lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

G7, dalla Russia con (poco) amore
Pubblicato il 08-06-2015


G7-BavieraIl G7 di Elmau, in Baviera, che si conclude oggi, non è solo clima, immigrazione e Ttip, l’accordo sul libero scambio tra Usa e Ue su cui si sta imprimendo una forte accelerazione. Ma è soprattutto Russia e i suoi rapporti con l’Ucraina.

Nel comunicato finale del G7 infatti si sottolinea come le sanzioni “non verranno ritirate fino a che la Russia non avrà attuato completamente gli accordi di Minsk”. Anzi nel comunicato finale del vertice si legge che “siamo pronti a prendere ulteriori misure restrittive contro la Russia se non rispetterà gli impegni presi”. Anche il presidente Usa Barack Obama alla conferenza finale del vertice ha parlato senza mezzi termini dichiarando che “la Russia sta ancora violando gli accordi sull’Ucraina e se sarà necessario inaspriremo le sanzioni”. E poi ancora un affondo di Barack Obama contro il leader russo Vladimir Putin: sta portando il suo Paese alla rovina “nello sforzo di ricreare i fasti dell’impero sovietico”.

310x0_1433766859589_rainews_20150608143342798Insomma una posizione dura. Sostenuta anche dal cancelliere tedesco Angela Merkerl che in conferenza stampa ha affermato che “siamo pronti, ma non lo vogliamo, nel caso sia necessario, a rafforzare le sanzioni” verso Mosca. Mentre per il presidente del consiglio Matteo Renzi sulla crisi in Ucraina “la bussola è l’accordo di Minsk: se sarà rispettato sarà una svolta per l’Ucraina, per l’est dell’Ucraina”. Quanto alle sanzioni contro la Russia, “saranno affrontate nel consiglio europeo del 25-26 giugno”, ha aggiunto Renzi.

La vede ovviamente in modo diverso il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov secongo il quale l’Ucraina ha cercato di aggravare la situazione in coincidenza dell’inizio del vertice G7. C’è un legame con il G7 in corso, dichiara Lavrov, denunciando la “retorica pesante, aggressiva e militante proveniente da Kiev”. Per Lavrov l’Occidente deve fare pressing anche sul governo di Kiev affinché rispetti i propri obblighi. E il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov aggiunge di non vedere nulla di nuovo nella linea dura adottata dai leader del G7 per quanto riguarda le sanzioni.

Il portavoce di Putin ha allo stesso tempo sottolineato che “alcuni dei partecipanti” al G7 “parlano della necessità di promuovere il dialogo con la Russia e della impossibilità di risolvere i problemi seri senza questo dialogo”. E ha quindi espresso rammarico per il fatto che finora non è stato lanciato un appello ai firmatari di Minsk-2, piuttosto che a Mosca, affinché rispettino gli accordi per risolvere il conflitto in Ucraina.

Insomma la questione ucraina continua a tenere banco. Il presidente degli Usa Barack Obama e il capo di Stato francese Francois Hollande al termine di un incontro bilaterale a margine del summit si sono detti d’accordo sul fatto che le sanzioni contro la Russia debbano restare fino a quando Mosca non applicherà pienamente gli accordi siglati a Minsk e finora ripetutamente violati. L’Occidente contrasterà con fermezza “l’aggressione all’Ucraina” è l’avvertimento di Barack Obama lanciato nella prima giornata del G7. Le sanzioni rimarranno fino a quando non ci sarà una piena applicazione degli accordi di Minsk, e finché Mosca non rispetterà la sovranità di Kiev. E su questo hanno concordato, secondo la Casa Bianca, il presidente degli Usa e Angela Merkel già nell’incontro bilaterale che ha preceduto l’apertura dei lavori del summit. Non l’annuncio esplicito di una proroga, come vorrebbero gli Usa, ma un segnale in quella direzione. Stabilito in un incontro a quattr’occhi in cui si è parlato di Ucraina, rapporti con la Russia, Nato, Ttip. E Grecia. Putin non è infatti l’unica preoccupazione dei leader delle democrazie più industrializzate del mondo. E Obama ha parlato anche di questo con la Merkel, facendo capire di non volere problemi dall’Europa. Il presidente, e questo trapela solo da fonti americane, ha chiesto una soluzione su Atene “per evitare di innervosire i mercati”.

Con toni particolarmente duri, Alexis Tsipras è stato viceversa evocato da Jean-Claude Juncker, che elencando i rinvii del premier di Syriza ha sollecitato una proposta alternativa: vorrebbe “studiarla” per poterne discutere mercoledì a Bruxelles, al prossimo incontro.

Redazione Avanti!

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