giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Campania. De Luca presidente tra denunce e cavilli
Pubblicato il 18-06-2015


De Luca-RenziVincenzo De Luca è stato proclamato ufficialmente presidente della Regione Campania. La proclamazione è stata effettuata dall’Ufficio elettorale regionale della Corte d’Appello di Napoli. I delegati di M5S e Sel hanno presentato una “annotazione al verbale di proclamazione” con cui De Luca è stato proclamato. Un atto, presentato al verbale redatto dall’Ufficio elettorale regionale della Corte d’Appello, per affermare che “la sospensione avviene in maniera automatica” e che “qualsiasi atto a sua firma è nullo” mentre Forza Italia ha minacciato di denunciare il presidente del Consiglio “per reato di abuso di ufficio” se non si firmerà subito il decreto di sospensione.

GUERRIGLIA POLITICO-GIUDIZIARIA
Il pasticcio incredibile generato dalla candidatura dell’ex sindaco di Salerno, ha partorito così il primo atto della guerriglia politico-giudiziaria tra i fautori della ‘sospensione subito’ e i sostenitori della ‘linea attendista’. Nel primo caso la Regione marcerebbe verso il commissariamento e nuove elezioni mentre nel secondo si aprirebbe una parentesi di incerta durata ira di trappole giudiziarie fino a definitiva soluzione del caso. Un guazzabuglio di cavilli interpretativi che non è certo utile alla Campania che avrebbe bisogno di essere governata non solo bene, ma soprattutto subito.

Qualunque sia la conclusione, la vicenda De Luca pesa come un macigno sul Partito Democratico e sulla sua capacità di selezionare una classe dirigente all’altezza della situazione. E non ci fa certo una bella figura il ‘rottamatore’ che è segretario del partito e Presidente del Consiglio che si è acconciato a dare il ‘via libera’ a un candidato già ‘azzoppato’ come De Luca solo perché era l’unico che aveva una chance di vincere le elezioni. Se ora applicherà la legge rapidamente così come in passato è stato chiesto per Berlusconi o per altri amministratori locali, lascerà la Regione in grande difficoltà. Se invece pasticcerà con i tempi e le procedure, o peggio con qualche norma ‘ad hoc’, darà la conferma che non c’è differenza tra il ‘nuovo’ e il ‘vecchio’.

LA PALLA A PALAZZO CHIGI
Tocca adesso al tribunale di Salerno, dove è stata emessa la condanna a un anno per abuso d’ufficio contro De Luca, a dover inviare gli atti al Prefetto di Napoli per avviare l’iter della sospensione dalla carica di presidente della Regione Campania per effetto della dalla Legge Severino.
Secondo la Severino, si mette in moto un meccanismo automatico in base alla legge che vieta ai condannati di esercitare una funzione pubblica. Quando la sentenza sarà nelle mani del prefetto quest’ultimo dovrà inviarla alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Letta la sentenza, parte una procedura di accertamento, che consiste nel verificare la veridicità della decisione del tribunale. Infine il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, firma la sospensione e la invia al Prefetto di Napoli, che dovrà notificarla a De Luca. Da quel momento, il presidente eletto sarà sospeso, e potrà a quel punto ricorrere, anche in via d’urgenza, al tribunale ordinario civile. I giudici avranno due strade, confermare la sospensione o ‘congelare’ il provvedimento inviando gli atti alla Corte Costituzionale.

Il tutto potrebbe essere molto veloce oppure lasciare ampi spazi di manovra per interventi ‘politici’.

Concretamente l’atto di proclamazione è già stato consegnato al prefetto e dunque ora si tratta di metterla nelle mani dei carabinieri che la porteranno fino a Palazzo Chigi.

SOSPENSIONE DOPO L’INSEDIAMENTO
A quanto si sa Renzi e De Luca hanno concordato per far scattare la sospensione solo dopo l’insediamento della giunta e la nomina di un vicepresidente che potrà quindi governare la Regione durante il periodo di sospensione. La legge Severino, infatti, non sembra imporre al Governo un termine perentorio per la sospensione anche se a leggerla non sembra dare adito a interpretazioni di comodo. Comunque la procedura può presentare intoppi. Lo Statuto regionale della Campania impone infatti al neopresidente di presentarsi alla prima seduta del Consiglio Regionale, non oltre venti giorni dalla proclamazione, con le linee di indirizzo del suo programma per poi nominare la Giunta nei dieci giorni successivi, ma non è detto che De Luca possa davvero nominare un suo vice. L’avvocato Gianluigi Pellegrino – vincitore del ricorso sulla competenza del giudice ordinario e non del Tar per la Severino – contesta questo possibilità e Forza Italia ha minacciato di denunciare il presidente del Consiglio “per reato di abuso di ufficio” se non si firmerà subito il decreto di sospensione.

L’ex sindaco di Salerno è stato condannato per abuso d’ufficio dai giudici di Salerno per la nomina a project manager del suo ex capo staff, Alberto Di Lorenzo, nell’ambito della realizzazione nel 2008 di un termovalorizzatore in località Cupa Siglia. Il 5 giugno scorso il pm Roberta Penna ha depositato i motivi di appello alla sentenza chiedendo la riqualificazione della condanna da abuso di ufficio in peculato, reato originariamente contestato a De Luca.

Lorenzo Mattei

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