giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

GRANA CAPITALE
Pubblicato il 12-06-2015


Giubileo Misericordia-Marino

Sarà il prefetto di Roma e non il Sindaco a gestire il Giubileo? L’anticipazione di due quotidiani nazionali – la Repubblica e il Corriere della Sera – ha fatto ulteriormente alzare la temperatura dello scontro politico attorno all’inchiesta giudiziaria ‘mafia capitale’ e costretto il Governo a una (quasi) smentita.

“Non sono ancora state prese decisioni” ha infatti precisato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ai giornalisti che gli chiedevano dell’ipotesi di affidare la regia dell’Anno Santo straordinario che comincerà il prossimo 8 dicembre, a Franco Gabrielli. Secondo i due quotidiani il testo del provvedimento sarebbe piombato come una meteora in Campidoglio giovedì provocando la furibonda reazione del sindaco Ignazio Marino. Non c’è dubbio infatti che assegnare fin da ora la gestione del Giubileo a una persona diversa dal Sindaco della Capitale, ha tutto il sapore di una presa di distanza in un momento in cui Marino si trova sotto il fuoco incrociato delle opposizioni – e anche di una parte del suo partito – pur non essendoci da parte sua alcuna responsabilità nei gravissimi fatti di corruzione per cui sono stati indagati o sono finiti in carcere, numerosi esponenti della politica romana, dell’amministrazione capitolina e del mondo degli affari che ruota attorno agli appalti comunali.

LA TELEFONATA
Gli interessati minimizzano e danno conto di una loro telefonata in cui ribadiscono l’impegno comune per Roma, già avviato con importanti risultati su diversi tavoli di lavoro, dalla sicurezza al Giubileo commentando “con sorpresa, e con un po’ di ironia, alcuni articoli di stampa” per poi dichiararsi totalmente estranei alle indiscrezioni dei giornali.

L’atto sarebbe dovuto essere preso in esame nel Consiglio dei ministri di giovedì sera, ma di fronte alla reazione di Marino, sarebbe rimasto in un cassetto e la questione rinviata alla prossima riunione. Il fatto che la presidenza del Consiglio non abbia confermato né smentito la notizia, e il fatto che il contenuto del documento sia stato ‘soffiato’ alle due redazioni, fa supporre che non si tratti di una mera ipotesi di scuola, ma di una concreta possibilità.

ELEZIONI SAREBBERO DISASTROSE
Un’altra scossa di terremoto per la politica capitolina che può avere però ripercussioni nazionali. Sono ormai tutti convinti che le eventuali dimissioni di Marino in queste condizioni, escludendo un commissariamento visto il concomitante Giubileo, porterebbe a una clamorosa disfatta del PD e a una più che probabile vittoria dei 5 stelle con buona pace di una destra che a Roma ha dato il peggio di sé negli anni di Alemanno. E per Renzi il colpo sarebbe durissimo perché perdere la Capitale sotto il fango degli scandali peserebbe assai, molto di più della sconfitta in Liguria, un pessimo viatico per le prossime elezioni generali.

Tutta acqua per il mulino dei grillini e anche della Lega di Salvini. Un altro guaio insomma di cui non si avvertiva la necessità “in un contesto – come ci spiega il segretario della federazione romana, Loreto Del Cimmuto – di indebolimento oggettivo del Sindaco”. Tuttavia il provvedimento, se verrà adottato dal Governo, ha una sua spiegazione razionale: “Siccome – sottolinea Del Cimmuto – c’è un’indagine della prefettura in corso che può sfociare nel commissariamento del Comune, affidare il Giubileo al prefetto di Roma si può rivelare come una scelta obbligata, una misura prudenziale”; uno stratagemma insomma per non lasciare all’improvviso senza guida la gestione del colossale evento.

UNA SCELTA AVVENTATA
Certo c’è da chiedersi se il Papa abbia riflettuto sulla condizione in cui poteva trovarsi il Comune di Roma alle prese con le indagini su ‘mafia capitale’ prima di decidere in perfetta solitudine, senza consultarsi con chi amministra la città di cui è ‘ospite’ lo Stato del Vaticano in virtù dei Patti Lateranensi.
Intanto però si fanno i conti: il Giubileo costerà centinaia di milioni alle casse ‘vuote’ della Capitale, con più tasse, meno servizi e più confusione per i suoi abitanti, e se porterà frutti, questi saranno probabilmente in gran parte a vantaggio delle strutture alberghiere e delle organizzazioni turistiche di proprietà del Vaticano che organizza e amministra i flussi di pellegrini che arriveranno a milioni nella città. Secondo la ben nota legge ‘costi pubblici, guadagni privati’. Una grana in più per Roma che di guai sembra averne già abbastanza.

L’ANTIMAFIA SENTIRÁ GABRIELLI?
La commissione parlamentare antimafia – scrive l’AdnKronos – potrebbe ascoltare il prefetto di Roma Franco Gabrielli sull’inchiesta ‘mafia capitale’. Ad annunciarlo è Marco Di Lello, segretario dell’ufficio di presidenza dell’Antimafia e presidente dei deputati socialisti. “Il sindaco Marino – spiega Di Lello – è già stato udito in commissione antimafia, allo stato non è in programma una sua audizione. Certo ci sono molti aspetti da approfondire, credo che audiremo il prefetto Gabrielli, abbiamo in animo di farlo, ma penso che sarebbe utile sentire anche i suoi predecessori”.

“Il tema è stato già affrontato nei mesi scorsi in commissione – spiega Di Lello – sicuramente ci ritorneremo nelle prossime settimane, ovviamente senza intralciare né sovrapporci al lavoro della magistratura che ha bisogno di continuare le indagini in autonomia e riservatezza”.

Dall’inchiesta della magistratura su mafia capitale, secondo Di Lello “emerge un quadro davvero inquietante, che conferma il teorema che finora abbiamo ascoltato dai magistrati della Dda di Napoli e cioè che oggi la camorra o la mafia non agiscono più solo secondo logiche estorsive ma si fanno impresa e diventano soci della politica. Senza fare di tutta un’erba un fascio questo teorema campano mi pare sia confermato anche dal procuratore capo di Roma Pignatone. Il dato che ci deve far riflettere, come commissione antimafia, è che mi sembra siamo ben oltre ‘tangentopoli’”.

FACCIO IL TIFO PER MARINO
E proprio rispetto al terremoto politico che scatenò l’inchiesta ‘mani pulite’ negli anni novanta, “c’è un cambiamento”, sottolinea Di Lello, perché in questo caso il dato che emerge è “l’arricchimento personale più dei livelli inferiori che della politica in senso stretto, più dei dirigenti che dopo la riforma Bassanini hanno avuto un potere straordinario che non della politica”. Alla domanda se pensa che il sindaco Marino debba dimettersi, Di Lello risponde: “Io credo che in questo momento la politica si debba assumere le sue responsabilità. Se Marino, come sono convinto, ha la coscienza a posto, e con lui la sua squadra, allora ha il dovere di dimostrare che la politica è capace di fare pulizia al proprio interno. Io faccio il tifo per questo, perché non mi rassegno all’idea che politica sia corrotta. Faccio il tifo per Marino, perché dimostri che anche a Roma, nonostante queste vicende inquietanti, si può segnare un’inversione di tendenza rispetto al passato”.

E se c’e’ da aspettarsi ulteriori sviluppi dell’inchiesta, Di Lello sottolinea: “Pignatone lo vedo determinato, dipenderà anche dalla collaborazione eventuale degli indagati, ma è giusto che l’indagine vada fino in fondo e da quello che capisco dalla lettura dei giornali c’è ancora da lavorare. Ma io voglio cogliere l’occasione, non solo da segretario della commissione antimafia ma anche da dirigente politico, per sottolineare che io tifo per Pignatone: se ci aiuta a bonificare la politica, laddove i partiti non sono stati capaci di farlo, gliene siamo grati: dobbiamo dimostrare che la politica non è solo marciume”.

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. Nominare il prefetto Gabrielli quale Commissario per coordinare il lavoro del Giubileo è scontato da tempo, anche per la poca considerazione che Renzi a di Marino. L’assurdità è che non ci sono soldi “stanziati dal Governo” da gestire, avendo Renzi bocciato la richiesta del Sindaco di avere 300Milioni di Euro per il Giubileo e si stanno ricercando nelle pieghe della gestione Commissariale in due anni (cioè a Giubileo in corso) e nella vendita del patrimonio. Cioè non sono ancora disponibili i soldi per gli interventi da fare, già clamorasamente ridotti alle buche e qualche asfaltatura delle consolari. Va espresso chiaramente un giudizio di preoccupante inadeguatezza sia di Renzi, che di Marino, in quanto il Giubileo costituisce una occasione importante per uscire dalla crisi economica. Come Socialisti non copriamo queste negligenze e negatività.

  2. Andiamo a votare e poi? Personalmente sono contrario ad andare al voto a Roma per il semplice motivo che questa cancrena della corruzione va avanti sin dal dopoguerra e non c’entra la mafia e non mafia c’entra l’eccessiva intromissione nell’economia delle istituzioni e della politica. Lo sappiamo solo adesso che un posto di lavoro a Roma si otteneva solo se frequentavi la dc e il pci dalle mani pulite e agli altri partiti toccavano le briciole. Lo sappiamo solo ora che cinquant’anni fa i migliori lavori erano quelli delle cinque A: ATAC, ALITALIA, ACEA, AZIENDA del GAS, ACOTRAL. dove i lavoratori erano dei super privilegiati e oggi i dirigenti guadagnano uno stipendio maggiorato quattrocento volte rispetto alla media. Allora cacciamo via Marino per fare che? Ho l’impressione che già sono pronti gli stessi squali per addentare la carne. Solo che di carne ce n’è poca non resta che mangiarsi le ossa dei cittadini anzi dei pensionati anzi dei pensionati che realmente hanno versato i contributi.

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