porre fine con ogni mezzo al diffondersi del terrorismo fondamentalista. Si rafforzino le misure di sicurezza necessarie anche nel nostro Paese. L’allerta deve essere massima”, ha concluso.

Redazione Avanti!

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