domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Gaza. Netanyahu anticipa l’ONU e si autoassolve
Pubblicato il 15-06-2015


Gaza-bombardamenti civili“Meglio prevenire” deve essere la logica della strategia mediatica che ha convinto il premier israeliano Benjamin Netanyahu a anticipare la condanna prevista in un rapporto imminente della commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite sulla guerra a Gaza della scorsa estate pubblicando il risultato di due inchieste fatte in casa che si concludono assolvendo il Governo da ogni responsabilità per i fatti che gli vengono addebitati dalla comunità internazionale.

Col nome in codice “Operazione Margine di Protezione”, l’esercito israeliano in risposta ai lanci di razzi Kassam sui centri abitati più vicini alla striscia di Gaza da parte dei guerriglieri di Hamas, l’8 luglio 2014 avviò un’offensiva – oggi definita legale e legittima – con truppe corazzate, bombardamenti aerei e navali che coinvolse largamente la popolazione civile e distrusse una larga parte delle infrastrutture, scuole, ospedali, edifici pubblici. La rappresaglia si concluse il 26 agosto e dopo 51 giorni di bombardamenti il bilancio per la popolazione di Gaza fu di 2.141 morti, di cui due terzi civili e 536 bambini; 89 famiglie sterminate, oltre 10mila feriti, di cui 3.106 bambini, 17 mila case distrutte. Tra gli israeliani si contarono invece complessivamente 67 morti, di cui 64 furono soldati e tre i civili.

Il Governo israeliano contesta i dati dell’Onu, sostenendo che solo il 36 per cento delle vittime palestinesi era composto da non combattenti, mentre molti miliziani sono stati scambiati per civili e inoltre sostiene che l’offensiva militare non ha mai preso di mira intenzionalmente obiettivi civili.

I due rapporti israeliani, su cui si basano le dichiarazioni di Netanyahu, sono stati redatti uno dall’esercito e l’altro dal Gruppo Militare Internazionale. Sulla scorta dei due rapporti il premier israeliano ha duramente attaccato le Nazioni Unite accusando esplicitamente gli estensori del rapporto di sostenere accuse false perché dettate da posizioni preconcette contro Israele. “Chi vuole sapere la verità – ha detto – dovrebbe leggere questo rapporto, il rapporto di Israele e dovrebbe anche leggere il rapporto preparato dai generali stranieri”. “Chiunque invece voglia delle accuse infondate e preconcette contro Israele può perdere tempo a leggere il rapporto delle Nazioni Unite”.

Netanyahu ha rovesciato su Hamas, ogni responsabilità delle migliaia di morti innocenti accusando il movimento integralista palestinese di essere il vero responsabile di crimini di guerra, perché prende di mira i civili israeliani col lancio di razzi e usa i civili come scudi umani.

“Questo rapporto rappresenta il tentativo di Israele di autoassolversi dai crimini commessi a Gaza” ha commentato Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas. “È il tentativo israeliano di controllare il discorso internazionale anticipando il contenuto del rapporto del Consiglio dell’Onu sui Diritti Umani”. Quello israeliano è un rapporto “senza valore” e ha riconfermato la volontà dell’organizzazione di chiedere un’inchiesta internazionale.

Quasi contemporaneamente Israele ha archiviato l’uccisione di quattro bambini palestinesi sulle spiagge di Gaza durante un raid aereo il 16 luglio del 2014. Secondo la ricostruzione dei militari, l’aviazione aveva sparato sui quattro ragazzini mentre giocavano a pallone su una spiaggia di Gaza senza averli identificati come tali, ma ritenendo che si trattasse di uomini armati che correvano in un’area “utilizzata esclusivamente da militanti”. All’attacco avevano assistito diversi giornalisti stranieri e l’esercito israeliano aveva condotto un’indagine interna per possibile cattiva condotta militare, nel tentativo di respingere le accuse di crimini di guerra avanzate da più parti. La morte dei quattro ragazzini è stata definita “un tragico incidente” da un portavoce dell’esercito, il tenente colonnello Peter Lerner.

Redazione Avanti!

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