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Opinioni e commenti
 

De Magistris versus legge Severino: 3 a 0
Pubblicato il 25-06-2015


Luigi-De-MagistrisL’accoglimento del ricorso sblocca la sospensione: il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris vince anche il terzo round contro la legge Severino, e torna a sedersi sulla poltrona di Palazzo San Giacomo. La sospensione del provvedimento di sospensione durerà sino alla decisione della Consulta, sulla già sollevata questione di legittimità costituzionale, rimettendo le parti per il merito all’udienza fissata per il prossimo 26 ottobre. De Magistris: «Chi viene eletto deve poter governare». 

ACCOLTO IL RICORSO DI DE MAGISTRIS – La decisione della I sezione civile del Tribunale di Napoli sul ricorso del sindaco di Napoli conferma quindi quanto stabilito dal Tar della Campania lo scorso 30 ottobre, ossia la sospensione del decreto di sospensione firmato dal Prefetto secondo quanto disposto dalla legge Severino per gli amministratori condannati – anche in primo grado – per determinati reati (in questo caso l’abuso d’ufficio, ndr). Il Tribunale amministrativo campano aveva sollevato dubbi di costituzionalità su alcuni aspetti della norma. Nel frattempo il Consiglio di Stato ha stabilito che è il giudice ordinario – e non quello amministrativo – competente in materia. La decisione del Tribunale di Napoli potrà avere dei riflessi anche sul caso De Luca, il neo presidente della Regione Campania sul quale pendono gli effetti della legge Severino alla luce della condanna in primo grado inflittagli dal Tribunale di Salerno per abuso d’ufficio.

DE MAGISTRIS: CHI VIENE ELETTO DEVE POTER GOVERNARE – Dopo aver incassato il verdetto favorevole del Tar che bloccava la sospensione, dopo aver ottenuto dal Consiglio di Stato la conferma di quella decisione, oggi De Magistris ottiene anche l’accoglimento del suo ricorso da parte del tribunale ordinario. «Si riconosce che chi è stato eletto deve poter esercitare il diritto-dovere di svolgere le funzioni e, se ciò non avviene, si causa un danno e si lede un diritto del candidato e degli elettori. Ora la Consulta stabilirà i corretti confini costituzionali della norma» ha reso noto dopo aver appreso il verdetto dei giudici ordinari. «Quando io sono stato eletto la Severino non esisteva» conclude de Magistris – che in questi mesi ha governato la città per strada – ricordando che la sentenza ordinaria è riferita specificatamente al suo caso. Il ‘caso De Luca’ – sembra quindi sottintendere il sindaco di Napoli – è altra cosa.

DI LELLO: LA STRADA HA PERSO UN OTTIMO SINDACO – Sulla vicenda è intervenuto il deputato Psi, Marco Di Lello che in un tweet ha ironizzato: «De Magistris resta in carica. La strada ha perso un ottimo sindaco. Ma ci tornerà il prossimo anno, quando saranno i cittadini a giudicare la sua incapacità amministrativa, anziché i suoi ex colleghi magistrati».

LA CONDANNA A DE MAGISTRIS – Lo scorso 26 settembre il sindaco di Napoli era stato condannato – in primo grado – a un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa) per abuso d’ufficio, in relazione all’inchiesta Why Not da lui condotta nel 2007, quando ancora indossava la toga da magistrato. In particolare l’accusa di abuso d’ufficio nei confronti del sindaco di Napoli – e del consulente informatico Gioacchino Genchi – concerne l’aver acquisito le utenze, senza le necessarie autorizzazioni parlamentari, – di Romano Prodi, Francesco Rutelli, Clemente Mastella (all’epoca ministro di Giustizia, ndr), Antonio Gentile e Marco Minniti.

Siria Garneri

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