mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Donne, rendere operativo il Piano antiviolenza
Pubblicato il 05-06-2015


Violenza-sulle-donne-LocatelliLa violenza contro le donne è un fenomeno ampio e diffuso: 6.788.000 donne hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni; il 20,2% ha subito violenza fisica; il 21% violenza sessuale. Numeri che emergono dal rapporto “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”, presentato oggi da Giovanna Martelli, consigliera del presidente del Consiglio dei ministri in materia di pari opportunità e dall’Istat e che segnano una diminuzione dei casi di violenza. Negli ultimi 5 anni sono diminuite le violenze fisiche o sessuali contro le donne: sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

Tuttavia l’Istat certifica che le violenze sono più gravi; aumentano quelle che hanno causato ferite, dal 26,3% al 40,2%.

Il Rapporto Istat evidenzia come sia in calo sia la violenza fisica sia quella sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all’11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner. In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.

Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner.

Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%. Il Rapporto segnala però anche elementi negativi. Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3%
al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

“Oggi con questi dati cerchiamo di capire i punti di forza e di debolezza dell’attuale sistema di prevenzione delle violenze – ha detto Giovanna Martelli, consigliera del presidente del Consiglio dei ministri in materia di Pari Opportunità – gli strumenti per combattere i fenomeni non devono essere per forza legislativi. È stato varato il Piano Antiviolenza che prevede interventi una serie di interventi ed è un atto di programmazione sistemico per uscire dall’emergenza. Bisogna proseguire questo percorso”.

“I dati forniti dall’Istat sulla violenza contro le donne – ha commentato Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne e deputata del Psi – indicano che la strada da compiere è ancora molto lunga. Ci preoccupa il numero dei femminicidi e degli stupri, che è ben lontano dal diminuire soprattutto nei confronti delle straniere, il fatto che questi atti siano sempre più spesso compiuti sotto gli occhi dei figli e delle figlie, che sia aumentato il numero delle ragazze al di sotto dei 16 anni che ha subito una forma di violenza.

Ci conforta, invece, il fatto che sia aumentata la consapevolezza femminile, che molte più donne trovino il coraggio di denunciare le violenze subite e gli episodi di stalking, che ci sia più fiducia nelle forze dell’ordine. Un passo avanti dovuto senza dubbio al preziosissimo lavoro compiuto dalle associazioni sul territorio, ma anche a questo Parlamento che si è dimostrato sin dall’inizio della legislatura particolarmente sensibile al tema, approvando la legge Convenzione di Istanbul e subito dopo quella contro il femminicidio. Alla luce di queste nuove statistiche – ha concluso – bisogna rendere subito operativo il Piano antiviolenza, che dovrà essere modificato coinvolgendo le Associazioni, che sono le vere esperte del settore, e affidando la raccolta dati all’Istat per competenza e per continuità, e anche per dare alle statistiche relative alla violenza, che devono avere cadenza biennale, la stessa ufficialità e quindi pari dignità di quelle sul lavoro, sulla povertà e sui dati economici”.

Redazione Avanti!

 

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