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Opinioni e commenti
 

Debito. Tsipras: il popolo valuterà il piano dei creditori
Pubblicato il 27-06-2015


Grecia-crisi-UEA fine aprile lo aveva accennato, ora, fuori tempo massimo, fissa una data precisa: il primo ministro greco, Tsipras – dopo settimane di negoziati infruttuosi – ha infatti deciso che ad accettare o meno la proposta dei creditori internazionali sarà il suo popolo – il 5 luglio – ossia sei giorni dopo la scadenza del rimborso di 1,6 miliardi di euro al Fmi. Per consentire la consultazione popolare, i creditori dovrebbero concedere una nuova proroga della scadenza. Nel frattempo è scattata la corsa agli sportelli.

TSIPRAS: RICHIESTE INACCETTABILI – Il capo del governo di Atene si è dichiarato costretto a indire il referendum poichè i partner dell’Eurogruppo hanno imposto alla Grecia  un ultimatum che è contro i valori europei e che ha lo scopo di «umiliare i cittadini greci», per cui «siamo obbligati a rispondere sentendo la volontà del popolo sovrano». Tsipras è tornato poi ad attaccare i creditori internazionali dichiarando che le loro proposte sono dei «pesi insopportabili che avrebbero aggravato la situazione del mercato del lavoro e aumentato le tasse».

L’ULTIMATUM DI UE, BCE E FMI – Nel tentativo di raggiungere un’intesa con il governo ellenico, ieri, la cosiddetta ex troika aveva avanzato un piano che consisteva nella proroga – fino a novembre – all’attuale programma di aiuti. Questo periodo di estensione sarebbe servito a erogare al governo di Tsipras un nuovo finanziamento da 12 miliardi in cambio di un’intesa sulle riforme volute dalla ex troika (soprattutto nell’àmbito di pensioni e tasse, ndr). A questa entità si sarebbero aggiunti 3,5 miliardi da parte dell’Fmi.

CORSA AGLI SPORTELLI – In seguito al rifiuto del nuovo piano di aiuti finanziari – e soprattutto dopo l’annuncio di Tsipras di voler indire un referendum sulla questione, è scattata di nuovo la corsa agli sportelli da parte dei cittadini greci per timore di vedere introdotti tetti ai prelievi e ai movimenti di capitali.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Sapete cos’è che più incattivisce un antico federalista europeo come me? Che l’Unione europea si è ridotta a trattare i popoli come le banche trattano gli insolventi.
    Ma è politica questa? Si, solo per difendere gli interessi elettorali della destra europea. Sanguina il cuore a vedere che anche i socialisti sono allineati con questo indirizzo politico.
    Tsipras che chiama al referendum i greci a me ricorda i partigiani che, andando a battersi contro i nazi-fascisti, riscattarono l’onore dell’Italia dal ventennio dittatoriale.

  2. il 3 ci sarà il convegno “socialisti per un altra Europa”, bene! È un evento tempestivo rispetto al caso Grecia.Mi auguro che Riccardo Nencini voglia assumersi una posizione davvero socialista che in questo articolo non traspare .
    Paul Krugman sta difendendo in queste ore la posizione di Tsipras e Varoufakis, non credo che Krougman possa definirsi irresponsabile e giocatore d’azzardo.

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