sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Crac Divina Provvidenza: “Tacete al Papa dei 30 mln”
Pubblicato il 19-06-2015


Card VarsaldiL’inchiesta sul crac da 500 milioni di euro della Casa di cura della Divina Provvidenza di Bisceglie (Bat), con sedi anche a Foggia e Potenza, che ha già portato alle richieste di arresto per 10 persone, tra cui quella del senatore Ncd Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta (BA), è arrivata Roma e sembra lambire le più alte gerarchie vaticane.

In ballo c’è una telefonata e il cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto dell’Educazione Cattolica, che parlando con il manager Giuseppe Profiti, suggerisce di tacere al Papa l’utilizzo di 30 milioni di euro provenienti da fondi statali destinati all’ospedale Bambin Gesù, di cui all’epoca Profiti era presidente, e che invece sarebbero finiti nell’acquisto dell’IDI, l’Istituto dermopatico dell’Immacolata.

I 30 milioni sarebbero stati assegnati al Bambin Gesù dalla legge di stabilità, ma secondo gli inquirenti, nelle intenzioni di Versaldi e Profiti, verrebbero utilizzati per un’altra struttura sanitaria, cioè appunto l’Idi, peraltro in Amministrazione Straordinaria e al centro essa stessa di un’altra indagine giudiziaria. Lo scopo sarebbe stato quello di far riacquisire l’Idi, prima di proprietà della provincia italiana dei Figli dell’Immacolata, alla Congregazione religiosa generale, utilizzando per questo fondi provenienti dallo Stato italiano.

Per la procura di Trani questo sistema troverebbe un parallelo anche per quanto accertato a proposito della bancarotta delle case di cura pugliesi della Divina Provvidenza, anche qui con Profiti nel presunto ruolo di trait d’union. Nell’inchiesta il cardinale Versaldi non sarebbe comunque indagato.

Comunque l’Ospedale Bambino Gesù “smentisce categoricamente che propri fondi di bilancio, meno che mai fondi pubblici, siano stati destinati all’acquisizione dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata”. “Neanche un euro dell’Ospedale – afferma la presidente Mariella Enoc – risulta distratto dalle attività cliniche, di ricerca o organizzative che riguardano l’Ospedale e i suoi pazienti”.
Giorni fa era uscita la notizia di accertamenti su almeno due alti prelati, uno dei quali avrebbe avuto un ruolo nella vecchia gestione dello Ior.

Intanto la giunta delle Immunità di Palazzo Madama ha ascoltato il senatore Azzollini, che ha già fatto ricorso al tribunale del riesame, per il quale è stata avanzata dai pm di Trani la richiesta di arresto. Ncd ed Fi attaccano parlando di ‘fumus persecutionis’ nei confronti del senatore. Di diversa opinione il senatore Pd Felice Casson. Mentre il socialista Enrico Buemi chiede l’invio degli ispettori alla procura di Trani. “A Trani – ha detto Buemi – ci vuole un’ispezione del ministero della Giustizia. Chiedo ad Orlando di mandare gli ispettori per verificare il comportamento di questi magistrati”. “Dal punto di vista di quanto emerge dalla documentazione in nostro possesso c’è un grande lavoro da fare per il servizio ispettivo del ministero della Giustizia e per il Csm. C’è la necessità di verificare il comportamento di pezzi dello Stato che hanno agito secondo finalità non previste dalla funzione che ricoprono. L’audizione – conclude – doveva essere pubblica perché anche voi giornalisti vi sareste convinti delle sue argomentazioni. Ha detto di tutto e ha portato dei documenti, ognuno in relazione ai capi di imputazione, con date precise e riferimenti puntuali”.

Redazione Avanti!

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