mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Bizzarie oppositorie: falce e martello per rinnovare il Psi…
Pubblicato il 28-06-2015


Nulla da dire sul fatto che una parte piccola della cosiddetta piccola opposizione del piccolo Psi si sia riunita a Roma e abbia invitato anche Stefano Fassina, appena uscito dal Pd, quasi a mostrare come è fiorita la strada di una scissione. La cosa che mi ha impressionato, però, è il ricorso, come richiamo fondamentale presente nel podio, al vecchio simbolo del Psi, quello con libro e falce e martello. La falce e martello noi l’avevamo ripudiata perché storicamente comunista e proposta proprio da Bombacci al Pcdi. E il vecchio simbolo l’abbiamo sostituito al congresso di Torino del 1978 col garofano rosso. Poi, con Rimini 1987, anche il vecchio richiamo, che coesisteva col nuovo, è andato in soffitta. Vogliono i nostri amici e compagni ripudiare il Psi degli anni ottanta assieme alla sua simbologia? Tutta la nostra tradizione più recente, le nostre intuizioni sui meriti e bisogni, sulla grande riforma, sulla scala mobile e Sigonella, sul socialismo liberale. Insomma vogliono mettere in soffitta tutto ciò che di buono ci ha regalato, al Psi e all’Italia, la segreteria di Bettino Craxi e il nuovo corso socialista? Vogliono rianimare il socialismo frontista senza che il comunismo, da venticinque anni, ci sia più? È incredibile, ma pare che sia così. D’altronde la preferenza verso gli ex comunisti questo impone. Ex comunisti e vetero socialisti uniti nel nome della falce e martello. Incredibile.

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Commenti all'articolo
  1. Ti invio il mio intervento di vetero Socialista ma non filo comunista come mi vuoi far passare:
    Ricominciamo dal SOCIALISMO
    Convegno del 27 giugno 2015
    Intervento del compagno LUIGI PROIA
    Compagni, sono quindici giorni che mi pongo la domanda “Ricominciamo dal SOCIALISMO” per fare che?
    Certo per ribadire quello che ci ha insegnato il Compagno SANDRO PERTINI che SOCIALISMO significa LIBERTA’ e GIUSTIZIA SOCIALE.
    In questi anni, invece, la “giustizia sociale” è diventata una figura mitologica la “chimera” e la Libertà la vogliono limitare in nome di un efficientismo mediocre e antidemocratico. La cartina di tornasole è la “buona scuola” e l’eliminazione del Senato i cui rappresentanti saranno i consiglieri regionali, cioè coloro che per l’opinione pubblica rappresentano le istituzioni più contestate, in molti casi più corrotte. La prova è che alle ultime elezioni sono andati a votare meno del cinquanta per cento dell’elettorato.
    Allora perché ci troviamo qui, anzi perché mi trovo qui, quando come iscritto al PSI potrei delegare al segretario del mio partito la difesa dei Cittadini, per concorrere all’eliminazione di tutte le storture fatte in questo quarto di secolo da una destra nostalgica clerico-fascista con l’appoggio di comunisti, che ci tengono a dichiararsi di sinistra, in realtà sono soltanto dei piccolo borghesi opportunisti e profittatori di cariche e relative prebende. I nostri dirigenti, invece, dimostrano di essere degli efficienti deputati agli ordini di Renzi e co. in nome di un socialismo liberale che di socialismo non ha niente perché si avallano leggi che favoriscono minoranze economicamente forti e distruggono il lavoro e i lavoratori. In questo il “JOBS ACT “ , anzi direi nuova legge sul lavoro, fa testo.
    Se siamo qui, allora, è perché non accettiamo che la Repubblica venga manipolata e modellata al servizio di oligarchie, probabilmente massoniche, certamente reazionarie che stanno distruggendo la Repubblica nata dalla WWII.
    Che fare?
    Come prima cosa dobbiamo appoggiare chi denuncerà o ha già denunciato alla Corte Costituzionale la legge elettorale detta “italicum”, anzi direi “porcellum n.2”, dobbiamo partecipare a concorrere per i referendum, per bocciare tutte le modifiche che fanno e faranno alla “COSTITUZIONE”, ritenendo questo Parlamento non rappresentativo del Popolo Italiano perché eletto con una legge elettorale giudicata incostituzionale. Dobbiamo scambiare le nostre opinioni con tutti i Cittadini che si battono contro tutti i razzismi, che sono per gli Stati Uniti di Europa, ritenendo che la nostra Europa va da Lisbona a Vladivostok, e che i nostri migliori amici sono gli USA e noi Europei dobbiamo assumerci tutte le responsabilità nei confronti dell’Africa e dei paesi sottosviluppati.
    Per fare questo dobbiamo fare in modo che l’Italia per prima dia dimostrazione di essere un paese che ha capito la lezione dalla WWII e che, oltre ad avere dei diritti acquisiti, dia prova di assolvere ai propri doveri rispettando tutti i trattati ed elimini il proprio debito nei tempi previsti. Questo è possibile cominciando a ridurre del cinquanta per cento tutti coloro che vivono di politica e l’eliminazione reale di Regioni e Province ci permetterebbe di raggiungere questi obiettivi. La tecnologia oggi ha raggiunto una tale sofisticatezza che molti enti potrebbero essere sostituiti via WEB perché ormai servono soltanto per dare posti di amministrazione a laureati in scienze sociali o a ex-politici in servizio permanente dato che non sanno fare altro.
    So che dicendo questo qualche compagno mi accuserà di essere contiguo a Di Maio lungi da me questa idea per me i clown devono fare i clown non significa però che quello che dicono non abbia un fondamento.
    Vorrei che di queste iniziative se ne facesse carico il mio partito cioè il PSI che ha una storia per questo paese ed è stato sempre portatore di idee e iniziative a favore dei Cittadini e dell’Italia tutta.
    Vorrei che i dirigenti, Nencini in testa, dessero piena attuazione allo statuto del partito e mettessero in atto tutto quello affermato dall’elenco dei libri proposto come letture e vorrei sapere quello che sta succedendo nelle varie federazioni che dissentono da questa segreteria.
    Come ho già avuto modo di affermare chi dissente non ha l’EBOLA e non è un troglodita, come qualcuno vuole far credere, è soltanto un SOCIALISTA, senza aggettivi, che si batte per le proprie idee.
    Vorrei che la direzione ragionasse sul fatto che potremmo anche andare di fronte alla giustizia e appropriarci della sigla PSI e presentarci alle elezioni con il simbolo storico Falce Martello Libro e Sole Nascente perché quel simbolo è ancora capace di leggere il futuro.

  2. Caro direttore, in una Italia in cui ci sono e ci sono stati socialisti militanti a destra con gli eredi degli squadristi, non mi pare che sia tanto incredibile quanto avvenuto a Roma.

  3. Mi dispiace ma sono solito rispondere a tono. Al primo interlocutore dico che non conosce la storia. Quel PSI del 1919 che superò il 32 per cento era in realtà un partito a maggioranza comunista. Al congresso di Bologna decise di iscriversi all’Internazionale comunista, i riformisti di Turati erano un’esigua minoranza, nel 1921 i massimalisti (si chiamavano comunisti unitari) non vollero espellerli e per questo Mosca attaccò Serrati e ordinò la scissione e poi nel 1922 per non dover distaccarsi dai bolscevichi Serrati cacciò i riformisti che fondarono il Psu. A quello che mi ricorda che ci sono stati socialisti a destra gli ricordo che sono stati la stragrande parte degli elettori del vecchio Psi che per reazione al giustizialismo della sinistra hanno preferito per alcuni anni Berlusconi, compreso chi scrive, Bobo Craxi e il vostro… Bartolomei.

  4. Vero che la militanza a destra fu dovuta al giustizialismo della sinistra di allora, ma credo che la svolta massimalista di cui all’articolo sia altrettanto dovuta al liberismo della sinistra di oggi.

  5. La storia Socialista è stata sempre caratterizzata dallo scontro tra massimalisti e Riformisti. Non è accettabile che venga da Del Bue cancellata per alcuni periodi che non condivide. Anche il frontismo di Nenni, che è l’emblema del Riformismo Socialista, dovrebbe essere eliminato?. La bandiera presente all’Assemblea è una vecchia bandiera Socialista, comunque da rispettare e non disprezzare. Altrettanto inaccettabile giustificare le Tue scelte contraddittorie di essere andato con Berlusconi “perchè una parte di elettori Socialisti sono andati a destra, sbaglando clamorosamente”. Sono da 59 anni iscritto al PSI e non ho mai cambiato Partito pur nel dissenso e francamente ritenfo intollerabile questa continua solfa contro tutto quello che è di Sinistra. Ricordo che Nenni, in polemica con i Comunisti, gli diceva che nel 1921 avete fatto la scissione per fare la rivoluzione e non avemdola fatta, perchè non vi proponete di rientrare nel PSI?. Evita di dire bestemmie contro la gloriosa storia di oltre 120 anni dei Socialisti.

  6. Io non disprezzo un bel niente. Faccio un ragionamento deduttivo. Se si voleva esporre la vecchia bandiera del Psi perché non esporre quella del garofano, ma si è preferito ricorrere a quella con falce e martello? Casualità o scelta politica? Io propendo per la seconda, perché vi stimo.

  7. Sotto la bandiera rossa con la falce e il martello si sono perpetrati immani crimini contro l’Umanità, che poco hanno a che fare con il Socialismo; ma molto con il Comunismo.
    Se Bartolomei vuole indossare il colbacco ed indire una nuova perestrojka: tanti auguri! Già nel passato non ha funzionato e non funzionerà neanche questa volta.
    Stiamo calmi e valutiamo i fatti con obiettività. Ormai il PSI è un feudo del PD, che a sua volta è diventato un surrogato di DC. Se Bartolomei appare tanto accattivante, non è certo merito suo… semplicemente molti compagni vogliono ribadire che non si sono iscritti al PSI per morire democristiani! Stiamo attenti a non morire neppure comunisti però!

  8. Il vecchio non muore mai. Siamo tornati al PSIUP. Non c’è bisogno di confusione, ma di costruzione e di idee nel solco del liberal-socialismo di Craxi. Renzi si sta rivelando quello che si temeva: privo di una solida cultura politica e di riferimenti storici, ideali e culturali. Pare brancolare nel buio della storia. E’ su questa debolezza che dovremmo concentrarci altro che ritornare agli anni sessanta.

  9. Il Direttore dà una curiosa interpretazione della storia: identifica i comunisti nel 1919 in un partito Socialista, quando uno comunista nacque solo nel 1921, certo in quel periodo i cosiddetti massimalisti erano tanti, ma corrispondevano ciò che emergeva dal basso, dagli operai, dai contadini, da coloro che avevano sopportato i sacrifici peggiori della guerra e reclamavano terra, pane e lavoro. E’ lo stesso Salvemini a dichiarare che in Italia il pericolo bolscevico era una farsa e che la situazione era meno esplosiva che in Inghilterra. Quella maggioranza socialista sosteneva una sorta di rivoluzione sindacale, che era già stata negli intenti di personaggi come Corridoni e non era né comunista e né collateralista a governi come quello di Giolitti che utilizzò il fascismo per colpirne la base ed il consenso, con l’illusione di potersene poi liberare in fretta. Come si è visto la fretta, poi, durò ben 20 anni.
    Indipendentemente da ciò, in ogni caso, il PSI con la sua falce e martello, dalla caduta del fascismo, ha contribuito alla nascita della democrazia, della Costituzione, ha realizzato le riforme che nei primi anni 60 portarono alla distribuzione della ricchezza prodotta dal boom economico, ha migliorato la scuola pubblica (mentre adesso la sta affossando con il PD) ha varato lo Statuto dei Lavoratori, ha partecipato e vinto lotte importantissime per i diritti civili, ha contrastato il terrorismo di ogni colore, era la sinistra che oggi non esiste più.

  10. Ripeto quel che ho già scritto. Chi conosce la storia sa che al congresso di Bologna del 1919 il Psi aderì all’Internazionale comunista e che gli unici dissensi tra i comunisti unitari (Serrati) e i comunisti puri (Bordiga) erano relativi, nel 1921, all’espulsione immediata dei riformisti e al cambio immediato del nome in partito comunista. Gli altri 21 punti di Mosca erano tutti accettati.

  11. Ormai sfuggono i termini di paragone. La grandezza di quel che è già avvenuto impedisce di prevedere quel che potrà ancora avvenire: occorre lavorare ad un nuovo modello di scienza della politica.

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