martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

IL FUTURO DELL’EUROPA
Pubblicato il 17-06-2015


Emigranti-emergenza

Diversi i nodi al pettine. Dall’immigrazione alla Grecia alle conseguenze del voto regionale e amministrativo. Il segretario del Psi Riccardo Nencini fa il punto dopo la  Segretaria Nazionale allargata ai Segretari regionali che si è tenuta oggi presso la sede del Partito. Nel corso dei lavori si è stabilito di tenere la Festa Nazionale nella seconda settimana di settembre e di convocare il Congresso nazionale alla scadenza prevista. Tra i temi all’ordine del giorno il lavoro che i parlamentari dovranno fare per migliorare la riforma della scuola. Poi legge elettorale e riforma del Senato.
La Segreteria si è inoltre trovata d’accordo sul proseguire il percorso politico approvato nell’ultimo Consiglio Nazionale.

Nencini-EuropaImmigrazione, una situazione al limite. Renzi in attesa della proposta della dice che l’Italia farà da sola. Intanto i casi Grecia e migranti danno l’idea di un’Europa sempre meno capace di risolvere i problemi. Cosa bisogna cambiare secondo te?
Quello dei migranti è un nodo doloroso e urgente. penso che a questo punto sia necessario impugnare gli accordi siglati a Dublino. Occorre separare i profughi dai clandestini, accogliendo i primi – con una responsabilità congiunta con tutti i Paesi dell’Unione – e accompagnando, rapidamente, i secondi fuori dai nostri confini per rimpatriarli. In questo processo devono essere coinvolte le Nazioni Unite. il palazzo di Vetro deve fare la sua parte. Il primo problema è nei territori di provenienza dei migranti irregolari. D’altra parte è proprio nei poteri dell’Onu occuparsi dei diritti fondamentali delle persone.

Ma se dall’Europa non arrivano risposte?
Se l’Europa prende tempo bisogna anche rivedere la quantità dei fondi che versiamo all’UE perché noi siamo creditori netti, versiamo cinque miliardi in più di quanto ci ritorna indietro. Insomma serve un nuovo patto fondativo. Dalla sua nascita l’Europa ha raddoppiato il numero dei Paesi aderenti quindi siamo davanti a un’Europa diversa da quella originaria. Le dinamiche in corso obbligano ad aggiustamenti profondi perché con un’Europa così non si va da nessun parte. In questo senso abbiamo presentato al Pse un documento chiarissimo.

Parliamo della scuola. Visti i tempi stretti i precari molto probabilmente non verranno riassorbiti. L’opposizione dice per colpa del Pd e Renzi per colpa delle opposizioni. Tu che giudizio dai al ddl scuola e su come è stato gestito?
C’è ancora molto da fare. La nostra campagna per i prossimi mesi sarà quella per una scuola con più merito, più finanziamenti per l’insegnamento pubblico e maggiore collegialità nelle scelte. I nostri parlamentari lavoreranno per migliorare la riforma seguendo questa direzione. Che ci sia una necessità di riforma è sempre più evidente perché gli studenti escono impreparati e senza un rapporto tra scuola e mondo del lavoro.

Nella segretaria si è parlato anche della riforma del Senato…
Sì. Rivedere questa riforma è un tema che fa parte delle nostre priorità. Ci troviamo con un Titolo V basato su un federalismo alla rovescia con un Senato che è composto da consiglieri regionali. Questi si troverebbero a svolgere impegni diversi che invece devono essere gestiti in modo del tutto separato. Un altro punto discusso dalla Segretaria e cui ci impegneremo con forza riguarda la legge elettorale sulla quale è necessaria una verifica e in particolare su quella parte che riguarda il premio di maggioranza che deve essere goduto dalla intera coalizione vincente e non dal solo partito di maggioranza della coalizione stessa.

All’indomani dalle elezioni facciamo un punto sullo stato di salute del Psi…
Bisogna proseguire, cosa che è stata ribadita nella Segreteria, il percorso politico approvato nell’ultimo Consiglio Nazionale per quanto riguarda la costituzione di una ‘Terza forza’ che si traduca in una coalizione sociale rappresentativa di un ‘mondo’ che né il Pd, né la sinistra radicale includono.

Ma secondo te a sinistra  esiste ancora lo spazio politico per una forza autonoma?
La risposta viene proprio dal risultato elettorale: c’è lo spazio politico per una forza ‘socialista’. Senza di noi, per esempio, in Umbria e in Campania non si sarebbe vinto.

Ha inciso molto l’astensione…
Purtroppo è diventata un fattore stabile. In passato c’era una differenza regionale. Oggi tra nord e sud non c’è più differenza con l’astensione che conosce livelli omogenei su tutto il territorio. Altro fattore da sottolineare è la fine del sentimento di appartenenza. Così come un altro elemento  che ha influito sulle elezioni è stato che ormai la maggior parte del ceto medio decide a chi dare il voto in base alle proprie paure e oggi queste sono soprattutto quelle dell’impoverimento e quelle che derivano dal fenomeno dei migranti.

Daniele Unfer

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento