venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nasce il Premio di ricerca in memoria di Di Vagno
Pubblicato il 04-06-2015


Premio Di Vagno-PsiÈ definitiva l’approvazione da parte della Camera – a larga maggioranza – della proposta di legge che istituisce il Premio biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno, il deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921. Soddisfazione è stata espressa dai deputati socialisti, Marco Di Lello e Pia Locatelli: “Un riconoscimento per la storia socialista e per l’opera di Giuseppe Di Vagno, prima vittima dello squadrismo fascista”.

IL PREMIO BIENNALE DI RICERCA – Il Premio prevede una Borsa di studi ripartita in due anni di 40.000 euro da assegnare per concorso a un ricercatore di storia contemporanea e di scienza politica, e lo stanziamento di un contributo straordinario per la Biblioteca e l’Archivio storico della Fondazione. Il Premio prevede anche disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell’archivio storico della Fondazione Di Vagno, per la conservazione della memoria del deputato socialista, il primo assassinato nella storia d’Italia, il primo vittima della violenza fascista.

DI LELLO E LOCATELLI: UN RICONOSCIMENTO DELLA STORIA SOCIALISTA – “Un riconoscimento per la storia socialista e per l’opera di Giuseppe Di Vagno, prima vittima dello squadrismo fascista”. Questo il commento dei deputati del Psi Marco Di Lello e Pia Locatelli. “La Fondazione Di Vagno, rara eccezione di ente culturale che opera nel Mezzogiorno, – hanno continuato gli esponenti socialisti – ha il merito di tenere viva la sua memoria e di diffondere una storia spesso ignorata nelle nostre scuole e non parlo della storia del socialismo, ma di quella dell’Italia, che è anche, ovviamente e non solo, quella del socialismo. Senza conoscere la storia non si può fare buona politica, non si possono comprendere i conflitti internazionali che lacerano il mondo, non si possono crescere figli e figlie. Per questo dobbiamo essere grati alla Fondazione Di Vagno e a tutte quelle fondazioni che tra mille difficoltà economiche suppliscono a queste mancanze, custodiscono libri e giornali, fonti storiche insostituibili, e tengono viva la memoria”.

LA FONDAZIONE – Formalmente costituita alla fine degli anni ’70 da un gruppo di giovani intellettuali dell’area Socialista (ma non impegnanti organicamente nel Partito) la Fondazione sin da subito si prefisse obiettivi prettamente culturali. L’esperienza fu idealmente ispirata dall’operato dell’Istituto di cultura socialista “Giuseppe Di Vagno” animato a Bari dallo storico Antonio Lucarelli sul finire del 1943. Nel 2003 l’attività della Fondazione venne rilanciata a Conversano per l’intuizione di Gianvito Mastroleo e, come sede fu concessa dal Comune un’area del Monastero di San Benedetto. Nell’ultimo decennio, la Fondazione si è impegnata in attività di ricerca storica e approfondimento culturale, in particolare dedicata all’indagine della figura politica di Di Vagno e degli atti del processo a carico dei suoi assassini, esplorando a fondo il mondo del socialismo pugliese del ‘900. L’intensa e fertile attività ha portato l’istituto ad essere iscritto nella Tabella triennale del Ministero dei Beni e delle attività culturali sin dal 2009. La Fondazione intrattiene inoltre intensi rapporti di cooperazione con tutte le altre istituzioni culturali presenti in Puglia, in particolare con istituti culturalmente affini, come l’”Istituto pugliese per l’antifascismo e la Storia contemporanea” e la Fondazione “Gramsci di Puglia”.

Silvia Sequi

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