venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Gli errori di Obama
Pubblicato il 09-06-2015


Hillary Clinton, nella speranza di agguantare il voto dei democratici di sinistra nelle primarie per il dopo Obama, ha riconosciuto che i mujaidin afghani e la stessa Isis sono stati frutto degli errori di valutazione americana. Durante l’invasione sovietica dell’Afghanistan gli Usa dovettero appoggiare economicamente e militarmente la resistenza afghana che si poggiava sui futuri nemici. Forse Reagan allora non aveva alternative per bloccare l’espansionismo sovietico. Più difficile è comprendere l’errore di Obama nel conflitto siriano. Gli Usa potevano scegliere di appoggiare davvero l’opposizione ad Assad, impedendo che essa finisse in mano agli integralisti. Quando Obama si decise era tardi e avrebbe finito per dare una mano proprio all’Isis che si era nel frattempo consolidata e di fatto impadronita della resistenza, unendo il livore contro la dittatura interna a quello contro un occidente indifferente a ogni sorta di strage.

Quando Obama decise di intervenire venne frenato proprio dai suoi finendo per non fare una gran bella figura. Aveva perfino dato un ultimatum dopo il presunto ricorso a armi di distruzione di massa da parte del governo siriano. Poi, scoccata la fine dell’ultimatum, non accadde proprio nulla. A quel punto l’intervento avrebbe proprio spianato la strada all’orrore dell’Isis. Non poteva saperlo? Dopo avere deciso il ritorno dall’Iraq, lasciato in una situazione caotica e con una porzione di territorio vasta ormai in mano ai terroristi, e dopo l’intervento in Libia, voluto dai francesi, ma appoggiato dagli americani, che ha dato i frutti velenosi che conosciamo, adesso Obama ritiene che il pericolo più immediato sia l’espansionismo russo.

Si può giudicare come si vuole il governo Putin, si può contestare l’intervento a sostegno della popolazione russa dell’Ucraina e l’annessione della Crimea, ma perché non applicare le decisioni della cosiddetta Minsk due, che Putin nell’intervista al Corriere, dichiara di accettare integralmente? Davvero l’emergenza non è la lotta all’integralismo islamico, ma quella a Putin? Davvero la priorità non è quella di coinvolgere la Russia, che è membro stabile del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in una lotta senza quartiere all’Isis e al terrorismo che in diverse forme sta infettando i paesi arabi e mezzo continente africano? Chieda un parere all’Egitto, alla Giordania e allo stesso Israele. Ascolti l’Europa che con la Russia ha anche il dovere di difendere le sue esigenze commerciali e forse cambierà idea. D’altronde non sarebbe la prima volta …

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. C’era una volta il missile “honest John” ; ora c’è l’honest Obama, più di tanto non fa.
    Ma interrogarsi delle ragioni che spingono a continuare ad ostacolare la Russia – coinvolgendovi anche gli europei – sarebbe opportuno. Dando anche qualche risposta.

  2. Come tutti i politici hanno bisogno di un nemico. Le ultime generazioni dei presidenti americani, non fanno eccezione.Mantengono gli apparati militari in preallarme, studiano, spendo denari per gli armamenti, e cercano consensi all’estero per giustificare le loro pretese. Il punto è chi si presta a giustificare le loro pretese e perchè.I russi come gli americani ci hanno “liberato” dal giogo nazista, in cui ci eravamo infilati armi e bagagli.Le attuali contingenze politiche ci offrono l’opportunità di essere la cinghia di collegamento con la Russia di Putin. Bene cogliamo questa opportunità, senza false ipocrisie, ma guardando al bene “la pace” sopra ogni cosa, e a seguire verrà sicuramente anche il benessere.

  3. A mio avviso gli americani hanno sommato e continuano a sommare una valanga di errori, errori che la debole Europa non interviene a correggere,
    Prima con il loro interventismo poi con il loro non interventismo, prima con l’esportazione della democrazia poi con la ricerca dell’Islam cosi detto moderato finendo così con il dare riconoscimento e credibilità ai Fratelli Mussulmani, più pericolosi anche dell’Isis per il loro modo di scalare i gangli del potere sfruttando i sistemi democratici per poi rivelarsi i più Islamisti di tutti , con ciò che ne consegue.
    Esemplare di questi errori è l’Afganistan, si è voluto portare la nostra democrazia in un paese che non solo non ha conosciuto ,anche solo indirettamente ,la rivoluzione francese ma nemmeno era stata studiata,
    invece che ,con spirito internazionalista , creare una classe di oppositori che sapessero essere espressione di un Afganistan rivolto al futuro, si è finito con il dare armi all’Afganistan più conservatore e retrivo e si sono inventati presidenti e capi governo che erano , che nel migliore dei casi e i sindaci di Kabul ,ma più corrotti e più che mai e inaffidabili.
    Io ancora mi domando perché non si è rimessa in funzione la Loya Jirga l’assemblea dei capi e rimesso sul trono il re Mohammed Zahir Shah, prima che il colpo di stato lo detronizzasse aveva avviato anche se lentamente un rinnovamento dell’Afganistan, rinnovamento che avrebbe potuto continuare pur con lentezza e con tutta l’assistenza possibile di noi occidentali.
    Se in Afganistan e in Iraq gli Usa , con noi a rimorchio furono interventisti , nel caso Siria loro con noi siamo all’immobilismo colpevole. Andiamo cercando chi ci libera dal regime tirannico e finiamo con dare armi e credibilità politica a gruppi che sono peggio di chi vogliamo abbattere, finendo con l’avvantaggiare le follie dell’Isis, bombardiamo, ma più bombardiamo e più diamo dimostrazione della nostra debolezza.
    Il primo errore in Siria è stato giudicare la Siria come un tutt’ uno , invece la maggioranza di origine araba è il 75% della popolazione, altrettanto si può dire delle minoranze religiose, per tutte queste sia religiose che etniche come per la maggioranza della popolazione, il nazionalismo arabo influenzato dal nazionalismo Turco di Ataturk imponeva il riconoscimento dello stato come loro interlocutore a chi stato non ha mai avuto ma solo tribù e klan vari.
    Tutti si era in primis Siriani e tutti si dovevano riconoscere nel regime, questo annullava le varie differenze etniche e religiose lasciava ognuno libero di professare la propria fede, le proprie usanze purché non fosse messo in discussione il regime.
    Nel caso Siriano poi vi è un elemento in più gli Alawuiti da sempre una minoranza reietta, un tempo non considerata Islamica nemmeno dagli stessi Sciiti alla cui famiglia appartengono, furono prima al servizio dei francesi che ne fecero strumento nelle truppe e nell’amministrazione coloniale il loro strumento di potere, ora sono l’ossatura dell’esercito del regime degli Assad, per loro vincere o perdere questa guerra non significa la caduta o meno del regime degli Assad ,ma letteralmente la vita o la morte di 2.500.000 Alwuiti ai quale possiamo aggiugere i Cristiani, , Aliviti, iImailiti , Sciiti, Drudi., Curdi e tutte le varie minoranze che non vorranno fare del’’Islam sunnita la loro fede.
    Per battere Assad occorreva staccare dal regime le varie minoranze , trovare quegli interlocutori in grado di dare loro le dovute garanzie di liberta religiosa ed etnica in una Siria avviata ad essere lo stato di tutti i suoi cittadini nel rispetto delle libertà individuali..
    Obama minacciò l’intervento in caso di uso di gas e si tolsero i gas , ora qualcuno gli spieghi che senza gas in Siria siamo ormai a 4 anni di guerra combattuta più da stranieri che siriani, al gas a fatto seguito il lancio dagli aerei dei bidoni di cloro , i morti sono ormai 200.000, sono milioni i fuggiaschi centinaia di migliaia i profughi alle nostre coste ,vi sono timori per la stabilità di Libano e Giordania ed è nato l’Isis con annesso califfato.
    Ciò che serve sono interventi urgenti e senza esitazione di stabilizzazione di tutta l’area ma non a rimorchio degli Usa siamo noi Italiani e gli Europei che pagheranno le conseguenze di questa situazione , con lungimiranza e attenzione alle varie sfaccettature di una situazione molto complessa, specialmente occorre cercare e far crescere degli interlocutori credibili, che abbiano a cuore il destino di questi popoli, suscitare e far crescere quei fermenti come le primavere arabe che tanta speranze avevano suscitato .
    Ora la classica domanda da un milione di USD ,secondo voi l’Internazionale che ormai sembra sempre più un club esclusivo , potrebbe essere utile in questo compito?
    A voi posteri l’ardua sentenza
    Maurizio Molinari – consigliere nazionale – off.molinari@libero.it

Lascia un commento